Arce: sperimentale e teatro

Oggi faceva caldo lassù tra le scale dismesse e le vecchie case del centro storico, che di storico hanno anni, ciottoli e qualche scorcio sopravvissuto all’incuria o alla follia di chi l’ha abitati senza amore.

Si stava proprio bene mentre gli artisti di residuiteatro accendevano la luce surreale del loro teatro sperimentale facendo splendere, angolo dopo angolo, quelle strade in salita.

img_4421.jpg

Era come se questa ventina di ragazzi, venuti da Roma e dal resto del mondo ci avessero presi per mano e sottovoce ci avessero detto: “adesso venite e guardate il vostro paese, venite con noi e ve lo mostreremo come non l’avete mai visto perchè è così che lo vediamo noi“.

img_4430.jpg

Allora eravamo lassù e salivamo e scendevamo tra scalini scivolosi e profumo di menta, coi cani ed i gatti alle calcagna ed un fiume di gente alle spalle che cresceva e sorrideva di stupore.

Venite con noi e ci vedrete nei vostri posti, ve li faremo sentire con il rumore dei piedi che corrono o scalciano, sentirete le vostre frasi, guarderete i vostri gesti e scoprirete voi stessi.

img_4452.jpg

Quando chiedi a loro chi sono e perchè hanno scelto Arce – ecco – rispondono tutti “E’ una lunga storia”.

Io la riassumo così: il gruppo di residuiteatro, con i finanziamenti della comunità europea, si è unito con laboratori teatrali di ogni parte del mondo, fondendosi insieme per realizzare qualcosa di bello e speciale.

Come prima location hanno scelto Arce perchè uno di loro ha un amico che è uno di noi, si una lunga storia, ma bella per una volta.

In dieci giorni hanno osservato, scoperto, annusato e creato; hanno montato uno spettacolo che affascina, diverte e fa riflettere. Fa riflettere. Fa riflettere.

img_4456.jpg

La nostra gente era entusiasta, anche se intimidita da quelle cose un po’ complicate che non solleticavano la pancia con risate facili e che non provocavano stupore con effetti speciali.

Sentivo qualcuno che si lamentava di non capirci niente.

“Ecco” – mi dicevo io – “che strana la smania che ha la gente di capire sempre tutto, considerando il fatto che la vita stessa è il più grande mistero che esista.”

Allora non resta che guardare e sentire e aspettare che qualcosa ci arrivi nel profondo e che poi diventi un brividino sulla pelle, così, tranqullamente, senza fretta e senza ansia.

img_4435.jpg

Si stava bene lassù, con loro, estranei o ospiti, piccoli e flessuosi intrusi venuti a dirci che la vita arriva ovunque e non importa che si nasconda tra i panni stesi o i vetri rotti; la vita arriva ovunque se tu ce la porti.

img_4424.jpg

Annunci

12 Risposte

  1. ma sta cosa è fantastica…davvero un’idea coi fiocchi…complimentoni ai ragazzi !!!

  2. noto con piacere che il recente viaggio in California non ti ha spostata di una virgola…

  3. Cap: si, davvero fantastica… sono grandi!

    newyorker: ma in che senso?

  4. Affascinante Brì. E mi rode non averlo saputo. Mi rode non averne goduto.

    BAcio

  5. Credo che il brutto vizio di cercare di capire sempre tutto, anche il mistero della vita, sia scritto dentro al cuore dell’uomo: da sempre l’uomo è alla ricerca delle sue origini, di chi è veramente, di cosa l’ha generato, del perchè della sua stessa esistenza. Non esiste uomo che almeno una volta, almeno per 2 minuti, non si sia soffermato su questo pensiero. E poi, dopo un po’, ognuno si dà delle risposte e con quelle in tasca va a giro per il mondo inseguendo i suoi scopi, quelli che si è prefissati.

    Non credi che sia così?

  6. Molto interessante, davvero.
    Amo questo tipo di iniziative e mi fa rabbia che Milano non si distingua in questo senso, nonostante avrebbe le opportunità per poterlo fare: voglio la cittadinanza di Arce!!! 😯 😛

    Un abbraccio teatrale 🙂

  7. Pat: anche io l’ho saputo all’ultimo minuto… eppure erano qui da 10 giorni. Il fatto è che non c’ero io 🙂

    Tangalor: Proprio perchè non c’è una sola risposta per tutti uguale, allora tanto vale lasciarsi andare e trovare la propria senza sforzarsi di capire quale sia la risposta più condivisa.

    Alberto: ci sono cose buone anche qui ogni tanto, ma fossi in te ci penserei su bene prima di lasciare Milano 😉

  8. nel senso che dopo aver visto stupende architetture e gente di culture diverse ed affascinanti (il viaggio in California), parli con passione della nostra cultura e dei nostri paesaggi, decadenti ma storicamente solidi…

  9. ma che bello!
    quanto a lasciare milano, è uno degli argomenti più frequentemente toccati nelle conversazioni tra milanesi d’adozione. è che milano ti porta un po’ fuori da te stesso, ti anestetizza, ti mette in condizione di non fare domande, di non voler capire – e infatti quando capisci non c’è più verso di starci dentro. oppure la prendi diversamente, e decidi di muoverti proprio negli ambienti come la cultura, lo spettacolo, il sociale (non si sa perchè, ma a milano la cultura e il sociale sono praticamente la stessa cosa), e allora scopri una città completamente diversa. che però ti chiede scelte molto radicali…

  10. Bello, molto bello. Però sarebbe giusto che facessero la stessa cosa anche a Marghera

  11. ‘giorno Brì, capito dunque quello che volevo dire?

  12. Trovare la risposta più condivisa è un’illusione… perchè non è assolutamente detto che se una cosa sia condivisa dalla maggior parte delle persone sia giusta e vera. Ma dalla ricerca della Verità, nessuno è escluso. E parlo della verità di se stessi, di chi siamo, di cosa si nasconde dentro a questa carne. Beh in tutto il mondo l’uomo è alla ricerca…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: