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Sto cercando il segreto dell’incoscienza.
Cerco la chiave magica, quella che permetteva di immaginare che un tronco fosse un trono e che un mucchio di rovi fosse un antro fatato.
Cerco la chiave che permetteva di vedere in ogni goccia di rugiada, un liquido magico sceso dal cielo a colorare i prati.
Adesso, se cammino nei campi, non mi resta che fango appiccicato ai piedi.
Non vedo che asfalto, strade scorrevoli oppure impossibili. La mia vita è fatta di rientri intelligenti, che si rivelano puntualmente molto stupidi.
Disillusioni insomma, che ingrigiano persino le giornate di cielo terso, sempre più rare ormai.
Il Natale poi, che tenerezza mi fa.
Che tenerezza mi fa vedere me stessa, alla perenne ricerca di qualcosa che non c’è, o che non esiste più.
Il Natale… è un giorno in cui le cose tristi diventano ancora più tristi, perché è Natale e tutti te lo ricordano e dicono “proprio a Natale doveva succedere…” insinuando che ci sia un senso in aggiunta all’ordinaria sfortuna. Se qualcosa di brutto capita a Natale, significa che… chi lo sa cosa… comunque nulla di buono.
Lo dico perché tra l’altro ieri e ieri mi sono arrivate due brutte notizie e penso ai protagonisti di quelle storie; che sapore avrà per loro il giorno di Natale d’ora in poi?

Per me, nel frattempo, sono stati giorni di ricordi intensi e di grande nostalgia, una nostalgia più pungente del solito.
Ho pianto l’altro ieri sera, l’altro ieri notte, ieri pomeriggio per due volte, e anche adesso.
A pranzo, mentre raccontavo a mamma di aver sognato papà e le spiegavo le dinamiche del sogno, ho sentito che mia zia diceva a qualcun altro: “non ha ancora metabolizzato”.
A questo punto mi sono stupita di aver sempre dato per scontato che non avrei mai “metabolizzato”.
Qualcuno si aspetta che io “digerisca” la morte di mio padre…
Forse sarà meglio non raccontare più cosa sogno di notte.

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Una Risposta

  1. È meglio raccontare i tuoi sogni, incubi, paure a chi riesce ad ascoltarti non solo con le orecchie ma anche con il cuore. Pensa che a volte alcuni commenti non vogliono essere negativi anche se su di noi alla fine hanno un effetto negativo. Per altre ragioni negli ultimi mesi mi sono sentita dire che la vita va presa come viene, così è la vita e altre amenità del genere. A volte avrei voluto rispondere malamente a questi commenti e forse l’ho anche fatto, ma a mente fredda ho capito che per tanti è assolutamnete difficile dire le cose giuste in certe circostanze. Ma esistono poi le parole giuste? Forse sarebbe meglio tacere, ma chi non tace e dice qualche sciocchezza forse lo fa comunque con buona intenzione.
    Un caloroso abbraccio,
    Daniela

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