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Oggi, ho deciso, vado a comprarmi qualcosa.

Stivali, pantaloni, magari un cappottino…

E’ un po’ che non riesco ad essere fashion come una volta. Avevo le magliette di Custo barcelona, indossavo i colori ed il trucco giusto ed erano i tempi di CK1.
C’è sempre un periodo d’oro per tutti e per me è passato 🙂 . Sarà che andavo a fare shopping tra Campo de’ fiori e trastevere, via Nazionale e via de serpenti… e ora mi toccano i centri commerciali del frusinate, non mi sento più all’altezza della situazione.
Sto scrivendo con leggerezza e divertimento, ma un po’ di rimpianto c’è davvero.
Chi non ne ha di fronte al tempo che passa?
Eppure io non sono affatto una ossessionata dagli anni e dall’età; conosco più di qualcuno invece che lo è e conoscevo qualcuno che lo era già a neppure diciotto anni (spero per lei che nel frattempo sia cambiata, perché ora che di anni ne ha 31, dovrebbe essere nel pieno di un esaurimento nervoso.)
Forse una volta, quando a 30 anni si era già adulti da un pezzo, si era capaci di mettersi l’anima in pace e accettare tutto quanto comportava questo “essere adulti”;
Ma oggi, che non si sa bene quali siano i confini, né come ci si debba comportare e vestire ai 20, 30 o 40, si resta confusi ed un po’ spiazzati da sensazioni contrastanti; come la voglia di restare giovani il più a lungo possibile e il sentirsi inadeguati nell’80 % delle situazioni.
Beh, finchè il fisico me lo consentirà, nessuno mi toglierà il gusto di comprare vestiti…

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4 Risposte

  1. Riferito ai ciociari su wordpress..eccone qui un altro… 😉 quando vuoi passami a trovare.
    Riferito alla non consapevolezza dei propri confini, bè…senza dubbio..a fatica (la mia interiorità, il mio farlocco e bislacco) riescono a distinguere quando è ora di crescere e quando è ora di lasciarsi andare a tentazioni adolescienziali….alla fine sai che ti dico …? Lascio serenamente decidere a lui ( il mio IO farlocco…) 🙂

  2. Brigida…come ti capisco!!!!!!!!Sono tornata nel frusinate solo da due mesi…per costruirmi un nido, mio e a mia immagine e somiglianza..lasciando Roma, via Nazionale, via de’Serpenti, le magliette di Custo e quant’altro a brevi pomeriggi, ritagli tra un lavoro e l’altro…bisognerebbe organizzarsi per passarci più tempo in quella dimensione che abbiamo lasciato…perchè non è solo Roma il problema…è tutto il contorno e quello che le sue “strade” potevano significare per chi ci camminava…

  3. Pat, siamo in tanti a sentirci così: Roma è una maglia che ci sta troppo larga ed i nostri paesini sono coperte troppo corte.
    Finiamo per non stare veramente bene da nessuna parte.
    Io sto facendo continuamente “Roma – andata e ritorno” e devo ancora capire cosa voglio, ma sto cominciando a credere che sia meglio una maglia troppo larga, ad una coperta troppo corta.

    Ma quanti ciociari… meraviglioso! Ce ne sono di farlocchi e bislacchi insieme, ma, pensandoci bene, non è che sia proprio la nostra natura un po’ farlocca e molto, molto bislacca? 🙂

  4. Molto…molto bislacca…

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