in un batter d’ali

eriogaster_lanestris_klein.jpg

Allora, che dire di questo autunno improvviso, redivivo?
Che dire di questa pioggia battente, insistente, insolente, inopportuna?
Non mi piace e puntualmente mi si bagna il bucato steso ad asciugare.
Tra l’altro sono preoccupata per i piccoli bruchi a cui mi sono affezionata in quest’ultimo mese.

Abitare in campagna significa misurare ad occhio la consistenza della flora e della fauna, significa, ad esempio, accorgersi che ci sono meno cornacchie rispetto all’anno scorso e più gazze; significa accorgersi del ritorno massiccio dei cardellini o del fiorire prematuro degli alberi da frutto.
Ma quei bruchi sono stati la sorpresa più grande di questa primavera un po’ così.

Successe durante una delle prime passeggiate della “bella” stagione con Elisa: il solito giro affannoso, mentre ci dicevamo che per la fine dell’estate avremmo corso forte.
Attaccato ad un fuscello notammo quello che sembrava una specie di fuso di lana; un nido di ragnatela consistente e bianchissima.
Ci fermammo un secondo, stabilimmo che dovesse essere opera di qualche ragno molto operoso e riprendemmo a camminare.
Nei giorni seguenti però le dimensioni del fuso aumentarono e notammo la presenza di alcuni puntini scuri sulla sua superficie, qualcosa che avrebbe potuto essere un cumulo di piccole uova.
Nel giro di poco tempo le uova si schiusero e nacquero delle larvette nere, lunghe un paio di centimetri.
Eravamo disgustate all’inizio, poi feci delle ricerche su internet e scoprii che si trattava di eriogaster lanestris: bruchi che alla fine del loro percorso che consiste in tre mute, dopo essersi ricoperti di una folta peluria rossiccia, mettono le ali e spiccano il volo. Ce n’era una colonia davvero grande fino a pochi giorni fa, poi all’improvviso sono scomparsi tutti lasciando il nido abbandonato.
Ero già rassegnata a non vedere mai più un eriogaster lanestris, dal momento che in 30 anni non mi era mai capitato ed invece, soltanto a pochi metri, dall’altra parte della strada, ecco un altro nido.
Era meno imponente dell’altro, ma c’erano delle minuscole larve già schiuse.

Piccoli miracoli della natura e piccoli privilegi potervi assistere.

E’ stato magico notare giorno dopo giorno, come questi esserini crescessero e si fortificassero, in che modo dormissero tutti insieme e come pian piano si ricoprissero della loro peluria. D’ora in avanti quando vedrò una farfalla notturna sbattere contro il mio vetro e cercare la luce, riconoscerò il bruco che fu un tempo e rifletterò sulle trasformazioni che implica ogni vita.

lanestris_m.jpg

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19 Risposte

  1. …non mi è mai capitato di assistere a qualcosa di simile!!!
    non amo particolarmente insetti, bruchi, ragni etc…
    ma vedere un bruco diventare farfalla in tutte le sue fasi deve fare un certo effetto!!!

    ciao e buon giorno!!!!

  2. gli insetti, i ragni, i bruchi, i lombrichi… insomma tutti questi esserini non piacciono affatto neppure a me. Però ho finito per affezionarmi a quella famiglia che cresceva sotto i miei occhi (visto che le mie passeggiate erano quotidiane) e che non faceva del male a nessuno ma che, a modo suo, celebrava la vita. 🙂

  3. ..un piccolo inno alla vita! 😀

  4. Siamo fortunate ciociarotta mia….eh si….è un buon rovescio della medaglia dopotutto….un baciottino

  5. Ros: si, infatti… da apprezzare quando sembra che sia tutto difficile e poi vedi quanto è naturale nascere, crescere, evolversi e anche morire, come in un cerchio perfetto per tutti… tranne, forse, per chi lo disegna.

    pat: dopotutto… sai che ti dico? oggi pasta con la ricotta del pastore! 🙂

  6. dunque falene??

  7. Molto bello questo post…fa anche un po’ “Silenzio degli innocenti” devo dire hehehe;)
    Scherzooo…

    Baci…

  8. A me mi fanno un po’ senso a dirla tutta, però devo ammettere che raccontata da te, mi son quasi simpatici..
    Baci.

