Archive for dicembre 2007

Il primo dopo l’ultimo
dicembre 31, 2007

Si parla di partenze e di arrivi, di inizi e di fini che si fondono in un flusso continuo che dividiamo tra ricordi e aspettative, rimpianti e speranze.
Si parla di tempo, sul quale non abbiamo influenza né controllo, del quale sappiamo quel poco che sentiamo sulla nostra pelle e vediamo nello specchio.

Si parla, forse troppo, di propositi e di bilanci, si parla di feste o di solitudine.

Per quanto mi riguarda, mi riesce meglio pensare al passato che fare progetti per il futuro.
Per quanto mi riguarda, l’anno potrebbe essere già finito tre o quattro mesi fa.
Per quanto mi riguarda, mi riguarda poco.

Mi disimpegno da questa atmosfera satura di polvere a scoppio, da questo clima che sa di bollicine e scendo dai trenini.

E’ stato poco Natale e ancora meno è capodanno.

Una cosa è certa, tutto cambia; cambia così tanto che l’anno scorso a quest’ora ero in gondola a Venezia e adesso invece scrivo questo post mentre aspetto che si asciughi il pavimento che ho appena lavato.

Mentre il pavimento si asciuga e le dita inffreddolite ticchettano sulla tastiera bianca del mac, realizzo che questo è l’ultimo post del 2007 e non sono triste e neppure felice.
Dovrei essere felice invece di questa indifferenza perché significa che io non dipendo dal tempo che vivo, che non mi aggrappo al presente, che dei giorni che passano, degli anni che fuggono io non ho paura e almeno questo mi sembra meraviglioso.

Forse più che augurare fortuna e felicità, condizioni improbabili entrambe, ciò che si dovrebbe sperare per il prossimo e per se stessi è la serenità nello stare a guardare il tempo che scorre e l’abilità nel salire e scendere dal treno al momento opportuno.

Questo spero per me.

E per te.

saluti.jpg

Annunci

Se non è il Brancaccio che sia Vicolo del Moro
dicembre 30, 2007

E’ capitato che l’altra sera, di corsa e di sorpresa finissi a Roma a vedere “di nuovo buonasera” di Gigi Proietti.

Non eravamo al Brancaccio, ce ne siamo accorti tutti.
Il Gran Teatro è un teatro grande e forse un giorno diventerà un grande teatro.

Per ora è un tendone in mezzo alla strada su uno spiazzo di Viale di Tor di quinto.
Al parcheggio trovi i vigili da una parte e le prostitute che si riscaldano davanti a qualche fuoco acceso dall’altra.

Però lo spettacolo ci ha immediatamente catapultati in un luogo diverso, che appartiene all’arte soltanto.
E se avessi dovuto pensare ad un posto di Roma nel quale immaginarmi avrei scelto Trastevere.

trastevere.jpg

Che Proietti sia un istrione, un grande attore, uno straordinario uomo di spettacolo lo sapevo; Ero anche preparata all’omaggio che avrebbe fatto con maestria alle glorie del teatro di una volta.

A cominciare con la prosa di Eduardo che è sempre attuale nell’ironia e nell’intensità. “Pericolosamente”, l’atto unico con cui Proietti ha aperto lo spettacolo è una chicca del teatro di Eduardo ed una bella prova per un attore che romano di nascita e di mestiere, si ritrova a calarsi in un personaggio partenopeo con risultati davvero ottimi.

Certo, gran bel pezzo quello ma il momento che mi ha emozionata davvero è stato quello dedicato a “Er fattaccio di vicolo del Moro”.
Si tratta di un monologo di Bambi, scritto da Amerigo Giuliani che Proietti ha fatto suo da tempo. Ho trovato questo video in rete e lo propongo qui perchè è eccezionale.

Tra l’altro er fattaccio successe davvero, là a vicolo del Moro.

