Bizarre

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Torno o esco o sono reduce (non so ancora quale termine preferire e così ce li infilo tutti e tre) da una nottata intensa.

Tanto per cominciare, appena tornata a casa sono ripresi i dolori cervicali, quindi stanotte ho trascorso la maggior parte del tempo a cercare posizioni confortevoli, ma tra una giravolta e l’altra ho sognato pesante, sono letteralmente scivolata in una dimensione parallela.

Sappiamo tutti che c’è sogno e sogno.
C’è quando sogni e sai che stai sognando, quasi ti sforzi di rimanere addormentato per quanto ti annoi e poi c’è il sogno che è praticamente realtà, quello che ti coinvolge e ti avvolge e ogni tanto credi che laggiù, o lassù, in quel mondo parallelo ci rimarrai intrappolato per sempre.

Poi sono arrivate le otto del mattino, un mattino senza sole, con l’odore di caffè che è volato fino in camera mia e la realtà mi ha ricacciata nel letto disfatto, infreddolita quanto rimbambita.

Ho sognato la mia amica Maria, quella che non vedo e non sento dal 2005 o giù di li.
L’ho conosciuta alla stazione dell’autobus durante i primi anni di liceo; lei era più grande di me di qualche anno e più alta di una trentina di centimetri.
Devo ammettere che non fu amore a prima vista, ma solo perché in quel periodo ero particolarmente contorta e ritorta su me stessa.

Ci volle poco però per capire che Maria era un personaggio singolare.
Di lei posso dire che è una spilungona che ama la birra e il vino rosso e che ha un cervello indipendente, libero, fervido di idee, irrorato di una cultura vasta e bella.
Belle letture, bei film, bel modo di vedere il mondo e l’amicizia e persino l’amore.

Stanotte ho sognato cose fondamentalmente improbabili, ma in un contesto in cui non stona poi così tanto, lei che non è mai stata una persona convenzionale: l’ho vista vestita di nero (come usava fare qualche anno fa) con i capelli lunghi, la matita sugli occhi e un lavoro in un locale borderline.
Faceva la vignettista bondage in quello che probabilmente era una specie di circolo culturale un po’ estremo.
Stava li, seduta su uno sgabello con matite e china e disegnava mentre la gente la stava a guardare.

I sogni attingono a fonti che per la maggior parte delle volte rimangono nascoste, io però stavolta so cosa può avermi influenzata.

Sto leggendo un libro che fa parte del filone icons di Taschen, il titolo è “Best of Bizarre”, edito da Eric Kroll.

Il testo, costituito soprattutto di immagini è un tributo a John Willie, artista, fotografo, scrittore, editore e suonatore di Banjo.
Willie fu un pioniere del fetish ed il creatore della rivista “bizarre” che vide la luce nel 1945.

Questo libro e probabilmente i dolori al collo mi hanno accompagnata in quel bar avvolto dalla penombra dove ho rivisto la mia amica Maria S, che non credo sappia neppure disegnare.

Ora non so dire se sia stato un bel sogno o meno, proprio come accade per la realtà che quanto più è tangibile, tanto meno è classificabile, ma spesso, molto spesso, ciò che si sogna, come ciò che si fa, appartiene alla categoria dell’incoerenza e della più profonda bizarria.

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11 Risposte

  1. sicuramente originale però!

  2. i sogni son desideri. mica sempre però

  3. Perché non provi a rintracciarla?

  4. “Io speriamo che non sogno”
    Prima o poi lo scriverò questo benedetto (o maledetto?) libro.

    Magari prova a sentirla…

  5. feowyn: posso proprio dire di si, ma non il più originale che mi sia capitato

    baskerville: in questo caso direi proprio di no ❗

    pepenero: perchè sono indolente e preferisco lasciar fare al caso 🙂

    Patricia: se vuoi una consulenza io sono qua!

  6. Mi ha sempre fatto arrabbiare la definizione “sesso estremo”, così come quella di “normalità”. 😯
    Possibile che uno debba vergognarsi di essere sè stesso? ❓

    Sono stato un grande fan di Selen, soprattutto per il modo in cui parlava di sesso sulla sua rivista erotica omonima (di cui ero anche abbonato! – ndr): penso che abbia fatto del bene alla maturazione della mia generazione, così come Moana Pozzi che di sera faceva spettacolini porno e di giorno intratteneva i ragazzi insieme a Fabio Fazio in un bellissimo programma (“Jeans” – ndr) su RaiTre. 😛

    L’uomo (e la donna, ovviamente – ndr) è fatto di anima, ma anche di corpo e di istinti primordiali come quello sessuale: se uno nella sua alcova domestica desidera raggiungere l’orgasmo fantasticando situazioni surreali, perché deve rientrare nella categoria “bizarre”?

    No, Brì, su questo non sono d’accordo con te: W i sogni, le fantasie, e tutte le persone che hanno il coraggio di realizzarle senza sensi di colpa. 😉

    Un abbraccio trasgressivo 🙂

  7. Alberto: ma è la rivista che si chiama così! Figurati, a me va bene tutto ciò che è consensuale

  8. Cara brigida, il bizarre è un’arte prelibata per i sensi, per il corpo e per lo spirito. A guardarti sembra che il tuo visino possa incarnare pienamente un desiderio bizarre. Se vuoi te ne enucleo alcuni. E come ti enucleerei…
    Non prenderla come una volgare e banale provocazione, ti assicuro che di doppi sensi non ce ne sono.
    Un bacio dalle minoranze algebriche.

  9. A volte i sogni richiamano un desiderio più o meno conscio, altre volte sono indecifrabili.. io stento a ricordarli.. però a volte mi piace sognare ad occhi aperti, camuffandoli a pensieri..
    Manu

  10. Ed eccomi ancora qui! E’ passato del tempo e spero non ti dispiaccia se ogni tanto ne rubo un pò del mio per venire a leggerti. Per la precisione non mi aggiornavo dal tuo compleanno.
    Non sono maniaca 😉 ma quando vago nella rete e mi vieni in mente mi viene l’ansia di conoscere i nuovi risvolti delle tue giornate.
    Lo paragono a quando perdo una puntata di Beautiful.
    Il male al collo è venuto a me perché sono una ragazza precisa ed ho voluto leggere proprio tutto!! 🙂
    Ho letto del tuo approfondimento su Lindsay Lohan e mi è venuto in mente di aver perso, sul medesimo canale, il “tutto sulla vita di Britney Spears”…
    Ho letto della tua passione per i gatti, ma io ti batto perché sono felicemente mamma, zia e cugina di 9 gatte (e dico gatte) morbide e ruffiane.
    Ho avuto la stessa medesima reazione sull’argomento:il lavoro del mio fidanzato.
    So che fa il militare, ma continua ad essermi vago ancora lo svolgersi delle sue giornate lavorative nonostante più di una volta abbia tentato a spiegarmi un po’ di cose, di come funziona quella vita parallela. Poi ho deciso che era meglio lasciare stare e sempre per lo stesso tuo motivo. Meglio non sapere, anche se ogni volta che mi trovo col ferro per stirargli la mimetica mi compare la nuvoletta col punto di domanda.
    Mi sono dilungata oltre ogni aspettativa.
    Anche perché alla fine sono una delle centinaia persone che passano di qui e non sa perché. Ciao

  11. A volte è anche una questione di relatività. Chiunque riesce ad esere alto trenta centimetri più di una persona ritorta su se stessa

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