Io e gli ultras

Non sono mai andata allo stadio, non sono neppure mai stata troppo curiosa di andarci, ma un giorno successe che all’improvviso lo stadio venne da me.

Ero appena salita su un treno che da Roma Termini andava a Perugia, mi ero portata un libro, un panino e l’acqua minerale e mi preparavo a trascorrere un viaggio tranquillo fino a Foligno dove sarei scesa.
All’improvviso però vidi salire un mare di gente piena di bandiere e striscioni, nonostante la mia estraneità al mondo del calcio ci misi veramente poco a realizzare che avrei diviso il treno con gli ultras della Roma.
Ragazzi, ma anche ragazze, giovani ma anche qualche quarantenne.
Vicino a me si sedettero in tre, erano maschi di 18, 20 e 25 anni: i jeans erano la loro divisa d’ordinanza e i tatuaggi la loro seconda pelle.
Non ero completamente a mio agio, non mi piaceva l’idea di trovarmi come un corpo estraneo in un organismo compatto.
Erano una squadra, si muovevano insieme e in quella carrozza ero la sola che non c’entrasse niente.
Avevo il mio libro e cercai di mandare il messaggio: “do not disturb” ma non ci fu verso. Erano rumorosi ed in oltre cominciarono a parlarmi subito.
Non feci troppa resistenza e mi rassegnai a fare una delle cose che tutto sommato mi riesce meglio: ascoltare e ogni tanto chiedere.
I miei compagni di viaggio venivano da Tormarancia, alla periferia di Roma.
La Roma era tutto per loro, una fede dicevano.
“tu ce vai in chiesa la Domenica?”
“No” risposi io
“vabbè, però ce sta chi ce va; noi la messa l’annamo a fa allo stadio”

Non mi ricordo il nome di nessuno dei tre, ma ricordo che mi dissero, a parole loro, che la partita era un momento di catarsi, di liberazione dalle frustrazioni e la curva una certezza, una casa, un gruppo a cui appartenere.

Mi invitarono a proseguire per Perugia e ad assistere alla partita con loro.
“na trasferta tranquilla”
Perugia doveva essere una squadra amica.
Rifiutai… però a malincuore. Mi tentò molto l’idea di lasciarmi andare all’imprevisto e di fare un’esperienza nuova.
Prevalse il senso del dovere e quel timore sottile di ritrovarmi nel posto sbagliato all’improvviso.

Fu comunque uno dei viaggi più divertenti che mi sia mai capitato di fare su un treno.

Uno dei miei vicini doveva essere un capo perché spesso dava direttive, zittiva i compagni, coordinava persino in che ordine dovessero sedersi e poi quando arrivai a Foligno diede una voce agli altri avvertendoli di farmi scendere.

Evidentemente gli ero stata simpatica, perché quando scesi la carrozza intera mi intonò un coro.

Ultras è una parola che a me tutto sommato evoca un ricordo piacevole, peccato che invece sia spesso espressione di disagio e covo di violenza.

Ma se si decidesse di sospendere il campionato, se si decidesse di raccogliere le idee per un anno, magari due sarebbe così tremendo?

Agli ultras forse toglieremmo la loro chiesa, ma i problemi veri girano intorno agli interessi delle società.

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12 Risposte

  1. a me non creerebbe nessun fastidio, ma il problema è, che forse anche senza la chiesa, un posto per far casino lo si troverebbe e se non è per il calcio sarà per qualsiasi altra cosa…

  2. io odio lo stadio e partite calcio..!!!

  3. a me piace il calcio
    piace lo stadio
    piace il tifo
    piace la goliardia
    piace il sentirsi uniti in una comune fede
    di questo non c’è + nulla..purtroppo

  4. Il ricordo che mi porto dietro delle domeniche nel “pallone” è di quando avevo quindici anni. Vivevo vicino allo stadio e sono uscito di casa in vespa senza rendermi conto che uscivano le tifoserie del derby romano. Sono stato accerchiato senza motivo da un gruppo di tifosi (?) di una delle due squadre (non farò nomi) e mi hanno portato via il portafolgi e rubato una sciarpa (marrone) urlando e picchiandomi senza motivo perchè pensavano che fossi di un altra squadra… io non ho mai tifato nessuna squadra perchè non mi interessa il calcio. Tutto questo è accaduto 25 anni fa. Questo non è sport e non è tifo è solo criminalità che si nasconde dietro una fede calcistica … purtroppo e anche fermando il campionato non cambierebbe niente.

  5. ciao, ero tifosa io
    non lo sono più per ovvi motivi

    ho scritto un post anch’io, ma non sulla violenza degli ultras o sul calcio malato
    bensì su una morte che non ha davvero delle spiegazioni palusibili

  6. stamattina volevo scrivere anche io un post a tema…
    poi ho preferito lasciar perdere…
    non trovavo le giuste parole…
    io sono una sportiva, ma ormai faccio davvero fatica a riconoscermi all’interno di questa stessa definizione…
    comunque è morto un ragazzo…comunque….era un ragazzo…sempre insieme a lui, è morto lo sport ed un uomo, un agente di polizia…ingiustamente….

  7. la passione sportiva è una cosa bellissima.io sn tifosissima della squadra di basket della mia città ed è sempre un’emozione incredibile!

  8. Ho risposto da Gioia…

  9. Quoto devil.

    Avrei voluto scrivere qualche cosa anche io perché sento un bisogno spasmodico di gridare che è sbagliato tutto, di mandare a quel paese (eufemismo) tutti quanti girano intorno a questo ambiente che non ha più niente di pulito.
    Mi ha fermato la paura di vedere strumentalizzate, da una parte o dall’altra, le mie parole perché in questi casi la gente capisce (e ascolta) solo quello che si confà alla sua linea di pensiero.

    Però una cosa mi preme dirla: il nostro paese soffre gravi problemi di civiltà e di rispetto verso il prossimo, si educa fin da piccoli a non vedere un avversario ma un nemico e questi (ma non solo questi) sono i risultati.

    La vedo brutta, la vedo molto brutta…

  10. Aveva detto bene il capo ultras, la partita è una messa. Se gliela togli magari vanno tutti a messa, quella vera. E non so cosa sia meglio

  11. Proporrei per un paio di anni di dare il distribuire il reddito di ogni singolo calciatore a tutte le famiglie italiane disagiate in egual misura…sarebbero due anni felici, almeno per qualcuno.

    NO VIOLENCE
    in nessuna forma.

  12. Il calcio è assolutamente necessario. Non vorrai mica che tante persone inizino a pensare (tutti i giorni, non solo la domenica) ai problemi del paese ? Meglio concentrarsi sul calcio..

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