Tutto d’un fiato

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Mentre il cellulare di mia madre ricompare improvvisamente in un posto dove entrambe avevamo cercato strenuamente; mentre si prepara la solita pioggerella pomeridiana, tipica dell’estate già inoltrata e siamo ancora ad Aprile; mentre arriva la notizia della morte di Eltsin; mentre mi chiedo se non sono per caso diventata matta, io vado al consiglio comunale vestita come una rapper di bassa lega, con la tuta appena ritirata dallo stendino e stirata di fretta e lo zaino della palestra sulle spalle.

E insomma

Mentre nasce il partito democratico e muore una parte della mia piccolissima storia politica; mentre mi chiedo perché non mi commuovo come mi successe quando il pc divenne pds ed ero ancora così giovane; mentre mi chiedo cosa significhi essere di sinistra e se voglia dire stare dalla parte di chi sbaglia e dargli una possibilità o se per caso non significhi essere per la legalità fino al giustizialismo; mentre penso che ancora una volta sono nel posto sbagliato, ascolto quella gente parlare di cose vecchie, vecchie, vecchie.

Ho così tanti “mentre” perché il tempo è veloce e bisognerebbe riconsiderare la sua unità di misura.
Allora penso che su quegli scranni sono tutti troppo vecchi, vecchi, vecchi. magari non così vecchi per l’anagrafe, ma troppo vecchi per la rivoluzione culturale dei nostri anni; la loro politica è vecchia. È vecchia la maggioranza ed è vecchia l’opposizione. Sono sempre gli stessi da 50 anni.
Ma è quello che vuole il mio paese, perché se solo si presentasse un giovane nessuno lo voterebbe. E chi lo conosce? Quando te lo fa un favore? Qui c’è uno zoccolo duro che non si arrende al 2000, ma che vive ancora negli anni settanta e pensa a questo paese come ad una piccola realtà rurale, fatta di gente che non viaggerà mai e che vivrà per sempre nella piazza.
E allora resta tutto uguale, compresi i teatrini al consiglio comunale. Mentre mi gira la testa esco prima che finisca, perché il mio tempo è scaduto. Lo è anche il loro, ma non se ne sono accorti.

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16 Risposte

  1. Hai trovato il tuo posto nel mondo nell’agone politica?
    Che dire? Sempre meglio che lavorare! 😛

    Un abbraccio politicallyabsent 🙂

  2. Ero piccolo quando morì Berlinguer, ma è un ricordo vivo e commosso. Ricordo poi le lacrime di Occhetto all’ultimo Congresso del PCI, e le lacrime erano anche le mie (e questa è storia). A me (che sono un fedelissimo), questo Partito Democratico… non mi emoziona per niente!

  3. Alberto: no, ero al consiglio in veste di spettatrice.

    Imod: Non c’è proprio nulla nella politica attuale che sappia emozionare… che peccato. Certo, non la pensano così le “piccole fans” di Berlusconi 🙂 ma questa è un’altra storia!

  4. no, decisamente nulla che faccia emozionare…

  5. Purtroppo è tipico di noi italiani pensare sempre al nostro orticello…e dubito che potrà mai cambiare, destra o sinistra che sia…

  6. Pensavo allo zoccolo duro dalle tue parti… qualcosa di simile a quello del mio paese dove le corde sono ancora troppo strette attorno a chi ha sempre vissuto sulle panchine del municipio e ora stenta a passare il testimone a chi magari qualche idea buona ce l’ha…

  7. Forse un politico giovane non verrebbe votato da nessuno, ma dovrebbe presentarsi lo stesso.
    Già tutto va’ male, se smettiamo anche di sognare andrà solo peggio.
    un vero illuso

  8. Io sto dall’altra parte.

    Da che ho avuto il bene dell’intelletto [non equivale affatto alla maggiore età] ho alternato il voto tra radicale [quando ce vò, ce vò…]e liberale che era il partito in cui, per storia e tradizione laica mi sono sempre riconosciuto.

    Non so bene quanti anni tu abbia, ma direi che più o meno siamo lì… Io dalla sinistra mi sono allontanato quando più o meno tutti i miei amici c’hanno inciampato: al liceo. E’ che c’avevo più voglia d’andare a surfare che alle riunioni F.G.C.

    Sono andato avanti così fino a che è stato possibile. Poi, quando i liberali sono “finiti” è stato abbastanza normale trasferirsi nella CDL. Turandosi un po’ il naso, ma neppure poi troppo.

    Le sensazioni che ricevo dalla politica locale e nazionale sono le stesse tue.

    E però tutti giorni vengo a leggerti e mi pare che più o meno tu faccia lo stesso.

    E son sicuro che se stessimo da qualche parte con una birra in mano, potremmo parlare di tutto, magari sghignazzando anche un po’.

    Una politica nuova comincia da qui. E’ un po’ scontato, lo so. Ma mi pare anche l’unica strada possibile.

    Sorry, il commento è venuto un po’ lungo…

  9. Nonrassegnastampa: i giovani si presentano ogni tanto, ma
    1)lo fanno sempre “accompagnati” dai soliti noti
    2)riscuotono pochissimo successo, anche perchè, ad un certo punto, è meglio l’originale rispetto alla copia.

