Archive for febbraio 2008

perduta tra le cose e le cause perse
febbraio 29, 2008

Ieri sera ho lasciato il portafogli sul treno, erano le 20.15 quando sono scesa e non me ne sono accorta fino a quando, oggi a metà mattina, mia madre mi ha chiamata col fiato corto per dirmi che un non meglio precisato ferroviere era andato al negozio a riportarle il mio portafogli. Siano lodate le ferrovie dello stato (qui lo dico e qui lo nego)

Quindi stamattina ho placidamente guidato senza patente e viaggiato senza abbonamento. Poi ho dovuto scroccare il pranzo a Laura… che se c’era Luca nemmeno mangiavo.

Nel portafogli ho ritrovato tutti i documenti ma non i soldi… per fortuna però erano pochissimi. La carta di credito c’è, ma ho deciso che d’ora in poi dovrò trovarle una sistemazione più sicura.

E’ stato come prendere una botta in testa, una di quelle che ti svegliano con dolore, ma se mi fossi accorta di non avere più il portafogli ieri sera non ci avrei mangiato, avrei bloccato la carta, tormentato i vertici di FS, salito e sceso treni mille volte in quelle due orette di dormiveglia, invece così, alla fine, ci ho solo perso qualche euro.

Mamma al telefono mi ha detto che successe esattamente la stessa cosa anche a papà ed infondo chissà a quanta altra gente forse meno fortunata di quanto non sia stata io.

Comunque maledetto quel pezzo di pizza da spizzico, maledetta la stanchezza e questa settimana disgraziata.

E poi sono venuti a prendere la passat, io non c’ero e non l’ho nemmeno salutata per l’ultima volta. E’ andata via per sempre ed io non avrei voluto, ma quel che non si vuole spesso si deve e allora niente, è andata così.

Post scritto con in braccio il gatto redento.
Qualcuno è arrivato al mio blog cercando “mi piace avvelenare i gatti”
Che gli vengano le emorroidi, come minimo.

da un paio di giorni
febbraio 28, 2008

primavera.jpg
Questo è quello che vedo fuori, appena apro la porta e giro verso sinistra a cercare la macchina.
A parlare della primavera, a pensarci così, magari mentre si transita da una stazione all’altra si ha quasi paura che ti sfugga. Chi fugge poi vince sempre e la primavera non sa perdere.

Non è una stagione, lei è un accento messo alla rinfusa sul tempo che passa e ripassa per lo stesso punto.

Un accento che riempie la bocca del sapore di certi colori pastello, perché il mondo in primavera sembra disegnato dalla matita di un bambino.

Il rosa dei confetti, il giallo della crema, e poi il verde dei prati pieni di pervinche da succhiare.

code ribelli
febbraio 28, 2008

Oggi ho imparato cosa si prova ad essere rinnegati dal proprio gatto.

Tu pensi che per lui non esista niente all’infuori di te che in fin dei conti gli dai da mangiare e gli fai qualche carezza distratta tra una cosa e l’altra.
Tu pensi che siano balle le storie sul caratterino dei felini e sulla loro proverbiale sete di indipendenza perché hai sperimentato la felicità che gli si legge negli occhi quando ti vedono e quando traboccano di fusa grazie a te.

Invece là fuori c’è un mondo che tu non conosci che superficialmente e che loro invece indagano palmo a palmo e spesso ci trovano il  paradiso, la loro vera ragione di vita.

Il mio gatto ha trovato un ruscello dal quale si rifiuta di allontanarsi e credo mi abbia parlato con gli occhi oggi e mi abbia detto qualcosa del tipo: “mi dispiace, ti voglio bene, mi sei amica, ma non insistere, sono qui, su questo ramo a mezzo metro da terra eppure mi sembra di volare, forse mi potrai capire o forse no, in ogni caso io resto, ho trovato il mio posto nel mondo”.

Non torna a casa da quattro giorni, sta lì per i fatti suoi e probabilmente dovrei essere felice per lui, sicuramente potrei invidiarlo.

Come non detto
febbraio 26, 2008

La giornata è stata un susseguirsi di “No”
-No, non riesco a dormire di più
-No, non ho fatto in tempo
-No, non si lavora più lì.
-No e dico no anche a Lucilla.
-No, non ce la faccio, me ne torno a casa.

Magari tutto questo significa che a breve dovrò aspettarmi un giorno meraviglioso con una valanga di “Si” a mia totale disposizione.

