4 ever

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Ultimamente non ho scampo: il gatto mi sveglia alle 6.00, 6.30 se si sente generoso.
Poco male, tanto quasi sempre tocca alzarsi presto.
Da una settimana o due – per motivi che non sto qui a raccontare – mi tocca salire sul pullman che prendevo quando ero alle superiori.
Stesso orario, stessa tratta, stessa fermata.
Beh, posso affermare con assoluta certezza che poche cose al mondo sono deprimenti quanto le full immersion nel passato.
Il passato è un liquido troppo freddo per i miei gusti.

Li sento parlare tra di loro, i ragazzini. Li sento ripassare, flirtare; li guardo sonnecchiare, chiacchierare dell’ultima partita a calcio o di quello strano taglio di capelli.
Tutto come prima: tranne che per i cellulari che suonano, gli sms che arrivano e le litigate che scoppiano via messenger.

Piccoli campanilismi, qualcuno che cammina a tre metri da terra, gente taciturna oltre misura, alieni che non dicono una parola e si sparano musica al metallo direttamente nel cervello con l’Ipod nano… se fossi piccolina prenderei una cotta per uno così.

Io sono vestita come loro, ma nessuno mi tiene mai il posto. A qualcuno ho fatto ripetizioni e mi compiaccio del modo in cui mi saluta, magari con un bacino affettuoso.
Salgo sull’autobus e sono tentata di andare a sedermi agli ultimi posti, proprio come facevo un tempo… poi però mestamente me ne vado in pole position, in mezzo a quelli più solitari, quelli che hanno pochi amici, i più tranquilli o insieme ai pochi adulti, insomma, me ne vado nel limbo degli sfigati.

“For ever”, amori dichiarati, nomi scritti sui sedili, disegnini osceni che rimarranno lì fino a quando quegli autobus non verranno rottamati.
Ed io, a sentirmi dare impunemente del “lei” e ritrovarmi più che mai in terra di confine.

Davanti alle scuole brulicano leader e gregari, li riconosci a prima vista. Le ragazze più carine hanno il solito stuolo di leccapiedi intorno, i capobranco fumano con l’aria stanca. Jeans e magliette, chewingum allo xilitolo, pacchetti di sigarette vuoti buttati lì, per far vedere che “oh… ho già finito un pacchetto”, preservativi che volano (più per farne gavettoni che per altro… credo).
Occhialoni da sole che coprono tutto il volto, cappellini, maglie a righe, ombelichi, pearcing, stelline colorate.

I licei sono fighettifici autorizzati ed i prof se potessero si ucciderebbero tra loro. Ne sentivo una, l’altro giorno, inveire contro una collega.
Che paura ragazzi… che paura.

Osservo con pudore, registro con discrezione, rifletto con malinconia.

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23 Risposte

  1. PRIMOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO… 😛

    Mò però leggo il post! 😉

  2. vabbè albè….così non si fà !???? 🙂 Quanti ricordi, si pulman e scuola…io però prendevo la “circolare” cittadina all’epoca..e di queste cose ne ho viste tante tante…non mi và però di rituffarmi nel passato…

  3. STEFIGNO…
    prrrrrrrrrrrr… 😛 (scherzoso)

    Brì, comprendo bene la malinconia per un tempo che non ci aspetta e -soprattutto- per affetti che non riusciremo mai a ritrovare se non in noi stessi (ma non è la stessa cosa… 😦 – ndr), però pensa pure a quello che sono costretti a vivere loro!

    Io non vorrei avere 20 anni in questo periodo: troppa mercificazione, appiattimento, superficialità… Forse queste cose c’erano anche quando avevo 16 anni io (i “favolosi” anni ’80 – ndr), ma fortunatamente li ho superati indenne e non vorrei ricominciare per nulla al mondo; anzi, non vedo l’ora di scoprire come va a finire! 😉

    M’infastidirebbe molto morire per una pallottola vagante o un ubriaco che m’investe senza conoscermi, perché spero che almeno la mia morte possa avere un senso o un valore. Ma forse è solo l’ennesimo atto di presunzione…

    Così è, cara Brì: si scappa ogni giorno dagli ingegneri, ma senza sapere per cosa!

    Su, su…

    Sarà quel piatto di melanzane che ho mangiato a mezzogiorno e non ho ancora digerito! 😛

    Un abbraccio Malox 🙂

  4. BRAVO ALBERTO!!! non hai vinto nulla comunque :mrgreen:
    però non interpretare il mio post con toni troppo malinconici.
    Non c’è solo malinconia nei miei viaggi mattutini, ma anche curiosità e un pizzico di divertimento.
    Anche io avrei paura di ricominciare dall’adolescenza, ma non ho nessuna fretta di vedere come va a finire!!!
    Stef: Io non ci pensavo proprio a rituffarmi nel passato… però certe volte capita quando meno te l’aspetti 🙂

  5. già, quando meno te lo aspetti! A me è successo stamattina! Mi è bastato un ritrovamento…nel giardino…mi sono sentita tanto la piccola archeologa che sarei voluta diventare…dopo una botta di malinconia però!
    Per quanto riguarda i ragazzi…ho una sorellina di tredici anni tendente ai quattordici…che pauraaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!
    bacio brìondina!

