Vecchie Storie

vecchie-storie.jpg

Il meteo non promette nulla di buono, pensare che io invece riponevo tante speranze in questo primo fine settimana di maggio.

C’è un progetto che sto seguendo a fatica, perché mi costa molto dedicarmici come si deve.
Si tratta di riordinare le carte di mio padre e farne esattamente quello che avrebbe voluto lui: una raccolta di aneddoti, di freddure caustiche e storie doci-amare sui piccoli grandi personaggi della sua vita.
Storie di piazza e di aie d’estate, storie di calcetto e di tennis, di uomini e donne che attraversarono la storia di Arce dall’immediato dopo guerra fino ai primi anni novanta.
I suoi racconti sono avvolti nel fumo che si respirava nella sala da biliardo e, riga dopo riga, sembra di sentir parlare le persone mentre tirano giù le carte per una scopa.

Mentre leggo le sue pagine mi sembra di ascoltarlo raccontare e sorridere e rimarcare le parole salienti.
Altri racconti, invece, ho l’impressione che siano accompagnati dalla risata di mio nonno.
Mi si affollano mille personaggi nella mente, gente che si voleva bene a modo proprio.
Certe storie, poi, mi restituiscono fiducia nel resto del mondo, perché se una volta è stato così, allora può esserlo ancora.

Lui descriveva in questo modo i suoi aneddoti:
Sono le storie di quei personaggi che sono stati noti per la loro particolarità, che hanno tratteggiato quella vita modesta e piatta di paese che pure si sviluppava con dei sussulti. Ci raccontano la sessualità, le debolezze, la durezza della vita, ma anche le speranze, i miglioramenti sociali che, oltre al benessere, purtroppo ci portavano ad allontanarci, a dividerci, a rimanere soli con la voglia che avevamo addosso di riassaporare quella vita semplice in cui noi eravamo tutti grandi attori di una piccola commedia.
Tratteggiano sullo sfondo, una vita in cui mancava tutto, ma c’era bisogno di poco. La necessità maggiore era quella di stare insieme, di vivere una vita comune.

Le vedo con chiarezza quelle facce scavate dagli anni e dalla fame: la guerra, la povertà, il lavoro, l’ignoranza, pochi sogni, ma pur sempre troppi.
Qualcosa mi dice che ce la farò, prima o dopo, forse presto. Riuscirò a mettere ordine, a dare una forma a tutto, a fare, insomma, quello che non ha avuto il tempo di fare lui.

Intanto riscopro le sue parole, le ripercorro una per una.
Mi accorgo di quanto amasse il posto in cui viveva e quanto avesse assaporato ogni attimo di vita, lui che si chiedeva se fosse mai stato felice.

certo che lo era stato.

Annunci

12 Risposte

  1. “Bisogna avere molto caos dentro di se, per poter generare una stella danzante”. Questo racconto già mostra quanto tu stessa voglia fare questa “collection” di ricordi…purtroppo riguardano una persona che ami tutt’ora, quindi come in tutte le cose della vita hai bisogno come “compagna per compiere l’azione” della lucidità…ma so che ce la puoi fare Brigida…quando avrai finito ne voglio una copia! 🙂

  2. l’impresa non sarà certo facile ma il risultato, quando sarà tangibile, avrà un valore incommensurabile.

  3. Da perfetto ignorante e superficiale, mi permetto di azzardare che tu eri parte integrante della sua felicità; se non addirittura lo zenit. 😉

    Ci sono parallelismi che fanno male, cara Brì. E non posso scrivere per te cose che dovrei cominciare a fare io, probabilmente; quindi adesso lascio la tastiera e vado a respirare un po’ di aria di un sabato in centro… 😛

    Un abbraccio grande 🙂

    P. S. Non ho aperto quella porta, per fortuna… 😉
    (ingegneri cattivi cattivi… Tsk! Tsk!)

  4. Max: va bene, contaci 🙂

    Pepe: credo anche io

    Alberto: però ti hanno messo un po’ di paura gli ingegneri eh? :mrgreen:

  5. Sarà un successo, che darà tante soddisfazioni.
    Curioso di leggerlo.

  6. Mi sembra bellissimo quello che stai facendo…e sara’ un modo per averlo ancora piu’ vicino…

    Le sue parole sono bellissime…dev’essere stato proprio un grandissimo uomo…

    Hey abbiamo news da noi;)

    Maria

  7. FN: credo sia interessante soprattutto per gli abitanti del mio paese, perchè nei racconti di mio padre si parla di personaggi che tutti conoscono 🙂

    Maria: arrivo 🙂

  8. brigida mio padre sta passando qui due giorni e spero di dimenticare le sue massime perché sono molto amare
    “se vedi uno che sta morendo, schiaccigli la testa”

  9. non sarà una cosa facile, ma credo che ne valga la pena sarà un viaggio bellissimo nel passato. Certo che tra le tante cose forse questa “Tratteggiano sullo sfondo, una vita in cui mancava tutto, ma c’era bisogno di poco. La necessità maggiore era quella di stare insieme, di vivere una vita comune.” è il vero segreto per essere felici!!! a presto Brigida

  10. “La necessità maggiore era quella di stare insieme, di vivere una vita comune”

    valori ormai persi nel tempo !!!

  11. In paese ci sarà già qualcuno che sta tremando per le storie di corna che inevitabilmente verranno fuori. Secondo me d´ora in poi non dovrai più pagare il pane, le sigarette, e anche prima di darti una multa ci penseranno due volte

  12. che bello questo progetto anche se a fatica vedrai quante soddisfazioni ti darà arrivare alla fine di questo lavoro…!!!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: