con Howard… “pappa e ciccia”

IO, HOWARD E GLI ALTRI

Ce l’ho quasi fatta eh… ho quasi finito le 600 e passa pagine di “Private Parts” e devo ammettere che mi dispiace un po’.

Il libro è divertente, brillante ed in più ci si respira dentro un’aria familiare.
Uscito nel 1997 (millenovecentonovantasette!!! Ben dieci anni fa), racconta storie e personaggi che io incontravo di sfuggita in tv.

Howard Stern ha successo perchè parla dei suoi simili col sarcasmo che applica a se stesso; qualcuno di loro ogni tanto la prende male ed entra inesorabilmente nella lista nera di Howard. Entrare nella lista nera di Howard è male, molto male!
Per “I simili di Howard” intendo le personalità dello show-business: personaggi che Howard incontra nei suoi show e che glorifica o demolisce a seconda dei casi.

Nella sua lista nera ho letto un nome “Roseanne Arnold” che mi sembrava di conoscere, grazie ad internet ho capito che si trattava di Roseanne Barr, la star di “Roseanne” show nato nel 1988 e proseguito fino al 1997 (in Italia il titolo era “pappa e ciccia”). Arnold era il cognome del suo secondo marito.

Uno dei motivi per cui Stern ha avuto degli scontri con la giunonica Roseanne è stata la volontà dell’attrice di spettacolarizzare la propria vita privata confessando – scrivendoci su anche dei libri – le molestie e gli abusi che subiva da ragazzina.
Oggi, a 10 ani di distanza dall’uscita di “Private Parts”, ammetto che a Stern non si possono dare tutti I torti.
Roseanne Barr da allora si è sposata 4 volte, I suoi divorzi sono stati tutt’altro che amichevoli… ed ha avuto una vita incasinatissima. Sostanzialmente a Stern non piacciono quelli che si complicano la vita e non gli piace chi secondo lui cerca compassione e consenso dal pubblico…

ROSEANNE

cwb_roseanne.jpg

Io però amo Roseanne, amo quello show che vedevo a casa di mia nonna il pomeriggio d’estate, mi faceva sorridere e anche un po’ riflettere. Era uno show intelligente che raccontava di una famiglia tra le più verosimili che siano mai passate sullo schermo.
Si trattava di umorismo dolce-amaro di gente che lavorava per vivere, che faceva sacrifici, che non cambiava vestito tre volte a puntata e che si divertiva in maniera normale, con poco.

Il doppiaggio italiano falsava un po’ la storia, così come succedeva negli anni 90 per “The nanny” con Fran Drescher (io ci avevo creduto davvero che anche in originale la tata venisse da Frosinone, invece si trattava di una ragazza del Queens che gli adattatori italiani avevano “ciociarizzato” per rendere meglio la sua provincialità).

rs08.jpg

Roseanne e suo marito Dan (John Goodman) erano una coppia in evidente ed americanissimo sovrappeso; con i loro 3 figli: Becky (Alicia Goranson), Darlene (Sara Gilbert)e D.J. (Michael Fishman) che erano ragazzini dall’aspetto assolutamente ordinario, davano vita a sketch andati avanti per ben 9 stagioni.

A me piaceva Darlene, perchè aveva i miei capelli ricci e anche il mio caratteraccio.

images.jpgSpulciando su Wiky ho ritrovato Sara Gilbert (sorellastra di Melissa Gilbert, Laura de “La casa nella prateria”) laureata alla Yale university nel 1997, ancora attrice e regista, compagna di una produttrice con la quale ha anche un bambino.

E niente, ecco… ogni tanto è divertente lasciarsi andare ai ricordi e curiosare per vedere come (in un certo senso) è andata a finire.

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3 Risposte

  1. Li ricordo!! Con quell’accento di emigrati napoletani!

  2. Ricordo anch’io quel telefilm e lei mi stava proprio simpatica con quella faccia. Riguardo alla tata, io ho scoperto solo da poco che Francesca nella versione originale non è Italiana ma ebrea e con questo tutte le mie certezze sono crollate.
    Saluti
    Ponza

  3. Pepe: l’accento è un espediente degli adattatori italiani. Una forzatura ad uso e consumo degli italiani. Il risultato è simpatico, ma non trovo sia giusto falsare la storia originale.

    Signor Ponza: ciao! Anche Fran Drescher è eccezionale e il suo The nanny, prodotto ed interpretato da lei e dal marito, è stato un fenomeno. A Fran nel 2001 è stato diagnosticato un cancro all’utero, ora però sta perfettamente bene ed ha anche scritto un libro su come ha affrontato il suo male (questi americani ne sanno una più del diavolo!)

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