Un tram che si chiama desiderio

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Blanche arriva a New Orleans scendendo da un treno, ma emerge dal fumo che forse è come nebbia sul mondo oppure è soltanto un soffio di bianco, bianco come il suo nome.

Sembra persa. Blanche è persa alla stazione, in mezzo alla città, persa nel quartiere di sua sorella Stella, persa in una casa di due stanze che quando c’è lei sembra un labirinto senza fine di poche luci e molte ombre.

Sua sorella si chiama Stella e per quanto sfortunata e forse cieca, sembra solida, ferma come un punto fisso nel cielo di Blanche.
Blanche possiede invece solo il chiarore evanescente delle stelle, quella brillantezza instabile e tremolante che può illudere gli occhi di chi guarda.

Blanche conta sulla luce fioca che la illumina, quella che non la prende mai per intero, una luce che non è fatta per mostrare le cose per quello che sono, ma per avvolgerle di magia o di poesia. Così come può fare il fumo di una sigaretta al viso di una donna.

Non è l’alcol che la consuma, ma la vita che non ha vissuto, quella che ha subito perché troppo debole e troppo sola.

Il punto di non ritorno per Blanche è segnato dallo sparo con il quale il suo giovane marito si era tolto la vita, uno sparo che lei continua a sentire in un ballo vorticoso che sembra unire l’amore alla morte.
E quello sparo, chissà perché, richiama alla mente una pistola fumante, il fumo chiaro, bianco che Blanche si porta dietro come un fardello pesante.

Il desiderio è l’esatto opposto della morte dice Blanche, ma lei non sa cosa desiderare perché non sa vivere, non più.

L’idea che siamo tutti su di un tram chiamato desiderio mi ha sempre affascinata.
Questa idea sottintende che per quanto distratti, noi tutti siamo coscienti di aver preso una direzione, di aver scelto di fare un percorso che non sempre è quello migliore per noi.

In ogni caso Blanche è salita su quel tram che l’ha portata dritta alla follia, dritta tra le braccia del suo opposto: Stanley, l’uomo di sua sorella che rude, gretto, materialista e violento si erge su di lei, ridotta ormai ad un fantasma di fragili fantasie.

Blanche Du Bois, come un fantasma perso in un bosco; nessuno è capace di accettare, capire, assecondare la recita di questa donna che non chiede altro che essere amata.

Tutti da lei vogliono più di quanto possieda ormai.
Non è più giovane, né innocente, né onesta, né ricca ma Blanche non si rassegna ad essere ciò che è diventata, non può più vivere con quella parte di se stessa che con la casa ha perso anche l’identità e la reputazione.

Gli altri si credono ingannati, ma quello di Blanche non è un raggiro, è solo il disperato tentativo di riprendersi tutta la vita ed il desiderio che possedeva un tempo.

In questo film, tratto dall’omonimo romanzo di Tennessee Williams, ad ogni attore si è richiesto uno sforzo interpretativo che immagino immane.

E’ un dramma fatto di tensioni continue, di angoscia esasperante, densissima. Ogni personaggio ha spessore, ogni ruolo porta a sollevare il peso quasi insostenibile del proprio temperamento che deve fare su e giù continuamente tra disperazione ed euforia.

La storia sembra scritta sulla pelle di Vivien Leigh, soprattutto se la si ricorda sensuale, giovane, bellissima nel ruolo di Rossella O’hara.

Rossella potrebbe essere una Blanche giovane, risoluta, illuminata dalla luce piena dell’amore.

Non so se consideralo un caso che certe storie di finzione permeino così tanto nell’epidermide da diventare vita vera.
Dopo aver interpretato “Un tram che si chiama desiderio” al cinema e a teatro, la Leigh impazzì e poi morì di tubercolosi a 53 anni.
Forse in Vivien c’era troppo di Blanche.
Eppure credo che in ogni donna esista un po’ di Blanche, un po’ di quella donna che ha paura di non essere più brillante abbastanza per poter chiedere al resto mondo tutto l’amore di cui ha bisogno ancora.

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6 Risposte

  1. laurence olivier faceva impazzire tutte
    in tutti i sensi
    chissà forse vivien impazzì per colpa di quell’uomo, così bello, così desiderato, così tanto amato, che non sapeva ricambiare ciò che gli veniva donato
    impazzirebbe chiunque credo…

  2. “Eppure credo che in ogni donna esista un po’ di Blanche, un po’ di quella donna che ha paura di non essere più brillante abbastanza per poter chiedere al resto mondo tutto l’amore di cui ha bisogno ancora.”
    Mi hai messo su un magone che non sai quanto.

  3. Artemisia: si, hai ragione, gli uomini così ti fanno diventare matta…

    Priedavat: scusa, non era mia intenzione 😉

  4. Io in videoteca ho anche la versione hard, un trans che si chiama desiderio.. ma preferisco l’originale eh!
    baci.

  5. Per prendere la direzione giusta nella vita ci vuole tenacia,coraggio,determinazione e un pizzico di fortuna!
    Purtroppo su quel tram pochi arrivano al capolinea e i più devono scendere a fermate intermedie poste su strade sbagliate.

  6. Kiara: ma quello è un classico del cinema hard, tanto di cappello 😉

    nadiaflavio: Blanche per arrivare a casa della sorella doveva prendere un tram chiamato desiderio, poi uno chiamato cimitero e scendere alla fermata dei campi elisi, ciò significa che per quanto tortuosi siano i nostri percorsi, tutti facciamo un viaggio di sola andata. Bisogna solo cercare di far durare il percorso il più possibile

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