La borsa di Grace
febbraio 25, 2008

 borsa-di-grace.jpg

Sto preparando una borsetta che raccolga tutte le cianfrusaglie che mi serviranno da qui a venerdì.
Quando Grace Kelly, ne “La finestra sul cortile” apre la sua ventiquattro ore da viaggio e ne estrae una camicia da notte di seta e delle babbucce elegantissime io rimango stordita dall’eleganza della donna e dall’amore del regista nella cura dei particolari di quella scena sublime.
Per me vale il contrario: fretta estrema nella preparazione del povero bagaglio e totale noncuranza del risultato.
Mi affido alla fortuna sperando di non dimenticare nulla. Ci infilo pure la cioccolata.

In questi due giorni mi sono nutrita di kinder e di hot dog con ketchup e senape ed ho scoperto che la senape mi piace.

Non so, vorrei portare il computer con me, ma penso che non lo farò, magari in questi giorni mi accontenterò di carta e penna… che poi una volta erano i miei amici migliori,
magari lo fossero per tanto tempo ancora.

E niente Sanremo in questi giorni… mi è bastata la canzone sull’amico omosessuale  della Tatangelo che lei di notte accarezza come un gatto…

far-fu-glian-do
febbraio 23, 2008

Nei momenti di sconforto divento una grande osservatrice.

Forse è un modo per evadere dalle sensazioni spiacevoli che sento e focalizzarmi invece sul resto, tutto il resto, di qualsiasi cosa si tratti.

Quanto più mi sento vulnerabile tanto più mi trasformo in un ricettore potentissimo di suoni, di colori, di movimenti; lenti o improvvisi che siano.

Io divento piccola come un insetto invisibile, ma discreta, priva di ronzii molesti.

Quindi guardo, imparo, gioco. Regredisco al metodo imitativo e magari – forse – progredisco da qualche altra parte, in qualche modo.

Ho perso il treno, fossi arrivata solo cinque minuti prima l’avrei preso.

Ho perso il treno e mi sono fusa con la stazione, l’ho camminata, attraversata, guardata.

Mi sono avvicinata, silenziosa ed impercettibile, ad un gruppo di ragazzi; loro stanno sempre lì di pomeriggio: si mettono vicino alle scale mobili, dalla parte del “Ricordi media store”, sono adolescenti che appartengono ad etnie diverse eppure tra loro si chiamano “pischelli” come fossero romani da venti generazioni.

Viene da chiedersi – e non solo a me, credo – chi siano e perchè non pensino a salirle un giorno quelle scale mobili invece di starsene là, sempre allo stesso punto.

Poi però ripenso a com’ero io una quindicina d’anni fà e mi rivedo con amici e fidanzati ormai passati, seduta su un muretto proprio accanto ad un cassonetto dell’immondizia e allora penso che come me, anche anche gli altri hanno diritto a non essere indagati, requisiti dei pensieri e delle proprie sacrosante incoerenze e penso anche che una scala mobile valga bene un cassonetto dell’immondizia.

un po’ così
febbraio 22, 2008

Su sky si vede il grande fratello 24 ore su 24 e questo lo sanno tutti, quello che non si sa, o che per lo meno non sapevo io, è che le finestrelle della schermata che contengono le inquadrature, quelle che il telespettatore può scegliere con il telecomando, si chiamano “mosaico interattivo”. Lo trovo geniale, quindi anche abbastanza folle.

In questo periodo sto ripensando molto all’anno scorso, forse perché qualche giorno fa’ ho sentito Atonia e poi perché è spuntato il sole e mi viene naturale rivedermi insieme agli altri del corso, seduti su un  gradino della scuola dello sport.

Ieri ho fatto una corsa spaventosa, sembrava che dovessi portare la metropolitana sulla schiena… Alla fine però sono riuscita a comprare il mappamondo a Marco.

E’ inutile stare a recriminare sul fatto che non serve a niente; Marco ha tutto e se ha bisogno di qualcosa è meglio che se la scelga da sé.
Regalargli qualcosa di inutile è il mio destino, però ovvio a questa terribile condanna con la fantasia e, se non altro, mando dei piccoli ma importanti messaggi; ad esempio sul biglietto di auguri ho scritto: “io ti regalo il mondo… tu mi regali i viaggi, ok?”

Sono stanca, mi piacerebbe dormire ma preferirei leggere, guardare la tv, uscire.

Le telefonate con Marco durano lo spazio che va dal suo ufficio a casa sua, cioè quanto? 150 metri?

