A metà strada

chiesa_1_75.jpg

Tra Roma e Napoli, tra Frosinone e Cassino, tra il casello di Pontecorvo e quello di Ceprano, lì sta Arce.
Arce è un paese a metà strada, e da una strada è diviso esattamente a metà.
La Casilina traccia una linea di demarcazione tra il centro e le contrade.
Una linea dritta dritta che sembra un solco a penna fatto apposta da qualcuno.
Ma a pensarci bene sembra impossibile che qualcuno, dall’alto, si sia preso la briga di disegnare proprio qui.
6000 abitanti, anima più, anima meno.
Qualche cane randagio adottato dalla piazza.
Quattro chiese, quattro palestre, quattro supermercati, quattro gatti a parlare di politica la domenica mattina in corso Umberto I.
Poi c’è la pasticceria dei sogni, dove vai se vuoi fare bella figura con i tuoi ospiti e non fa niente se è un po’ cara; il gioco vale la candela.
Arce, per carità, è molto altro: le feste di S. Eleuterio e di S.Agostino, la rievocazione della venuta di Federico II in paese che si chiama con l’altisonante nome “In Castro Archis”, la “Passione Vivente”, che è un piccolo evento di risonanza regionale e poi c’è la guerra delle contrade e la squadra di calcio.
Per me è soprattutto quella scala a chiocciola fatta di ciottoli lisci che scende a picco dal centro storico verso la piazza principale.
Solo qualche metro di muschio e pietra scivolosa, ma c’è qualcosa che reclama attenzione, rispetto e affetto in quel pezzetto di strada in salita o in discesa, a seconda di come la si vede.
Mi chiedo spesso cosa ci faccio qui.
Sono una cittadina atipica perché non conosco nessuno e mi stupisco che tutti mi conoscano.
Non riesco ad imparare i nomi delle persone, che quasi sempre hanno anche un soprannome.
Evidentemente non ho interesse a farlo, non mi preme, chi lo sa.
Però ogni tanto mi manca la sensazione di essere anch’io parte di quella banda di scalmanati, di gente brava solo per metà: insopportabilmente provinciale, fanfarona, rumorosa, ma orgogliosa, furba, verde di speranza.
Eppure forse sono nata solo per stare a guardare quello che succede, così, distrattamente.

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25 Risposte

  1. “Nata per stare a guardare quello che succede” è una definizione vicina a quella degli angeli, “custodi e osservatori delle umane miserie”…

    E se fosse, molto più semplicemente, che stai ancora cercando un modo per esprimere tutte le tue potenzialità e per realizzarti? 😉

    Se non mi conoscessi, potresti quasi prenderla per una frase seria quella sopra, eh? 😛

    Poi non so se è perché vivo a Milano, ma la descrizione della tua Arce personalmente mi ha fatto un sacco di tenerezza e mi ha fatto pensare alla “coperta di Linus”. Siine orgogliosa e ritieniti fortunata! 😉

    Certo, se dovessi vivere “al massimo”, tornerei a New York; ma se dovessi scegliere un posticino tranquillo per dedicarmi alla famiglia e crescere figli e amicizie, sceglierei un posticino come Arce…

    Il tuo bicchiere è mezzo pieno, Brì! 😀
    Su, su, su… C’è un sacco di cose da fare!

    Un abbraccio semiserio 🙂

  2. la mia terra… odi et amo!

  3. Alberto, non ti sarai mica già dimenticato come si fa la faccina che arrossisce vero?
    Comunque, tra il serio ed il faceto, mi dici sempre un sacco di cose carine tu!

    gp: ma tu di dove sei esattamente?
    … curiosissima io 😀

  4. Io credo che anche se involontariamente tu ne faccia parte…Sai che il nome di Arce non mi giunge proprio nuovo ? eppure non so proprio nulla di questo paese…bohhh

  5. O forse sei nata per stare a metà strada.

  6. che bella descrizione dev’essere carinissimo arce……!!!!buona mattinata..!!!

  7. castelliri 🙂

  8. Fa un po’ “natio borgo selvaggio” eppure, anche inconsapevolmente, ne fai parte
    Sciura Pina

  9. non ne faresti parte?! 😉
    ma se c’è anche la via “fraioli” casilina!!! ti dice niente??! 😀

  10. Bello questo post, molto bella anche l’immagine.
    Non conosco il paese, ma m’invogli ad una gita con amici e famiglia al seguito…
    potrei fare molte foto…
    a proposito, hai mai visto le mie???
    http://www.flickr.com/photos/iperio/

  11. Anche me hai fatto sognare con questo post, poi mi sono venute in mente una sacco di cose tenere, tipo le pubblicità del mulino bianco ecco, un roba così..
    Bello però..
    Baci.