Quelle stradine di Trastevere le ho consumate, quelle tra Santa Maria in Trastevere e Campo de’ Fiori.
A Vicolo del moro c’è la pasticceria Valzani, quella che a Pasqua mette in vetrina certi pezzi di uova di cioccolato grosse così e ora a Natale fa quel torrone particolare che io ne mangerei un quintale.
Trastevere è così, dolce e amara insieme, come la gente che c’ha vissuto divisa tra i buoni sentimenti e l’arte di arrangiarsi, all’ombra del cupolone, ma fuori dalle mura ed è per questo che non si può fare a meno di amarla tanto.

Il sogno
dicembre 29, 2007

Più o meno è sempre la stessa storia: papà che è morto ma poi per qualche strano motivo torna a casa e siamo felici, io sono felice ma dentro di me c’è un tarlo che rode di continuo e mi angoscia, sono certa che prima o poi finirà tutto e ci lascerà di nuovo.
Infatti quasi sempre alla fine del sogno papà muore ancora; io non lo vedo mai morire, lo vengo a sapere oppure lo intuisco in qualche modo.

Stanotte ad esempio lui era tornato ed era tutto bellissimo,  filava tutto a meraviglia ma un giorno lui va al lavoro e sparisce dalle nostre vite all’improvviso.
Dopo una settimana siamo ancora a chiederci dove sia, immaginando che se ne sia andato per sempre ma sperando che  prima o poi tornerà di nuovo.

Dopo un giro di telefonate riusciamo a scoprire che è morto; morto così, talmente lontano da casa che nessuno aveva pensato di avvertirci.

Questi sogni che a raccontarli fanno sorridere per quanto sono strampalati, sono invece spietati nel loro realismo. Certe cose non si sognano e basta, è come viverle e si piange e si soffre.

Non so spiegare quanto, non so neppure perché, l’unica cosa che so è che da questo dolore, anche se forte, non voglio separarmi. Si tratta dell’unica cosa che mi tocca come fosse una mano o un braccio che mi colpisce all’improvviso tra la folla, è un nodo che mi tiene attaccata ben salda ai ricordi, a lui, come se ci fosse ancora.

Certe sensazioni feriscono così tanto eppure, eppure, eppure… quanto sarebbe più doloroso se non ci fossero, se non fosse possibile piangere e buttare fuori tutto insieme alle lacrime.

Io provo anche a interpretare e suppongo che ogni cosa che sogno sia la proiezione di quella sensazione di incredulità che ci ha colti quando abbiamo capito che la sua malattia non era la cosa semplice che sembrava all’inizio, l’angoscia di non sapere che cosa avesse davvero e come si potesse curare e quella speranza alla quale ci attaccavamo giorno per giorno perché lui era forte e perché magari all’improvviso sarebbe saltato fuori un farmaco capace di fermare quel terremoto che gli si era scatenato dentro.

Nei miei sogni non lo vedo morire, quindi neppure soffrire, al contrario di quanto successe nella realtà dei fatti.

Vederlo soffrire così, sentirlo gridare dal dolore, in preda agli spasmi mentre le giovani  infermiere praticanti si fermavano davanti alla porta della sua stanza e si guardavano incredule tra loro è stata l’esperienza più brutta della mia vita e forse almeno nei sogni cerco di evitarla.

Con i sogni provo a riportarlo in vita, ma in qualche modo cedo alla verità prima ancora di svegliarmi.

La cosa strana è che non riesco a sognarlo in un contesto diverso; quando lui compare nei miei sogni è sempre per risorgere e poi morire di nuovo o semplicemente sparire come un Cristo personale e privato.

Che strano, lui che non ha mai avuto fede, oggi mi appare come un Cristo che dopo aver portato la croce si manifesta a noi per rassicurarci e poi scompare di nuovo… non so se sarebbe felice di questo paragone, ma forse si.

the winner is
dicembre 27, 2007

Oggi ho preso tutti i regali di cui parenti ed amici mi hanno omaggiata in questi giorni e dopo averli soppesati con cura, dopo averli osservati e valutati con perizia, ho finalmente decretato il vincitore.