    Storm: io ho 30 anni e sono nata e cresciuta in un paesino di 6000 abitanti nel quale mio nonno distribuiva quasi clandestinamente le copie de l’unità.
    Mio padre era soprannominato khruscev (krusciov), per la sua posizione liberale nel partito. Non aveva mai fatto politica attivamente fino al 98, quando si candidò alle comunali spaccando in due la sezione dell’allora pds.
    La politica del paese è sempre stata politica di coalizione: c’è il cidiellino, il margheritino, il diessino, il socialist-ino… non si respirano troppe fratture ideologiche. Qui il problema sta nel modo di fare che è clientelare, per niente meritocratico e spudoratamente approssimativo.
    Per quanto riguarda me, io non ho abbastanza carattere per fare politica. Mio padre aveva carattere, ma forse aveva il carattere sbagliato e ci ha perso la salute (e non è un modo di dire purtroppo)
    Il mio sguardo è a metà tra il disincanto e la delusione rabbiosa.
    Faccio il tifo per le novità e le buone idee.
    E mi piace discutere (sghignazzando) con chi non la pensa esattamente come me 🙂

  10. Urgh… sorry per il “siamo + o – lì”… io sto parecchio più in là…

    Il mio babbo è stato partigiano e poi dirigente PC per un bel pezzo. Era d’origine dalmata.

    Ha buttato giù a fatica le foibe.
    Con l’Ungheria e un paio d’altre faccende simili, sbottò e se ne andò.

    Il primo insegnamento liberale l’ho avuto da lui: “pensa sempre con la testa tua”.

    La salute non la perse per questo, ma il lavoro sì. Sai? Mi sa che appena ho un po’ di tempo metto giù tutta la storia su Hui.

  11. ognuno c’ha la storia sua, oltre che la testa 🙂
    Sarebbe bello quel post, mi piacciono i racconti biografici.
    Non importa per quel “siamo + o – lì”, non mi dispiace mica! 😀

  12. Evidentemente no, non se ne accorgono…
    Baci.

  13. il loro tempo sarebbe anche scaduto, loro se ne sarebbero anche accorti, ma la loro arroganza li obbliga a restare…e rovinare

  14. Brigida: perché disincanto? (rif. commento ore 12.38). Lo dici tu stessa: “ognuno ha la propria storia e testa”… ma la storia (dobbiamo crederci, soprattutto noi “giovani trentenni”)può cambiare… Se la sinistra non ci emoziona più, possiamo farla emozionare noi! non credi?

  15. Chissà perchè credo che le cose cambieranno davvero. Certo, non per volontà di qualcuno… ma credo che non ci troveremo ancora per molto in questa terra di mezzo in cui il numero dei garantiti bilancia in maniera incredibilmente precisa quello dei non garantiti.

    Il pendolo per forza di cose deve oscillare.

    Sono un pacifista ma credo che non mi stupirei per un colpo di Stato (di destra o di sinistra) che facesse regredire questo nostro Stivale a terzo mondo avanzato.
    Anzi, lo considererei una conseguenza logica di una pietosa illusione che tutti riconoscono come tale.
    Destra e sinistra non sono più contenitori rigidi e tutti schifiamo i compromessi che però riteniamo necessari ed accettiamo in sordina, impanandoci il cervello con trasmissioni di denuncia e reality show che hanno il medesimo effetto: ci rappresentano bene nel non esser presenti.

    Questi “non luoghi” si espandono e si contraggono lasciandoci vivere in un mondo in cui non sentiamo più nessuna zona di confort.

    Se non fosse per questi blog, che non disegnano mappe mentali ma che ci consegnano menti a mappe saremmo già oltre la pazzia (e la scuola nelle sue espressioni antipedagogiche che popolano i TG di oggi dovrebbe fare la spia di questa verità).

    Ogni articolo è un concentrato di un mondo che tentiamo di ricostruire integralmente, come quando guardiamo una porzione di frattale ed immaginiamo di poter cogliere i suoi confini.

    E questa è l’altra oscillazione del pendolo.

    La dimensione pubblica e privata si fondono e ci lasciano il tempo per immaginare un qualcosa che sta realmente cambiando e che, imboccata la strada giusta, si manifesterà anche nei vecchi contenitori, distruggendoli e/o autodistruggendosi.

    Ero troppo piccolo per vivere gli anni ’70 ma ho la sensazione indelebile che esistesse un pensiero collettivo. Che le idee si respirassero nell’aria. Ora si tratta solo si aspettare ancora un po’ e poi l’orizzonte sarà qualcosa che contempleremo in assoluta armonia, stanchi del nulla-pieno e del nulla-vuoto.

    E sarà solo un caso se si chiamerà ancora politica l’arte e l’inganno di decidere per se e per gli altri. Ma sarà bello esserci, come guardare l’esplosione dell’ultima bomba atomica o come salutare i vulcaniani di Star Treck che ci insegnano la loro razionalità superiore.

    Grazie per i tuoi percorsi su cui muovo anche i miei passi e sui quali, insieme ad altri, lasciamo gocce delle nostre anime.

    Marco

  16. Brigida, c´è sempre il Partito per Tutti su cui contare

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