Life in a cartoon motion

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Chi vive in paese ha il cruccio, come chiunque altro, di fare la cosa giusta nella vita, ma in più deve preoccuparsi di quale sia la percezione di se stesso che lascia alla propria comunità.
Ieri ho fatto appena in tempo ad andare al cimitero dopo essere tornata da Roma; avevo addirittura un po’ paura che mi ci chiudessero dentro. Per tutto il viaggio avevo avuto l’Ipod sparato nelle orecchie: prima i podcast de le interviste barbariche e poi un po’ di musica random.

Avevo tenuto le cuffie in macchina e poi ho deciso di non toglierle neppure una volta varcato il cancello del cimitero.
Mi sono accorta di quanto fosse surreale quella situazione solo dopo qualche passo.
Non sentivo il rumore dei piedi sulla ghiaia, ma mandavo a memoria i motivetti orecchiabili delle canzoni di Mika, che impari subito, anche se sei al primo ascolto.
Mentre andava “Billy Brown”, brano che pare abbia definitivamente consacrato Mika come icona gay, mi sforzavo di immaginarmi nel mezzo di un funerale a New Orleans, dove tristezza e rispetto e ritmi concitati si fondono nella celebrazione del ricordo dei defunti.

Incontrando un paio di persone sulla mia strada, mi sono chiesta se fosse opportuno oppure no, ai loro occhi, che io avessi la musica sparata nelle orecchie in un luogo di culto.
Sicuramente no. Forse persino io guardando un ragazzo con le cuffie indosso dentro un cimitero, non avrei potuto fare a meno di giudicarlo superficiale, drogato della sua tecnologia, del suo piccolo mondo standardizzato, dove il silenzio non deve entrare, come pure la solitudine e la riflessione.
Nel mio caso avrei sbagliato e chissà quante volte ho sbagliato nel giudicare.

In paese la possibilità di sbagliare i propri giudizi sulla gente si alza esponenzialmente rispetto a quanto accade nelle città.
In paese tutti sono sotto osservazione e con una punta di malizia in più:
Dalle persone più apprezzate ci si aspetta sempre un passo falso ed il buono che riguarda gli scavezzacollo si tende a vederlo come occasionale ed irrilevante.

Ogni tanto penso di abitare in una grande scuola di recitazione a cielo aperto, dove ognuno con il proprio ruolo, imposto o ricavato fortunosamente, inscena la propria recita per il resto del pubblico. Il pubblico ti guarda e all’improvviso, se non gli piaci, ti chiude il sipario in faccia.

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26 Risposte

  1. E’ vero che le piccole realtà tendono a mettere la lente di ingrandimento su tutto ciò che accade, ma è anche vero che regalano tante piccole abitudini quotidiane e tanti quadretti di vita che in città il caos sommerge.

  2. Come capisco bene quello che scrivi Brì… abito in un piccolo paese di montagna dove tutti sanno tutto di tutti e dove ogni scivolone costa caro.. dove la privacy è un’opinione e dove i giudizi piovono come fiocchi di neve! Ma su quello che dice Bidì sono altrettanto d’accordo! C’è del buono anche, qualcosa che altrove non si trova.

  3. Hai rubato un pensiero a Shakespeare Brigida: “All the world is a stage”. Io non trovo affatto sconveniente che qualcuno possa ascoltare musica al cimitero. Nessuno può sapere ciò che ascolti, magari musica che condividevi con la persona che ora non c’è più e che “riempie” il vuoto che ti lascia il silenzio di un posto di “riposo eterno” come il cimitero.

  4. Consoliamoci del fatto che almeno ci siamo accorti di essere in scena.

    Quando scopro che perfetti estanei sanno tutto di me mi stupisco e indispettisco molto più di quando altri non si ricordano di avermi conosciuta. Quando mi accorgo di essere tra il pubblico giudicante mi disgusto un tantino… speravo che il mio senso di non appartenenza al posto cui ormai “albergo” soltanto, che il mio “vivere” le mie giornate altrove mi avrebbe preservato da questo… e invece niente… mi riscopro paesana ancora una volta!