Mah…

chi bella vuole apparire… ma anche no
febbraio 21, 2008

la doccia col guanto di crine per strigliare questa pellaccia secca e massaggiare bene nonché rimuovere le cellule morte e riattivare la circolazione.

Il docciaschiuma è neutro.

Dopo la doccia spalmare la crema nivea, che è l’idratante migliore ed ora profuma anche, non ha più quell’odoraccio antipatico di glicerina.

La crema per le mani due volte al giorno.

Appena sveglia ci vuole la crema per il viso, poi una manciata di fondotinta, un po’ di cipria e una spolverata di phard.

Deodorante neutro Dove, profumo non invadente e lunga durata.

Dopo una  giornata intera, struccarsi bene con le salviettine imbevute di latte detergente.

Applicare sul viso la crema per la notte.

E pensare che ho soprasseduto sulla depilazione ed i trattamenti per i capelli. E’ che non ce la potevo fare a rileggermi su quelle cose lì.

L’insensibile
febbraio 21, 2008

nel senso che non ho sentito niente io…

9.07 o giù di lì
facevo ginnastica davanti alla tv, ero ancora al riscaldamento, magari dopo aver fatto gli esercizi a destra avevo cominciato a farli a sinistra, i cani dormivano al piano di sopra, la macchina nuova ce l’aveva mia madre, io pensavo alla settimana che è iniziata adesso ed è già a metà e mi godevo tutto il giorno libero che avevo davanti.
Non mi sono accorta di nulla, per me non si è mossa neppure una foglia, né fuori né dentro.
Questo significa che gli sforzi di mio nonno sono andati a buon fine e che la casa sotto il cui tetto dormo, mangio, mi lavo, scrivo… e faccio ginnastica è a superprova di terremoto.

Una magnitudo di 4,2 è al limite inferiore dei terremoti che producono danni: da una magnitudo di circa 4 in avanti si possono avere danni”, ha spiegato a Reuters al telefono Mauro Dolce, direttore dell’Ufficio Rischio Sismico del Dipartimento della Protezione Civile. “Non ci risulta tuttavia nessun danno serio, dai dati che abbiamo raccolto finora, anche se la scossa è stata distintamente avvertita dalla popolazione”, ha aggiunto.
Quella di Cassino comunque come ha riferito Dolci è un’area è fortemente sismica.
“Il terremoto odierno rientra nel quadro dell’attività sismica tipica di questa zona, ed è consistente con il regime tettonico estensionale dell’Appennino Centro-Meridionale in cui i terremoti sono associati al movimento di faglie normali (distensive). L’area colpita dal terremoto odierno è stata caratterizzata nel passato da eventi sismici di magnitudo moderata ed esistono informazioni di diversi eventi storici come quelli del 1654, 1873, 1874”, spiega il comunicato dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.
La scossa non è stata seguita da scosse di assestamento rilevanti, secondo quanto riferito dall’Istituto.

Mi ricordo invece quel terremoto fortissimo,  forse nell’84, io ero appena tornata da una gita scolastica con la scuola elementare. Eravamo stati a  Paliano e mi ero divertita come non mai. Come ad ogni gita mi ero portata un fagottino pieno di supplì fatti da mia nonna che avevo elargito a destra e a manca, ma tanto ce n’era da sfamare un reggimento.

Me ne stavo nella stanzetta dove di solito mi mettevo a disegnare quando all’improvviso, prima ancora che la terra si mettesse a tremare, sentii un boato sinistro. Poi il pavimento cominciò a ballare, tanto che mi sembrò che il soffitto venisse giù in pezzi.

Scappammo tutti in strada.  Quel giorno ci furono così tante scosse che di notte dormimmo tutti e cinque  nella 128 blu.

Non lo confessai mai a nessuno, ma il terremoto mi piacque.

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Oggi compleanno di Marco…
:mrgreen: ihihih

Le ragazze dagli orecchini di perla
febbraio 20, 2008

Salgono alla stazione della cittadina capoluogo, sono pettinate con i capelli tirati indietro a coda di cavallo oppure col cerchietto ed hanno il cappottino ben stirato ed il foulard intorno al collo.
Il trucco è acqua e sapone e non si mangiano le parole. Parlano dei regali che hanno ricevuto alla laurea e di quanto sono dimagrite in quel periodo. Da grandi faranno gli avvocati e sposeranno un commercialista, ne hanno già puntati un paio a testa.

Sono il ritratto del gusto più classico e del conformismo. L’esempio di come si possa andare avanti camminando senza voltarsi mai.

Quando salgono sul treno mi scappa sempre un “Uff”