Si tratta di questo bel bracciale che Giuliana mi ha fatto fare dal suo orafo di fiducia.

bracciale4.jpg bracciale2.jpg bracciale3.jpg bracciale1.jpg

Giuliana è un’autorità in fatto di preziosi. Il suo alter ego animale è la gazza ladra e, anche se per qualche strano motivo è finita a fare l’insegnante di lettere, nel suo DNA c’è scritto “disegnatrice di gioielli”.

Se la cava bene anche come arredatrice perché ha gusto ed un grande senso del bello.

Però ringrazio tutti per lo sforzo.
Qualcuno si è sforzato di farmi felice, perché magari ci teneva davvero, qualcuno si sarà sforzato a tirare fuori il portafogli, qualcun altro ha dovuto aguzzare l’ingegno, qualcun altro ancora ha passato la mano.

Anche io, dal canto mio ce l’ho messa tutta; fare i regali mi piace.

Si, è vero, comprare per me mi appaga molto di più ma trovare qualcosa che si addice perfettamente alla persona a cui pensi da un brividino di piacere che non ha prezzo.

Uhm, no… pensandoci bene nella vita non c’è niente che non abbia un prezzo.

Santo Stefano e gli altri
dicembre 26, 2007

santa-pazienza.jpg

Oggi qualcuno ha trovato il mio sito cercando la parola “stronza”.

Effettivamente in poche ore ho detto “vaffanculo” una sessantina di volte.

tempo-rale di Natale
dicembre 26, 2007

Rimasta chiusa in bagno per cinque minuti, mentre la chiave rischiava di spezzarsi nella toppa, ho capito subito che questo Natale non mi sarebbe stato amico.

Agghiacciante. E’ così che Graziano ha definito il pranzo di quest’anno ed io sono d’accordo.

I miei zii di Roma sono arrivati alle 15.30, così, solo perché se la sono presa comoda e vaglielo a spiegare a Nicola, che ha novantadue anni, che si deve aspettare perché qualcuno si è alzato pigro. Qualcun altro si è offeso all’improvviso per qualcosa che non ho capito, gli altri zii hanno fumato come ciminiere, poi, una volta arrivati tutti si è passati a parlare male di chiunque non fosse presente.

Una cugina ha passato quasi tutto il tempo con le cuffiette dell’Ipod nelle orecchie.

In compenso Debora ha controllato la sua posta dal mio computer ed ha scoperto di avere un colloquio di lavoro importante a Gennaio.
Mi ha detto: “Bri, se questi ce cascano è fatta”. Così parla una Romana trapiantanta a Lussemburgo.

Finalmente ho salutato Maria, casa sua era strapiena di gente, traboccava di bambini. Suo figlio Marco festeggia il compleanno ogni giorno e spegne la candelina per dieci volte di seguito.

Ho trovato fabio sdraiato sul letto con Giorgio accoccolato sulla pancia… fa tutto parte della dura vita del papà.
Devo beccarli in un momento meno incasinato così posso raccontare del viaggio in california con più calma.

Serata al cinema. Il film non è stato niente di speciale. “Il mistero delle pagine perdute” è piuttosto avvincente, ma la storia è un po’ scontata, poco realistica e Nicolas Cage non mi piace.

Però era Natale ieri e almeno io volevo essere più buona. Però non va bene quando sei buona solo tu e tutti gli altri rimangono stronzi come al solito.

Non ho fatto neppure una foto, non ho bevuto un bicchiere di vino e non ho aperto il tronchetto di Natale.

Intanto piove e piove e piove.

grigio Natale

L’ultimo regalo
dicembre 24, 2007

stelle_di_natale.gif

Ho perso le mie tracce, ma seguo una scia di brillantini e di stelle rosse.

Chi mi conosce sa che in questi giorni non ho fatto che confezionare piante, impacchettare regali e correre da un estremo all’altro per consegnarli.

Oggi è vigilia, sto per andare a cena da Giuliana, ma mi sento esausta e confesso che preferirei andare a dormire, ma la tradizione della cena tra noi è sacra e se papà dovesse averci perse per un attimo, stasera è lì che ci cercherebbe, è lì che sarà anche lui.

