Insalata di ricordi

 insalata-darance.JPG

Degli anni all’università, quelli in cui vivevo a via Dandolo, proprio dietro il palazzone grigio del ministero della pubblica istruzione, mi restano moltissimi ricordi.
Erano gli anni in cui cominciai ad innamorarmi della apple, c’era il roxy bar in tv ed oltre alla musica, mi attiravano quelle macchine colorate e trasparenti che la redazione aveva a disposizione.
La colonna sonora erano i verve, i radiohead, persino Marilyn Manson.
Leggevo quintali di biografie: Kubrick, Anna magnani, Totò.
Uscivo a piedi tutte le mattine, col sole, ma anche con la pioggia.
E sento ancora chiaramente il rumore che i miei stivali neri facevano sui sanpietrini in via della Lungara, quando la percorrevo tutta per arrivare a San Pietro. Buttavo un occhio in su, alle finestre di Regina Coeli e pensavo a chi era chiuso li dentro.
Prima di ogni esame, andavo nella chiesa di Santa Maria in Trastevere. Non lo facevo per pregare, ma per starmene da sola, in silenzio, per vedere quanto gli altri fossero devoti, per ascoltare le loro di preghiere.
Lo shopping era di rito a Campo de fiori. C’erano tante piccole boutiques dove si comprava a prezzi relativamente onesti. Insieme alle magliette ed ai vestiti, mi attirava l’artigianato di un uomo che aveva tre dita per mano. Si chiamava Cosimo ed aveva il suo banchetto di gioielli di ferro, rame, pietre e acciaio, proprio nella piazza. Faceva cose bellissime e pian piano ha lanciato proseliti, di li a poco Roma sarebbe stata piena di suoi imitatori.
Ma ciò che mi manca più di tutto è la mia amica Stella.
Mi manca la sua lentezza proverbiale, quel suo fare tardi sempre, in qualsiasi occasione.
La sua sigaretta infinita davanti al caffè, i suoi pigiami sgualciti ed il suo taglio corto corto di capelli.
Un viso da copertina che truccava con impegno ogni volta che si accingeva ad uscire. Se Stella entrava in bagno per truccarsi, ci sarebbe rimasta per due ore.
Mi ricordo le nottate passate a ripulire le sue tavole, a tenere lontano quel gatto assassino che avevamo, dai suoi plastici avvenieristici.
E poi le lunghe passeggiate fino a via Giulia, che le piaceva tanto e Piazza Mattei con le tartarughe magiche, prima che quella strada diventasse incasinata e rumorosa.
I gelati da Giolitti, le serate al cinema di Nanni Moretti, all’intrastevere o all’Alcazar, con quelle poltrone rosse nelle quali avrei dormito per una notte intera.
Non so proprio a chi essere grata per questi ricordi, per avere avuto la possibilità di vivere quei giorni, anche con lei: Così forte ed irrazionale insieme, sempre in bilico tra il convenzionale ed il non; notturna, lunare ma col sorriso più luminoso che abbia mai visto.
Ci legherà per sempre quella lucertolina quasi invisibile che ha sulla nuca.
C’era lei a stringermi la mano quando feci il mio tatuaggio e lei ripeteva decisa che non l’avrebbe mai fatto, ma qualche giorno dopo cambiò idea e toccò a me darle forza mentre gli aghi le facevano male. Di lei mi ricordo le costosissime scarpe Prada che comprò l’anno in cui andammo ad abitare insieme; ricordo le ciabatte infradito che calzava d’estate, ma anche d’inverno e la ricordo ai fornelli: eccezionale. Pasta con i peperoni, risotto al radicchio, le torte greche in onore di Harà e poi quella buonissima insalata di arance che mangiava quando decideva di stare a dieta.
E’ stata e resterà sempre la mia “buona Stella”

Annunci

14 Risposte

  1. Come sei grafomane: non si riesce a commentare un post che già ne hai scritto un altro! Com’era quella cosa sul blog di Patricia…? 😉
    Comunque, è sempre un piacere leggerti.

    Un abbraccio veloce. 🙂

  2. Scusa?
    Via…. DANDOLO?
    MA è porno!

  3. Gli amici dell’università, sono gli amici della vita…

    Spero che sia così anche per me. Davvero.

    Un abbraccio, buona giornata.

  4. che belli i ricordi, scritti così….come li scrivi tu…

  5. Mio padre parla di Roma con l’entusiasmo di un bambino. Tutte le volte che andiamo a trovare gli zii, mi fa vedere la sua scuola, l’università, il bar dove trascorreva i pomeriggi, che esiste ancora tra l’altro. Insomma devo dedurre che Roma è davvero una città magica. Buona Domenica.

  6. …insalata d’arance e radicchio verde (non so come lo chiamate, noi: serzetto) l’ho sempre mangiata (anche oggi, e c’è un motivo) è l’incredibile sapore dolce-amaro dei ricordi…

    Alex

  7. King… Via Dandolo è porno, Dandolo via è peggio! 🙂

  8. Con il Roxy Bar hai scatenato in me una valanga di ricordi.. avro’ da postare per secoli =)

  9. mi piacerebbe proprio abitare a roma…che bello ricordare i momenti passati….!!!!

  10. Belli i ricordi che descrivi…
    e Roma dev’essere proprio magica!
    😀

  11. Com’è suggestivo questo post.

    Sarà che i sanpietrini di via della lungara li calpesto ogni giorno, e che regina coeli mi ricorda di essere più libera di altri ma su alcuni fronti assolutamente più prigioniera.

    Roma è magica in ogni angolo cmque, concordo. 🙂

  12. Clè, il tuo messaggio l’ho appena recuperato… 😉
    come si fa a scambiare per spam i tuoi messaggi???

  13. Brigida, purtroppo succede per via di Askimet che considera gli “zeri” del mio URI come probabile spam.. non sai quanto lo odio =)

  14. se lo odiamo tutti insieme magari gli viene una brutta malattia 😛

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: