Archive for luglio 2007

Il lavoro nobilita…
luglio 31, 2007

… ma debilita anche.
Un lavoro stressante influisce negativamente sulla salute, sull’umore e sull’amore.
Per ovviare ad alcune di queste funeste possibilità, Marco ha deciso di separare nettamente la vita privata da quella lavorativa.
Il risultato è che non ho ancora capito che lavoro fa.

7 anni di lavoro a tempo pieno (e posso proprio dirlo forte) nel mondo dell’informatica; una società nata col boom della new economy e sopravvissuta con successo al riflusso inesorabile arrivato subito dopo. 7 anni di giornate intere passate davanti allo schermo a digitare linguaggi sconosciuti. Tempo per imparare, disimparare, costruire, distruggere, crescere e viaggiare un po’.
E’ arrivato il mac, è arrivato google, chissà che arriverà domani?

Ma quando mi chiedono: “che lavoro fa il tuo fidanzato?”… ehm… balbetto qualcosa di confuso tipo “w-w-web d-de velo-p-er” sperando che nessuno pretenda ulteriori chiarimenti, sapendo bene di non aver detto nulla che spieghi quei sette giorni su sette con gli occhi rossi davanti al monitor.

Lui evita da sempre di parlarmi dei problemi che incontra, dei contrattempi, delle gatte da pelare, ma anche dei successi e delle soddisfazioni.
Raramente riesco a carpire alcuni particolari ed in quei momenti mi pare di capire, di afferrare praticamente tutto, prima che sopraggiungano i soliti dubbi di chi guarda le cose dal buco della serratura, ma ormai rinuncio persino ad indagare per paura che lui cominci a sbuffare che non ha voglia di pensare al lavoro quei cinque minuti al giorno che può farne a meno.

A Natale poi c’è la cena coi ragazzi del suo team, cena nella quale emerge chiaramente tutto il risentimento che noi fidanzate (categoria che probabilmente inseriscono in una cartellina sul desktop marcata di rosso con su scritto “DANGER” o “PAIN IN THE ASS”) nutriamo nei confronti dei nostri i w-w-webqualchecosa… con la loro tecnologia amica e le giornate piene di tutto quello che “tanto-tu-non-capiresti-mai”
A-D-O-R-O le fidanzate dei ragazzi che lavorano con Marco, mi fanno sentire meno sola.

Parlo di questo perché ieri ho scorso la rubrica telefonica di Marco, piena di nomi che non conosco, che non ho mai neppure sentito nominare. Quei nomi sono persone, pezzettini (grandi o piccoli) della vita del mio fidanzato, vita dalla quale io sono categoricamente, consapevolmente, scientemente esclusa. Tutto questo non mi piace e mi porta alla conclusione che un lavoro stressante alla vita privata fa sempre male, anche se si cerca di chiuderlo fuori dalla porta di casa.

un’estate speciale
luglio 30, 2007

Uff… nuvole, ma tanto caldo oggi. La fantasia vola a posti nemmeno troppo lontani, basterebbe non essere qui… e non so nemmeno bene perché.

Poi mi faccio prendere dai ricordi e una serie di conbinazioni mentali ed emozionali mi porta a quella vacanza di 3 anni fa in America.

Ecco, io tornerei a Boston, sulle tracce di Ally Mc Beal

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e tornerei a NY, a perdermi a Times Square

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ma soprattutto tornerei a Miami.

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Quella piscina del Delano Hotel, le passeggiate sulla spiaggia e le passeggiate a south beach… si, ci tornerei di corsa!

terra bruciata
luglio 29, 2007

Ci sarebbe voluta una foto, così avreste visto.
E’ vero che la tv ha mostrato mille immagini, che siamo abituati alla desolazione, alla distruzione, alla morte, ma non ci si abitua a quello che si vede coi propri occhi.

Le fiamme continuano a divorare la collina, gli elicotteri vanno e vengono e volteggiano senza sosta su quelle lingue che distruggono tutto quello che trovano.

Ci sarebbe voluta una foto e c’è qualcuno laggiù per strada che ne sta scattando per chissà quale album dei ricordi.

Un incendio si guarda con stupore e paura, ma non sono mai riuscita a provare entusiasmo per lo spettacolo che offre la natura quando lotta contro se stessa.

Ci sarebbe voluta una foto, così avreste visto quei due falchi impazziti, confusi dal fumo, spaventati dal fuoco, superstiti disperati.
Quei falchi sono l’immagine della desolazione e la perfetta rappresentazione del mio stato d’animo; anch’io come loro mi sento smarrita ed incredula.

Le colline bruciano, le case si salvano per un soffio, ma non c’è scampo per la vegetazione e per migliaia di animali, grandi e piccoli, sorpresi dalla morte.

Intanto ci chiediamo chi si debba ringraziare per tutto questo… perché qualcuno si deve ringraziare senz’altro, no?

L’uomo volante
luglio 27, 2007

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Ecco, bene…
Faccio il mio solito giro alle sette di sera.
Cammino e mi guardo intorno. Sul muro che costeggio e che alle sette di sera sprigiona tutto il calore accumulato in circa dodici ore di sole pieno, c’è un cartellone che attira la mia attenzione.

Sembra un necrologio a dirla tutta… ma lasciamo stare.
Apprendo che l’ospite d’onore alla nostra festa patronale sarà Marco Masini.

Non so come prenderla.
Cioè, va presa senz’altro bene perché Marco Masini deve essere in forma, lavora e so per certo che ci sono molti fans che lo seguono.

A me non piace particolarmente ma gli va riconosciuta una certa voglia di anticonformismo verbale (di tanto in tanto) che però risulta immatura (“dolce figlia di un figlio di puttana”) e che, a causa di un non trascurabile tasso depressivo nei testi e nella musica, finisce per dissolversi nell’aria. E’ così che quel “vaffanculo” o quel “bella stronza” fanno sorridere più che generare un’emozione forte.

Però Marco Masini mi fa pensare alla realtà, cioè, alla realtà per come è davvero, non per come la raccontano i presunti ragazzi del quartiere alla Eros (che ha sempre dato l’idea di volersene andare dal quartiere a gambe levate e diventare un fighetto internazionale.) o come D’Alessio che racconta  amori così zuccherosi da rimanerci appiccicati.

Masini ha l’anima incazzata del rapper, ma è  un neomelodico (con gli occhi un po’ fanciulli un po’ marinai”) ed è questa la realtà: tutti siamo fatti di due anime che fanno a cazzotti tra loro.

In ogni caso sono felice che Masini abbia avuto il coraggio di denunciare la strisciante (ma poi nemmeno tanto) ignoranza che serpeggia nel mondo dello spettacolo.
Avevano dato pure a lui la patente di Iettatore, dopo che la stessa superstizione idiota aveva distrutto la vita di una artista incantevole come Mia Martini.

Questa si che è gente che merita sfiga a vita.

Brigida’s List
luglio 27, 2007

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Persa 4 settimane fa.

Buona anche per oggi.

cammino in stato di ebbrezza
luglio 26, 2007

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Ieri ho seriamente rischiato di investire un tizio che, in piena notte, camminava palesemente ubriaco, al centro della carreggiata.
Fortuna che alla fine l’ho visto.
Se fossi stata una persona caritatevole, una cittadina coscienziosa ed una brava ragazza mi sarei fermata, avrei portato quell’uomo al bar li vicino e gli avrei offerto un caffè, poi magari un passaggio a casa.
Ho un nome strano, ma non mi chiamo Pollyanna… Quindi me ne sono andata a casa lasciando che quel tizio se la cavasse da solo.

Una volta a casa ho pensato a quanto sono incoerente: Non so fare a meno di salvare cani e gatti da morte certa, ma se vedo uno che rischia di essere investito non muovo un dito.

Non ne vado fiera, pur con tutte le attenuanti del caso.

Comunque Pollyana – protagonista del romanzo di Eleanor H. Porter del 1913 e poi del film del 1960 con quella bella boccolona bionda che era Hayley Mills (la Disney girl che Kubrick voleva nel ruolo di Lolita) – non sarebbe stata al volante accigliata come me, sarebbe stata sorridente, felice di essere viva, tutta intenta a fare il suo “glad-game”, cercando il lato positivo in ogni cosa. Io invece sono convinta che non si possa trovare del buono ovunque per quanto sia onorevole provarci.

Ecco, mi sento Pollyanna solo per metà.

E l’ottava sono io :)
luglio 25, 2007

Le sette meraviglie secondo me

La catena più difficile in cui mi sia capitato di incappare fino ad ora… a dire la verità la fuggivo da un po’.
Non ho scampo adesso visto che il buon “KarmaBu” ha deciso di nominarmi ed a me non piace tirarmi indietro.

La prima doverosa premessa riguarda il ricordo delle 7 meraviglie del mondo antico che sono:
Il colosso di Rodi, Il Tempio di Artemide, la Piramide di Cheope, il Tempio di Giove, il Faro di Alessandria, I giardini sospesi di Babilonia, il Mausoleo di Alicarnasso.

La seconda invece è la citazione delle meraviglie del mondo moderno elette a Lisbona il 7/7/7
Che hanno la mia sostanziale approvazione:
La muraglia cinese, Petra, Thaj Mahal, Colosseo, Piramidi di Chichen Itza, Cristo Redentore, Machu Picchu.

Se però si fosse potuto andare oltre e allargare la classifica io avrei personalmente aggiunto :

lo sky line di NY (purtroppo decurtato delle Twin Towers), perché non c’è una città che rappresenti la modernità (e/o l’illusione di poter essere ciò che si vuole) quanto la grande mela.

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La walk of fame di L.A.
perché Hollywood è il simbolo del cinema, del sogno e della nuova comunicazione.

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La Silicon Valley
: perché è da li che provengono le macchine dall’intelligenza artificiale che oggi ci permettono di tenerci in contatto ed informati.

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La Tour Eiffel come simbolo della ville des Lumieres: Parigi, uno dei posti più affascinanti e densi di cultura d’Europa e del mondo.

