Propositi

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Come farò a riporre i trecento chilometri di lucine colorate che avevo sparso qua e la per casa? Le palle, i fiocchetti, le candele, le campanelle i babbi Natale e le befane, i regali sotto l’albero, l’albero ed i suoi centocinquanta rami, il vischio, le decorazioni, i centrotavola???

Ma è proprio vero che queste feste sono finite oppure mi è concesso indugiare per un altro giorno almeno… che è pur sempre Domenica, il giorno del Signore?

Mi è concesso, me lo dico da sola… anzi, forse mi prenderò un’altra intera settimana, tanto che me ne importa?

Stavo dando uno sguardo ai libri da leggere per il corso e ho scelto, credo definitivamente, “blog generation” di Giuseppe Granieri e “Diario” di Enzo Baldoni.

Il primo per motivi piuttosto ovvi, del resto internet è un modo ammaliante; Qualcosa di irrinunciabile per chi ama esprimersi, parlare, scrivere, ma anche ascoltare ed imparare.

Il secondo libro l’ho scelto perchè, avendo letto “La scomparsa dei fatti” di Travaglio, mi sono trovata d’accordo su quanto Travaglio ha fatto notare riguardo il rapimento e la morte del giornalista Enzo Baldoni.

Baldoni è stato fatto passare, da parte di certa stampa, come una testa calda, uno che se l’era cercata perchè non aveva rispettato le regole, per provocare o più semplicemente perchè era uno sprovveduto.

Così come le due Simone, che erano delle stupidine, delle crocerossine mancate con l’anima no-global (che per qualcuno è una parolaccia).

Insomma, tutte “zecche”, in ogni senso, per le quali l’Italia doveva preoccuparsi e magari sganciare soldi.

In più su Baldoni fu costruita una storia raccapricciante, che riguardava un presunto video dell’uccisione del giornalista, avvenuta in seguito ad un suo gesto di ribellione (ancora una volta se la sarebbe cercata). Video di cui però non si è mai avuta traccia e di cui ha parlato soltanto certa stampa.

Anzi, forse questo libro dovrei comprarlo…

Insomma, questa giornata è cominciata da un pezzo, così come cominciano tutte le mie giornate: con la pappa dei gatti che mi resta appiccicata tra le dita, loro che fanno le fusa mentre divorano anche il piatto, io che vado in bagno a lavarmi le mani, l’odore del sapone “Dove”, poi mi guardo allo specchio, vedo i miei capelli “sparati” e penso che dovrei rifarmi la tinta. la colazione, lo sguardo alla vetrata che da su una mattina un po’ grigia ed i pensieri belli e quelli brutti che cominciano a frullarmi nella testa tutti insieme, di cui il riassunto, sempre uguale, è: “speriamo che duri e che duri bene”.

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3 Risposte

  1. Be’, spero che il mio libro ti faccia compagnia 🙂

  2. Ma dddaiii! 🙂 Buongiorno e grazie per essere passato di qua…

  3. 🙂

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