Archive for dicembre 2006

in preparazione
dicembre 28, 2006

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beh ci siamo, sono quasi pronta.

Il mio bagaglio, coloratissimo, ormai è allestito; i nostri 4 panini hemmental e prosciutto cotto, anche.

Due bottigliette d’acqua nello zaino, altre due in valigia; qualche cioccolatino e buona volontà.

Speriamo bene! Speriamo di divertirci e di fare una bella esperienza.

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Buon viaggio a me
dicembre 28, 2006

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Allora, si va!

Domani (finalmente) prenderò il treno, salirò sul vaporetto e sarò arrivata a Venezia.

Era tanto che desideravo andare.

A papà, quando ancora non si era capito quanto fosse grave la sua situazione, ripetevo che, una volta guarito, saremmo partiti per Venezia tutti insieme.

Lui non ci era mai stato… quanti posti non aveva visto.

Una delle ultime cose che ha voluto ascoltare da me, è il racconto del mio viaggio in America, nonostante lo avesse già sentito.

Chissà, magari mi accompagnerà, il suo sguardo mi guiderà su particolari che non avrei notato, o mi indirizzerà in pensieri che non avrei mai fatto.

ora devo pensare alla valigia; ho optato per un abbigliamento sportivo: felpe e tute, cappellino e guanti, una giacca a vento e comode scarpe da ginnastica.

Non mancherà la guida di Venezia (che avevo acquistato 2 anni fà), un libro, l’Ipod, la macchina fotografica.

Confesso che, oltre alle passeggiate tra le calli, confido molto nel viaggio in treno.

Potrò leggere, ascoltare musica o i podcast de “le invasioni barbariche”, mangiucchiare, riflettere o sonnecchiare; molto meglio che su un aereo, dove sono sempre tesa.

Spero che il nostro bed & breakfast non sia difficile de trovare… tutti i turisti lamentano la difficoltà di orientarsi tra i cunicoli di Venezia.

Non so se aggiornerò il blog… Marco forse porterà con se il computer, ma ci sarà una connessione a portata di mac? E soprattutto… mi andrà di mettermi a scrivere?

Certo, dovrei ricordarmi: “Nullo die sine Linea“, ma per qualche giorno senza blog non morirà nessuno.

Buon viaggio a me, a tutti quelli che partono o che volano con la fantasia.


dicembre 27, 2006

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Sto cercando il segreto dell’incoscienza.
Cerco la chiave magica, quella che permetteva di immaginare che un tronco fosse un trono e che un mucchio di rovi fosse un antro fatato.
Cerco la chiave che permetteva di vedere in ogni goccia di rugiada, un liquido magico sceso dal cielo a colorare i prati.
Adesso, se cammino nei campi, non mi resta che fango appiccicato ai piedi.
Non vedo che asfalto, strade scorrevoli oppure impossibili. La mia vita è fatta di rientri intelligenti, che si rivelano puntualmente molto stupidi.
Disillusioni insomma, che ingrigiano persino le giornate di cielo terso, sempre più rare ormai.
Il Natale poi, che tenerezza mi fa.
Che tenerezza mi fa vedere me stessa, alla perenne ricerca di qualcosa che non c’è, o che non esiste più.
Il Natale… è un giorno in cui le cose tristi diventano ancora più tristi, perché è Natale e tutti te lo ricordano e dicono “proprio a Natale doveva succedere…” insinuando che ci sia un senso in aggiunta all’ordinaria sfortuna. Se qualcosa di brutto capita a Natale, significa che… chi lo sa cosa… comunque nulla di buono.
Lo dico perché tra l’altro ieri e ieri mi sono arrivate due brutte notizie e penso ai protagonisti di quelle storie; che sapore avrà per loro il giorno di Natale d’ora in poi?

Per me, nel frattempo, sono stati giorni di ricordi intensi e di grande nostalgia, una nostalgia più pungente del solito.
Ho pianto l’altro ieri sera, l’altro ieri notte, ieri pomeriggio per due volte, e anche adesso.
A pranzo, mentre raccontavo a mamma di aver sognato papà e le spiegavo le dinamiche del sogno, ho sentito che mia zia diceva a qualcun altro: “non ha ancora metabolizzato”.
A questo punto mi sono stupita di aver sempre dato per scontato che non avrei mai “metabolizzato”.
Qualcuno si aspetta che io “digerisca” la morte di mio padre…
Forse sarà meglio non raccontare più cosa sogno di notte.