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Il giardino zen “Daisen-in” di Kyoto, che rappresenta una tradizione millenaria a cui oggi si affidano milioni di persone per trovare il proprio equilibrio. I giardini zen rappresentano l’espressione di una bellezza pacifica ed armonica di cui oggi il mondo sembra avere bisogno più che mai.

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Venezia. Tutta intera, comprese gondole e piccioni. Pacchetto completo per la città (che si spera non muoia mai) più magica che l’uomo (o chissà chi) ha saputo costruire.

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Me ne rimane una sola, per cui decido di affidarmi ad una musica che non a caso si chiama “inno alla gioia”
La settima meraviglia del mondo secondo me è la nona sinfonia di Beethoven
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Di questa catena si impadronisca chi vuole, ma se devo indicare qualcuno allora la affido all’amico Stormy.

Brucia la città
luglio 24, 2007

Eh, ma con buona pace di Irene Grandi non c’è nulla da cantare.
I giornali titolano che il centro-sud è in fiamme? Detto e fatto.
I nostri dolci pendii (che non sono quelli a cui pensava Eros Ramazzotti quando cantava “Più bella cosa”) sono in fiamme da giorni.
Oggi le sirene dei vigili del fuoco hanno risuonato per ore e gli elicotteri hanno volteggiato fino a pochi minuti fa sferzando acqua sui costoni di sterpaglie avvolti dalle lingue di fuoco.

Così le case sono state evacuate e qualcuno è stato ricoverato per un principio di soffocamento.

Ora sembra che la colline abbiano trovato pace e che il fuoco si sia lasciato domare.
Ma non c’è da scherzarci troppo, questo si sa; Quando ha intenzioni serie non c’è acqua che tenga.

Io pensavo soprattutto ai piloti di quei trabiccoli volanti che hanno fatto avanti e indietro per ore, tra l’acqua ed il fuoco.

Non mi va di scommettere su certe cose, ma se mi andasse scommetterei che questi incendi sono dolosi.

superclassifica show
luglio 24, 2007

Ieri me ne andavo in giro con una bottiglietta d’acqua da mezzo litro, i pantaloni della tuta arrotolati sopra le ginocchia e ciondolavo per la strada boccheggiando.

L’aria irrespirabile, con quella cappa di caldo e l’afa e nemmeno un alito di vento era ancora meno sopportabile con l’odore di fumo che arrivava dalla collina.
La collina bruciava lentamente, io camminavo pensando.

Avevo appena visitato il blog di Aghost, che propone sempre argomenti interessanti.
Stavolta parlava delle classifiche di blogbabel, di technocrati e di wikio e così sono andata a curiosare.
Per la cronaca, solo per la cronaca…
Chi scrive su un blog qualche volta lo fa per soldi, molte volte per la gloria e quasi sempre per esserci e basta.
La rete è una festa e per partecipare non è necessario essere invitati.

E insomma, nel mondo pare ci siano la bellezza di 70 milioni di blog e per technocrati il mio sarebbe al 57 millesimo posto e rotti.
Per blogbabel “inverso” è al novecentesimo posto tra gli 8000 blog registrati e per wikio non si sa, perché mi sono registrata solo ieri.

Con i numeri io non ci ho mai saputo fare, ma credo sia difficile anche per chi ci sa fare interpretare queste statistiche, che nel mio caso – tra l’altro – sono sorprendentemente lusinghiere.

Lo sappiamo tutti che ci sono blog e blog, in rete c’è chi scrive veramente bene, ma magari scrive poco ed ecco che scivola al fondo della lista.
Ci sono blog che informano in maniera originale e blog che danno voce ad amori frustranti o diete impossibili (mai fatto un giro dalle parti di alfemminile.com?)

Il mio spazio appartiene a quella schiera di blog spassionatamente generalisti, quelli senza arte né parte che un po’ raccontano di chi li scrive e un po’ raccontano il mondo in soggettiva.

Una cosa so: tutto sommato, se non lo scrivessi, probabilmente io il mio blog lo leggerei 🙂

doppio misto
luglio 23, 2007

Lo so che il mio compleanno è passato da un pezzo ed io sto andando per le lunghe più della Regina Elisabetta, ma se continuano ad arrivarmi regali… ben vengano!

il più pocket:

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Il più pochette:

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Il più fetish:

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il più “quasi quasi ci esco stamattina”:

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Il più nude look:

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Nel frattempo – esposta ai dolci effluvi di cloro e pizzette – io passo le mie domeniche in piscina.

L’abbronzatura procede e procede la lettura.
Private Parts è un libro che mi sta piacendo un ciulo! (questa espressione raffinata l’ho imparata da nonsonounacommessa 🙂 )

Sono arrivata solo alla settantesima pagina su 660, ma mi sento di consigliarlo (soprattutto agli amanti delle storie lesbiche ed ai detrattori si Spike Lee!)

Poi continuo a cercare materiale su youtube (e va bene: Marco, grazie per l’antenna che mi hai regalato, senza di te la mia connessione andava a pedali ed ora mi hai resa un’internauta libera)
Questo è quello che ho trovato oggi su Stern:

update:

Ebbene si, oggi è S. Brigida