    Oggi però ne rido, gioisco leggendo una locandina su una vetrina: alcuni cari amici, di talento, con alcuni successi sudati e meritati alle spalle, in scena ci vanno sul serio, tra meno di una settimana in teatro in paese… saranno bravissimi già lo so! E se così non fosse? Non me ne importa! Io li adoro… anche se la loro arte me li ha portati lontano…

    (Ansia: voglio il biglietto! voglio vederlo ad ogni costo! …ma tutte quelle vecchie beghine acide che sono qui a non fare un pif tutto il giorno se li saranno già accaparrati tutti… che odio!)

  5. bidi e des: con L’andare del tempo le piccole peculiarità di cui parlate si stanno perdendo. Ho l’impressione che non resti che il peggio della modernità ed il peggio delle vecchie abitudini. Almeno c’è tanto verde e poco smog.
    va anche detto che sono ottimista e che credo che questa sia soltanto una fase di assestamento.

    Max: tu sei uno che osserva ma non giudica. vivere e lasciar vivere non sempre è possibile e non sempre è un bene, ma voler cerdere che la gente abbia dei buoni motivi per fare quello che fa, mi pare un atteggiamento meraviglioso.

    Norm: un biglietto per te ce l’avranno i tuoi amici!
    comunque vada sarà un successo!

  6. Per me ci sono semplicemente quelli che amano giudicare e quelli a cui piace essere giudicati

  7. Sono decisamente di più quelli che amano giudicare…

  8. proprio ieri sera..con un paio di maici in un locale, parlavamo di quanto sia assurda la facilità con cui si possa essere etichettati e giudicati..ma temo non riguardi solo le piccole realtà..tutto il mondo ì paese alcune volte…e soprattutto in alcuni atteggiamenti.
    oggi ho cacciato tutti fuori casa.
    certe volte mi sento giudicata anche da chi mi ha partorito.
    baci briò!

  9. maici=amici….
    ì=è
    mi giudico dislessica o solo sfatta!?

  10. Come capisco bene quello che dici…una cosa che mia Mamma mi diceva sempre era ” Non giudicare mai, prova sempre a comprendere”…grandissima verita’…

    Un bacione americano;)

  11. purtroppo la voglia di giudicare il prossimo è in grado di travalicare il confine di qualunque paesino ed arrivare nel grande paesone, la città.

  12. Oscar: opinione interessante…

    silence: dici? mi sa che è vero.

    Pat: ma no, quella è scrittura creativa!

    Maria: che mamma saggia, ti ha spianato la strada per vivere nella grande mela

    pepe: questo è vero

  13. Come ti capisco Brigida…
    Questo è il mondo in cui viviamo.
    Alcune volte, magari senza essre consapevoli, siamo “accusatori”, ed altre volte ci sentiamo “accusati”.
    Forse bisogna trovare un accordo con se stessi e con il mondo circostante.
    E’ difficile…soprattutto in un paese dove tutto è più amplificato.

  14. pazzo e sfatto…comunque arrivo da queste parti…..
    Viviamo in un mondo difficile….mah.!!!
    Un abraccio virtuale è l’unica cosa che sono sicuro di poterti dare….per me pensare ora é troppo pesante….
    Smak

  15. Ecco io Mika l’adoro da mesi, prima che Grace Kelly entrasse nelle classifiche, ma quella che proprio mi fa volare è ‘any another world’, quella la mattina quando vado a correre, mi sollleva da terra.
    Anch’io credo che mr. Ferrari abbia ragione, stare in un paese è un po’ come sopravvivere nella giungla, con le gazzelle e il leoni per intenderci..
    Baci.