  12. Cap: Arce è conosciuta a causa dell’omicidio di Serena Mollicone, che era una ragazzina di 19 anni.

    Tità: uhm… bella prospettiva 😦

    Titty: non credevo di averlo descritto come un posto così carino… chissà, magari inconsciamente 😉

    gp: 😀

    Sciura Pina: lo so, ne faccio parte si, ma non mi sento completamente integrata…

    Ros: è vero, c’è tutta una zona che si chiama “I Fraioli”, pensa… 😉

    Iperio, andrò subito a dare uno sguardo. Il paese ha degli scorci molto piacevoli, ma c’è più di qualcosa che non va purtroppo.

    Chiara: Io credo che tu scapperesti da qui dopo solo 5 minuti 😉

  13. “Nata per stare a guardare quello che succede” invec ho la sensazione che tante volte tu sia l’anima delle situazioni…ma e’ importante anche osservare, imparare…”prendere” da cio’ che non conosciamo…

    Un abbraccio

  14. Non ti credere sai, la vita ascetica in questo periodo mi calza alla perfezione, chè son stufa di tutto un po’, e so anche il perchè…
    Baci.

  15. Maria: sei un aiuto per la mia autostima 😀

    Chiara: e allora organizziamo uno scambio, tu vieni qua e io mi trasferisco da te 😉

  16. Sembra il mio Paesino… 7000 abitanti, ci sono anche le “MURA ROMANE”, ma non ci ho mai badato più di tanto! Si chiama Alife…

  17. Alife, che bel nome… ma poi, come fai a non badare più di tanto alle mura romane?

    a pensarci bene hai ragione, sono loro che badano a te.

  18. XDXD:) 😛
    Si è un bel nome! Alliphae se cerchi sul dizionario latino lo trovi, è abbastanza storico, ma purtroppo hanno rovinato le mura… ecco perchè nn ci bado troppo!

  19. Sembra quasi impossibile che in un posto così bello si possano rompere le lavatrici. A proposito, accetto l´invito, sono uno che si adatta a tutto, basta che non debba fare dello sport

  20. LA NOSTRA TERRA, ODIO E AMORE.STRA-CONDIVIDO.
    SI BRì, SEI UNA CITTADINA UN Pò ATIPICA…ANCHE IO MI CHIEDEVO COSA CI FACESSI Lì. 😉

  21. Stefi, ho un po’ paura a chiedertelo, ma… perchè?

  22. Avevo un amico che abitava ad Arce ed ora si è trasferito ad Isola Liri.
    Di Arce ricordo il superfornaio appena fuori paese, un bel bar nelle vicinanze della Chiesa ed il supermercato dove si trovano ancora i “gentilini”, biscotti romani al burro di ottima qualità.
    I miei genitori vivono non distanti da Arce ma distanti dalla tecnologia.
    Leggere questo blog mi ricorda che grazie ad Internet, spesso la geografia fisica è solo una delle esperienze dell’uomo e quanto sia grande il cambiamento di scenario che stiamo vivendo.

    E’ bello scoprire di essere “glocali” ed avere anime simili. Che ci fai ad Arce? Non lo so ma sicuramente mantieni un punto di vista privilegiato da cui dipingere il tempo e ricercare un senso ad ogni respiro.
    Grazie
    ] marcomkc [

  23. Marco! che sorpresa 🙂

    Qui ad Arce internet c’è, ma ancora non è arrivato l’ADSL e forse non arriverà mai…

    Invece credevo che i gentilini si trovassero ovunque 😉

    Molta gente di qui se ne va via, però poi torna.
    Questo posto ha un richiamo molto forte, anche se alla fine non c’è proprio nulla… chi lo sa.

  24. solo due news a questi emozionanti post:
    Ad Arce c’è ADSL e c’è un evento carino dall’anno scorso…il Festival della Taranta(unico in regione)’ Arce Tarantolato’

    Ciao Brigida, è davvero bello il tuo blog.
    By compaseano

  25. al festival della taranta c’ero anche io, ma per l’ADSL, che io sappia, per ora c’è solo un sistema via radio che, per esempio, a casa mia non funziona.

    In ogni caso…
    ci conosciamo io e te?

    beh, di vista ci conosciamo quasi sicuramente 😉

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