Faccio tardi la sera e alle sei del mattino sono già in piedi…  L’ennesima riprova del fatto che mia madre è dieci volte più forte di me.

Però per fortuna a me il Natale piace e mi piacciono questi brillantini che mi ritrovo dappertutto; tra i capelli e persino nel letto.

Mi piacciono le luci, l’oro e l’argento, mi piace il traffico e la corsa all’ultimo regalo, così solo perchè è Natale.

Il mio ultimo regalo è per chi mi sta leggendo

Buon Natale!

Thinking Blogger Award
dicembre 22, 2007

 thinkingblogger.jpg

Nominata da una mamma e da un adolescente, ora posso definire il mio un blog davvero trasversale.

Siamo di fronte ad un meme un po’ diverso dai tanti che girano.

Qui si tratta di nominare 5 blog che fanno pensare (e non è necessario essere Beppe Grillo o macchianera per far pensare.)

Solo chi è nominato può partecipare al meme e quando lo si fa, nel proprio post si deve inserire il logo del thinking blogger award ed il link al sito inglese di questo progetto.

Dunque, arrivo alla parte più divertente per me: le mie nomination.

Nomino Pat perché il suo blog è pieno della sua solarità, di serate con gli amici e di una visione dolce e felice della vita.

Nomino mister Oscar Ferrari che ci è e ci fa pure. Ti prende in giro perché si è stufato di sfottere se stesso. Lo trovate sul suo sito, in radio, oppure su una pianta di fico.

Stefigno è uno dei primi che ho conosciuto quando ho aperto il blog. Lui è un blogger blogger. Va ai raduni dei blogger, alle cene dei blogger e voleva persino passare il capodanno con i blogger, però gli perdono tutto perché, perché è un bravo ragazzo, perché è un bravo ragazzo, perché è un bravo ragazoooo. Nessuno lo può negar!

Nomino ganassa perché è un ragazzo giovane e disarmante nella sua insicurezza ed integrità. Una volta gli ho detto che mi auguravo che la vita gli portasse tutto il meglio e lo pensavo davvero.

E poi c’è R A P I D A ; la sua chiave è extravaganza, curiosità e coscienza. Appunto.

Ce ne sarebbero altri da nominare, ma avevo solo 5 opzioni a disposizione e stavolta è andata così…

Missing Summer
dicembre 20, 2007

ge1.jpgge2.jpgge3.jpgge4.jpgge5.jpgge6.jpgge7.jpgge8.jpg

10 motivi per cui rimpiango l’estate, ma non è un meme anche perchè magari l’estate manca solo a me.

E’ che scrivere così, tanto per dire che si ha freddo non serve a niente.
La verità è che più fa freddo più rincorro i ricordi caldi delle estati trascorse tra mare e amaca. Soprattutto dopo aver visto Bondi e Di Pietro l’altra sera a Ballarò, che, insieme ai braccialetti di Della Valle e a tutte le ignobili intercattazioni e le scempiaggini sentite, viste e lette ieri, moltiplicano i brividi e ti fanno pensare a quella stagione in cui la politica si tace e la tv finalmente le spegne i riflettori in faccia.

Per cui ho pensato ad un post che fosse un tributo all’estate, che tanto quando farà caldo – un pochino – mi mancherà anche l’inverno.

Al numero 10 metto il cibo. Mi piacciono i pomodori, la mozzarella,la pasta fredda e il mais, mangiare leggero mi aiuta a non ingrassare troppo. D’inverno invece non riesco a resistere alla polenta con le salsicce, la pizza con le patate, la pasta al forno e le zuppe col pane e chi più ne ha più ne metta.

Al 9 metto i vestiti: vestiti leggeri, fantasiosi, colorati, luminosi. D’estate è molto più facile osare e giocare con il look…. Anche perché si è quasi sempre un po’ più magri del solito.

Al numero 8 metto le feste di paese, quelle patronali, pacchiane, quelle che passi il tempo a sgranocchiare noccioline e fare le vasche in piazza. Non mi piacciono particolarmente, ma sono legate a bei ricordi d’infanzia e allora le infilo in classifica.