  9. Sana riflessione faunistica! 😉

    Ma confesso che anche io, come MariaNY, ho pensato a “Il silenzio degli innocenti” e a te nel ruolo che fu di Jodie Foster… 😛

    Io, secondo te, che ruolo avrei potuto interpretare…?! 😀
    (frrr…frrr…frrr…)

    Un abbraccio cannibale 🙂

  10. Per l'”A ME MI” ho testè acquistato la licenza poetica …
    Baci.

  11. Fede: non sono una esperta, però si, credo si possano comunemente chiamare falene 🙂

    maria: siii è vero, anche io penso spesso a quel film da quando conosco i piccoli amici bruchi 🙂

    Chiara: a dirla tutta fanno un po’ senso pure a me 🙂
    però giorno dopo giorno ti diventano familiari e senti che ti stanno insegnando qualcosa anche solo per il fatto di nascere e crescere sotto i tuoi occhi,
    sul ciglio di una strada 🙂

    Alberto: noooo l’abbraccio cannibale no! preferisco un abbraccio ali di farfalla 😉

  12. Da picclo ebbi una brutta esperienza con i bruchi.. Mi ricordo ancora le mie manine piccole piccole completamente gonfie. Da quel giorni gli stò alla larga. Eppure sono affascinanti quando formani quei serpentoni lunghi lunghi..

    Ah, mi ricordi molto Valeria Golino.. 🙂
    Complimenti per il blog!

  13. Ma quelle sono le processionarie! Quelle hanno dei peli urticanti mica da ridere!!!
    Del resto devono pur difendersi in qualche modo 🙂
    Bignardo caro, della Golino purtroppo ho solo il capello arruffato 🙂 Se avessi quegli occhi li camminerei a tre metri da terra :mrgreen:

  14. “Cio che per la crisalide è la fine del mondo, il mondo lo chiama farfalla” – Lao Tze

  15. si occhio alle processionarie 🙂 hanno peli urticanti e gli effetti del loro veleno possono essere molto spiacevoli. Dicono si possano propagare (e inalare) anche per via aerea… quindi meglio stare alla larga 🙂

  16. non amo questi insetti però chissà ch emozione vedere il percorso del bruco..??!!!

  17. Ciao,come si dice ci accorgiamo di certe cose quando ci sbattono contro il naso. Molte cose nella vita di tutti i giorni ci passano per scontate. A me non è mai capitato di osservare il ciclo di vita delle farfalle, però come per ogni essere osservarlo,è affascinante. Ci ricorda da dove siamo venuti e dove andremo. E proprio con questa consapevolezza che dovremmo rispettare la vita di ogni essere vivente non credete? La vita è una cosa preziosa. Silvy

  18. Volate voi che sembrate esseri così piccoli ma che avete qualcosa di così immenso, celebrando l’armonia del creato con un semplice battito d’ali inondando di colori una terra che dilaniata dall’egoismo umano continua a vivere e a soprenderci, io mi inchino al cospetto di cotanta forza e bellezza sperando con questo mio vano gesto d’avere il tuo perdono o terra, tu che ad ogni attimo trasmetti la nostra insignificante seppur devastante presenza.

  19. Parassiti, io li chiamerei parassiti.
    Certo la trasformazione di questi piccoli insetti e’ affascinante, ma non dobbiamo dimenticare che essi sono parassiti delle piante. Io avrei levato il nido e poi bruciato (preferisco un bosco verde che una farfalla di processionaria in piu’). Ci sono moltissimi insetti affascinanti ed utili, come le coccinelle che sono dei predatori di parassiti (i cosidetti “pulcioni”), e pur non essendo farfalle anche loro hanno ali, anche loro subiscono una metamorfosi complessa ed affascinante.
    Talvolta anche le cose apparentemente meravigliose sono negative, dobbiamo riconoscerle e cercare di eliminarle, o tuttalpiu’ evitarle. Cosi’ come le larve di coccinella dall’aspetto terrificante sono utili ed hanno il loro fascino.
    In fondo il mondo degli insetti rispecchia taluni aspetti della nostra vita: non tutti coloro che incontriamo e ci risultano affascinanti sono buoni, e spesso l’impressione superficiali che facciamo su persone apparentemente brutte o insignificanti ci toglie la possibilita’ di conoscere bellissime realta’ umane.
    Ti invito studiare l’entomologia, ti posso assicurare che non e’ solo l’elenco di nomi scientifici.

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