Il Natale, che improbabile invenzione!
dicembre 26, 2006

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Quindi è già finito? Cioè, Natale è già passato?

Quasi mi sembra assurdo aver speso tutta quella preparazione (e  tutti quei soldi) per 24 velocissime ore.

Però, in effetti, il risultato è stato soddisfacente.

Ormai so che il mio “Natale perfetto” non esiste, ma la festa che ho organizzato è stata molto apprezzata.

A casa c’era quasi tutta la famiglia, eravamo sopraffatti dai regali, dai cesti, dalle lucine e le decorazioni e, naturalmente, dal cibo.

Non mi importa di essere borghese e conformista, non ho voglia di pensare a quanto male faccia il consumismo alla nostra società; ho voglia di colori scintillanti, ho voglia di dare e ricevere, ho voglia di cose buone e cose belle e di un po’ di serenità.

Intanto il Natale mi ha regalato un’emozione particolare con un film che volevo vedere da tanto: “Buongiorno Notte” di Marco Bellocchio. Il rapimento di Moro mi ha, tra l’altro, fatto pensare ad un’altra prigionia: Quella che papà hasubito durante la sua malattia. E’ per questo, credo, che l’ho sognato per tutta la notte.

Ma oggi è un altro giorno

viviamoci anche questo.

ELFAMORPHOSIS
dicembre 23, 2006

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tutti possiamo diventare elfi…

STAGE DA BABBO NATALE
dicembre 21, 2006

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Programmi per Natale?
dicembre 20, 2006

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Provolone dolce e mostrada di cotogna
Taleggio con marmellata di pomodoro e vaniglia
Pastore sardo con salsa di cipolle
Tacos con salsa agrodolce
Salsa all’aglio e grissini
Spiedini ovoline prosciutto e melone
Tartine con burro e caviale
Affettati
Pane casereccio
Tagliatelle al ragù
Girello arrosto
Noci e arachidi
Frutta
Tronchetto di Natale

… Aiuto…

scucita
dicembre 18, 2006

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Non è affatto una scoperta triste.

A pensarci bene la malinconia ha la stessa consistenza di una gommosa alla frutta, di quelle che cerchi di mandare giù in tutti i modi, ma allo stesso tempo, vorresti proprio non finisse mai.

Ed ogni scoperta, non può essere del tutto triste, perchè è nuova, è una sorpresa.

Si, si… (ellissi infinita)

Lo so che non si comincia un periodo con “Ma”.

Ma è così bello prendersi delle libertà e sentirsi poeti, con le relative licenze.

vai a capire perchè
dicembre 17, 2006

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Se c’è una cosa che so fare bene, è piangere.

Non sono una che vuole apparire forte a tutti i costi, anche perchè chi sono ce l’ho scritto in faccia.

Tra l’altro poi, ho capito che la vita lancia messaggi contraddittori, che ognuno può intendere a proprio piacimento e non si sbaglia ad essere altruisti, ma neppure ad essere egoisti.

Capita spesso, per non dire sempre, che uno faccia sacrifici, lavori duro, ce la metta tutta e si ritrovi per caso, così, all’improvviso, con un pugno di mosche in mano.

Basta solo un attimo perchè le persone, gli animali, gli affetti quotidiani, ci lascino e noi, nonostante li abbiamo coltivati con pervicacia e impegno, dobbiamo arrenderci persino alla possibilità di non poterli salutare per l’ultima volta.

E allora, siamo sicuri che il gioco valga la candela?

Non sarebbe meglio prendere tutto con il disincanto che la caducità dei giorni e degli amori merita?

la mia risposta è un “si” convinto ma…

Come si fa? Chi ne è capace davvero?

La nostra natura ci spinge all’amore e al sacrificio e non è la morale, non ce lo impone una legge; E’ il nostro centro nevralgico, sono le viscere, è la nostra scintilla, che ci impongono cosa fare e quanto dare.

Siamo sbagliati per questo mondo, oppure, soluzione più semplice: la sofferenza ci è indispensabile, come l’acqua o il cibo… vai a capire perchè.

scioperi e partenze
dicembre 14, 2006

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Allora vado via oggi.

Non mi va neppure un po’, non mi va di fare tutto in fretta, anche perchè le sorprese le ho sempre odiate.

 Non mi va di lasciare tutte le cose che mi preoccupavano qui e che, in un certo senso, dipendono da me.

In oltre, lo sento, l’oroscopo mi è sfavorevole…

E dunque, a prposito di treni: ce n’è uno per me anche oggi.