Al numero 7 mi gioco il mare, non lo metto ai primissimi posti perché finisce che al mare non ci vado spessissimo, però come si fa a non rimpiangere la spiaggia, i bagni, il pesce fresco ed il sole sulla pelle?

Infatti al numero 6 piazzo l’abbronzatura.
No all’effetto cuoio, si a quella doratura che ti rende più sano e più allegro, almeno nell’aspetto. Che apprire certe volte è anche un po’ essere.

Al numero 5 punto sulle notti con i grilli e le lucciole e non c’è molto altro da dire…

Al numero 4 va il mio seminterrato che funziona a perfezione contro l’afa ed è il luogo ideale nel quale passare i pomeriggi infuocati dei mesi più caldi. Quest’anno mi sono chiesta spesso come avessi fatto senza seminterrato fino ad allora. Mi dispiace che papà non l’abbia mai visto così com’è adesso. Spero che sia almeno un po’ come avrebbe voluto che fosse.

Al 3 vanno i film a ciclo continuo di Totò o di Eduardo, o comunque i classici dei quali non mi stanco mai.
Ci sono film che vedo e rivedo anno dopo anno; con mamma passiamo ore a guardare cose che sappiamo a memoria eppure ci piacciono sempre.
Secondo me è perché soggettivamente sia a me che a lei richiamano dei bei ricordi oppure oggettivamente si tratta di un tipo di cinema che davvero era capace di far sognare.

Al numero 2 metto la vacanza, insieme a tutto quel periodo un po’ noioso che precede la vacanza vera e propria: la scelta della meta, le prenotazioni, le valige e poi finalmente si va.
L’attesa del piacere è essa stessa piacere… ma con Marco non si sa mai quando si parte e soprattutto se si parte, per cui a volte sembro insistente nel chiedere, nel voler sapere come e dove, ma se non fosse per me Marco non si muoverebbe mai.
Grazie a me abbiamo sempre fatto delle belle vacanze e prima ancora di conoscere lui, con le amiche ci siamo sempre divertite tanto.

Al numero 1, sarà stupido, ma io metto il gelato, che se lo merita.
Tiene compagnia, scandisce il tempo, si fa amare quando si è soli e si fa amare in compagnia.

Si mangia anche d’inverno, ma l’estate gli dona di più
Ed è vero che ci sono le margherite,i tramonti rossi, le buganville, la macchina decappottabile e tutto il resto, ma il gelato è l’icona dell’estate, ne è il sapore e quella consistenza cremosa rende perfetto l’incontro tra il ghiaccio e tutti i gusti del mondo.

E poi oh… a me me piace.

Ciò che mi regalerei ma… probabilmente no
dicembre 19, 2007

il waffle maker

waffle-maker.jpg

E’ un aggeggio che ho imparato a conoscere e ad amare nell’hotel di Los Angeles, tanto che a San Francisco ero già in astinenza

—————————————-

Mi serve un cordless, anzi mi servono i twins, uno per il secondo piano ed uno per il primo.

twins.jpg

Ho una casa grande e correre da una parte all’altra per rispondere al telefono è piuttosto antipatico.

—————————————-

Il cofanetto di Sex and the city 

sex-and-the-city.jpg

Non ho visto tutti gli episodi di tutte le stagioni, ma ho seguito quanto basta per ritenere che si tratti di uno dei lavori televisivi più significativi di tutti i tempi… praticamente perfetto.

—————————————-

Un libro su Anna Magnani

magnani.jpg

Perchè Anna Magnani è Anna Magnani.

—————————————–

Miss America di Howard Stern

miss-america.jpg

Ho letto “Private Parts” dopo aver visto il film e sono pronta a ridere ancora.

—————————————–

Un portachiavi di Swarovsky

portachiavi.jpg

Perchè con la macchina nuova ci vuole…

—————————————–

E per ultimo…

Un week-end a Parigi

parigi.jpg

E non penso di dover spiegare perchè.