  16. Mi viene in mente l’idea portante di Everwood: un dottore famoso che molla soldoni e interventoni di grandi città, per crescere il figlio a contatto con la natura…

    Non saprei, perché ho sempre vissuto in postoni (Milano, Roma, New York, Parigi – ndr), quindi non ho cognizione di causa; eppure, non so perché, penso che da grande andrò a vivere in provincia… …Magari nella provincia della provincia della provincia… 😛
    Che poi è così poetica (anche quando non è la sera del dì di festa…) 😉

    Un abbraccio provenzale 🙂

    P.S. Mi mandi il link da cui podcastare le interviste barbariche, per favore?
    Grazie in anticipo. 😀

  17. …bellissimo post…io vivo questa situazione quando sto in campagna e mi trasferisco lì anche per un week end…sono ancora più sotto osservazione, perchè sono il musicista, “quello-che-viene-in-campagna-a-comporre-perchè-qui-sì-che-si-sta-bene”…

    la situazione è diversa visto che non ci risiedo stabilmente…naturalmente io faccio tutto il possibile per farmi criticare…ma non ho scelta…altrimenti non sarei io…

    😉

    MoF

  18. Joe, l’equilibrio è essenziale in ogni circostanza. Ci vuole equilibrio o, in alternativa, una buona dose di follia.

    Rokko! ben ritrovato!

    Kiara: ormai credo che tu sia la mia quasi gemella del nord… la boxe, la corsa, i film, gli animali… e adesso pure Mika:)

    Alberto: ho capito, con pat devi impegnarti di più però, sennò la ciociaria te la scordi… 😛
    Il fatto è che noi abitanti dei piccoli paesini siamo costretti a sorbirci il peggio delle nostre piccole realtà, nelle quli viviamo ed il peggio delle grandi, nelle quali magari lavoriamo o studiamo.
    se da grande sarai sufficientemente ricco, ti consiglio la campagna toscana, così vai sul sicuro 😉

    per le invasioni vai a http://www.la7.it/servizio/podcast.asp

    Mof: tu allora appartieni alla categoria di cui parlava Oscar, quella di coloro a cui piace essere giudicati; che poi per gli artisti vale anche di più!

  19. Come capisco questo articolo, anche io vivo in un piccolo paese che poi tanto piccolo non è, e tutti i giorni devo scontrarmi con i benpensanti(che odio!!!)o con quelli che sono sempre li per riprenderti di tutti i piccoli errori o con quelli che puntano sempre il dito con chi non è uguale a loro!
    A volte “quasi” mi vergogno ad avere le cuffie bianche dell’iPod mentre cammino per strada.
    Per queste cose vorrei scappare e vivere a NY dove tutti fanno i c***i suoi e sei libero di comportarti come ti è più naturale senza occhi puntati!
    N_O_T_T_E_!

  20. Siamo monadi nomadi nell’universo, Brì: non c’è niente da forzare… 😉

    “Paese mio che stai sulla collina…
    […]
    Sarà quel che sarà!” ::oops:: 😛

    Un abbraccio buttero 🙂

  21. Uff…
    😳

  22. Siamo monadi nomadi nell’universo, Brì: non c’è niente da forzare… 😉

    “Paese mio che stai sulla collina…
    […]
    Sarà quel che sarà!” 😳 😛

    Un abbraccio buttero 🙂

  23. Ecco.
    Così va meglio! 😉

    Un abbraccio perfezionistaeancheunpocorompiBEEEP 🙂

  24. Alberto, la mia piattaforma sta studiando un deterrente apposta per te. Ci sono gli ingegneri di wordpress che ti stanno tracciando le coordinate per venire a trovarti a casa tua e salutarti come fanno quelli della mafia russa tra di loro (quando sono parecchio incazzati) 🙂

    saluto AIUTOOOO!!!

  25. gne..gne…gne… 😛

    Un abbraccio DonCorleone 🙂

  26. è vero in un paesino piccolo ci si sente piu giudicati forse xchè ci si conosce di piu però secondo me bisogna fare ciò che si sente senza pensare giudizio degli altri…!!!

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