cause for Taso

taso.jpg

Taso non è proprio un mio amico; abbiamo trascorso insieme una quindicina di giorni in tutto nel 2003.
Era estate e lui, da Boston, arrivò ad Arce insieme a Davide, il socio di Marco.
La prima cosa che mi colpì di lui fu il nome e la sua testa liscia come una palla da bowling.
Il nome, lo scoprii in seguito, è un abbreviativo di Anastasios, perché Taso è di origine greca… la testa invece era calva senza tanti perchè.

Quella fu l’estate in cui andammo tutti insieme a Vasto. C’era Antonio G. che ci aspettava nel suo appartamento insieme a tre o quattro amici e un disordine che è difficile descrivere quanto immaginare.
Fummo tutti d’accordo a cercarci un albergo.

Taso capiva pochissimo di quello che dicevamo, ma sorrideva tanto e  il suo sorriso era sornione, aperto e vitale.
L’anno dopo io e Marco andammo a Boston per il matrimonio di Davide e Taso era lì, sempre col solito sorriso e con la voglia di fare scherzi e facce strane.

Nel giugno del 2005, quando papà stava per andare via, Marco mi diede la notizia dell’incidente che aveva avuto Taso.
Era stato investito e, senza farla troppo lunga, sarebbe rimasto paralizzato per sempre dalla vita in giù.
Rimasi sconvolta, anche se in quel momento molte cose mi sconvolgevano.

Sono occasioni queste, in cui ci si chiede con frustrazione dov’è che sta il trucco, dov’è che si nasconde la giusta chiave di lettura, l’ insegnamento, il segno, dove sia la rassicurazione.
E poi, puntualmente si scopre che non c’è niente, non ci sono segni, chiavi di lettura, insegnamenti, rassicurazioni o trucchi. Ognuno di noi è libero di cedere alla disperazione oppure di scrollarsi di dosso il dolore e riprendere la propria strada.

Io non sono la persona giusta per spiegare cosa succede nella testa di una persona positiva, propensa al sorriso aperto e vitale.
Taso lo è.
Perché nonostante il dolore fisico, psicologico, morale, nonostante le operazioni, la febbre, le cose andate male, Taso ce la vuole fare e alla vita sorride spudorato come sempre.

Oggi Taso ha bisogno di aiuto, perché la sua causa è giusta, perché le sue cure costano, perché il suo nuovo stile di vita costa, perché gli hanno dato una nuova speranza, che è una terapia che si chiama sci-step e questa speranza costa.

Oggi ho pensato di raccontare la sua storia … perché non c’è solo Zanardi, perché non succede solo a chi non conosciamo, perché se si ha la possibilità, è sacrosanto dare una mano.
E poi perché, noi che siamo su internet adesso lo sappiamo: capita a tutti prima o poi di aver bisogno di una mano, anche da chi non abbiamo mai visto in faccia.

Questa è la  pagina nella quale c’è la sua storia dolorosa, ma ciò che resta, una volta chiusa, è il suo sorriso aperto e vitale.

taso-corre.jpg

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13 Risposte

  1. mi spiace veramente tanto x tuo amico ti fa sempre pensare e riflettere quando capitano queste cose….!!!!

  2. le brutte notizie non vengono mai da sole, questa è la verità.. mi dispiace molto. Volo verso la pagina che hai linkato…

  3. Sì, Brì, hai ragione… …Difficile capire il disegno finale. 😦
    Ovviamente mi dispiace, ma Taso del mio dispiacere non se ne fa nulla quindi prometto che leggerò e valuterò…

    Un abbraccio preghierasenzasorriso (ehi, sono già due…)

  4. No Albè, non volevo mica toglierti il sorriso, anzi.
    Se c’è una cosa che ci insegna Taso con la sua battaglia, è che il sorriso serve sempre.
    🙂

  5. Hai ragione, smbra quasi che ste cose possano succedere solo a persone che vivano chissà dove, e invece…corro a veder la sua pagina…smack

  6. 😉

    Un abbraccio senzaparoleallora 🙂

  7. mi ha colpito una frase tua: non tutti sono Zanardi.
    Quando tirano su un numero non guardano se è pari o dispari, Alex Z. è un pari sfortunatamente fortunato, Taso è dispari.
    Lotterà, comunque, sicuro.

  8. si, il fatto è che ci sono tantissimi dispari.
    A loro modo ci sono utili, cinicamente parlando.
    ognuno di noi si sente fortunato paragonando la propria normalità alla sfortuna di qualcun altro.
    A me va di restituire a Taso, un po’ di quanto mi insegna vivendo e lottando.

  9. Torno adesso dalla pagina linkata…
    Le frasi di circostanza non mi appartengono purtroppo, ma la speranza sì, quella mi appartiene.
    Baci Brì.

  10. Ciao Chià, grazie per esserci stata. niente frasi di circostanza, le ho sempre odiate ed ho imparato ad odiarle sempre di più.
    La storia di Taso mi commuove tantissimo e volevo renderne partecipi più persone possibile…
    magari qualcuno potrà anche dare un aiuto.

  11. commovente.
    un abbraccio.

  12. forza Taso!!!

  13. si, Forza Taso, sempre…

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