P. Neruda/ lentamente muore

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Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all’errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente
chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
felicità

 

 

Mi chiedo allora, chi davvero si assuma il rischio di vivere a pieno.
Mi chiedo se ci sia qualcuno che sente intimamente di non tradire
la missione della vita.
Io – credo – sto morendo lentamente.
Lo trovo inevitabile, non sono capace di fare altrimenti.
E temo la morte, la temo perchè so come vorrei che fosse.
Vorrei che arrivasse quando le mie carte saranno in regola,
quando la mia gente potrà avere di me, i ricordi che io vorrei
avere di me stessa.
Questa è la missione della mia vita e se arriverò a compierla –
scommetto – sarà solo per fortuna e non per mio merito.

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