  6. La cosa a mio giudizio più deprimente è che tra i giovani sono in voga comportamenti invece da “emarginare”, e questo è il male dal quale poi nascono tutti gli altri. Una cosa che poi personalmente trovo molto scorretta è la totale assenza di una corretta idea di amore tra due persone, credo che a scuola si dovrebbe introdurre l’ora di educazione e l’ora di rapporti con l’altro sesso, su entrambi i lati comunque…

  7. Sarà che anch’io ho una sorella adolescente e a certe cose si inizia a fare l’abitudine, ma abituarsi a tutto è impossibile. Oggi sembra davvero di vedere degli adulti impacciati in miniatura che purtroppo sanno anche rendersi ridicoli, ma la verità (e anche il lato più assurdo di tutto) è che sono i modelli ad essere cambiati. Hai ragione quando dici che i professori si farebbero volentieri fuori a vicenda con riflessi sui ragazzini/e dalle mille facce. Troppa poca attezione si pone nell’educazione secondo me. La voglia di trasmettere valori è passata… di moda?

  8. Pat: che hai ritrovato? Roba preziosa? da qua che te la piazzo io! 🙂
    me: non sono sicura che tutto debba essere demandato alla scuola e che tutti i cambiamenti dipendono dalla scuola. La scuola è un posto nel quale i ragazzi apprendono delle nozioni e pochi modelli comportamentali. Forse, per paradosso, sono i ragazzi a costituire un modello per le generazioni adulte oggi.
    Pensiamoci: i media fanno riferimento ad un pubblico giovane, obbligando anche chi giovane non è, ad uniformarsi ad una idea unica di comportamento, più o meno malleabile.
    Des: come ho detto prima, per paradosso sono gli adolescenti il punto di riferimento dei giorni d’oggi. La pubblicità non è solo l’anima del commercio, ma un traduttore simultaneo di messaggi in codice. Una volta che hai assimilato quei messaggi cominci inesorabilmente a cambiare.

  9. Caspita per me devo dire che sarebbe uno schock notevole…

    Ma dai da mangiare al gatto la sera prima prima di andare a nanna?!
    E’ il trucco per non farti svegliare all’alba;)

  10. maria: il gatto che mi sveglia è in realtà una gattina che in questo periodo vorrebbe un fidanzato……… ti garantisco che il cibo le esce letteralmente dalle orecchie 😀

  11. sono contenta di aver superato quell’età e di averla vissuta un pò di anni fa percè adesso proprio non mi riconosco nei teenagers di oggi o io avevo i paraocchi oppure quando avevo 15 io era tutto diverso…!!!!

  12. e si. in certe occasioni sentirmi dare del lei, mi fa davvero effetto. un effettaccio.

  13. a me dispiace solo di non aver avuto delle compagne di classe piochè la mia ex scuola dato che è un istituto professionale non attirava per niente le ragazze, perchè ha la nomea della scuola che raccoglie gli scarti. Ricorderò con piacere quei 2km e 1/2 che facevo per ritornare a casa i quali mi aiutavano a smaltire lo stress che accumulavo in aula….

  14. Titty: è vero, molte cose sono diverse, ma certi meccanismi non cambiano mai!

    Enrico: come darti torto? Io resto depressa per tutto il giorno 😦

    Poeta: che tristezza per un ragazzo, una scuola senza fanciulle (naturalmente varrebbe anche il contrario eh!)

  15. Mi piacerebbe fare quest´esperienza dell´autobus, quasi quasi mi faccio ritirare la patente di nuovo

  16. io sono ambivalente….
    a volte li invidio….
    a volte non li sopporto…ma credo che anche in questo caso la mia sia invidia!!!!
    AH ah ah

  17. Io ci sono ancora dentro… l’autobus è la parte più bella della giornata, ma quando si va in macchina è tutta un’altra storia!

  18. Oscar: vuoi dire che una volta ti hanno ritirato la patente?!? 😯 sei sempre più sulla via del mito (poco nordico e inquadrato per la verità)… ma pur sempre mito! 😛

    Devil: insomma invidia… e come si fa a non invidiare l’età dell’incoscienza? Si soffre da cani in quegli anni, ma almeno si ha la sensazione di avere tutto il tempo per essere felici!

  19. silence: tu sei un caso a parte… come ti permetti di commentarmi il post malinconico-depresso da tardona e impenitente giovanilista??? 😦

  20. Io l’autobus non lo prendo più, ho smesso..
    Baci.

  21. il ricordo della mia adolescenza è così diverso da quella attuale…ho un nipote adolescente e, mamma mia, che impegno è oggi essere genitori di un ragazzino…io ho ancora qualche annetto (ma non troppi) di sconto, ma arriverà anche per me!
    ciao!

  22. non una volta, cara Brigida. L´ultima volta un mese fa, e mi beccano sempre con lo stesso 0,79, di più non vado, di meno neanche perchè sono nato con lo 0,5 di default

  23. comunque sono solo due, per essere un mito ce ne vuole

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