Ovunque sei

C’è quella canzone di Elisa, quella, quella di cui non ricordo il titolo perché sono una frana per queste cose, ecco quella;
ad un certo punto dice:

“Forse non sai quel che darei, perché tu sia felice.”

Mi è capitato di pensare che avrei sacrificato volentieri un po’ della mia felicità, anche tutta, in favore di quella di qualcun altro.

La prima volta è stato per amore, la seconda pure.

La ascoltavo in macchina mentre andavo in ospedale da mio padre e ci piangevo sopra un litro e mezzo di lacrime salate.

Non sai quel che darei perché tu sia felice.”

In certe situazioni saresti pronto a firmare un patto col diavolo pur di vedere un sorriso sulla faccia di qualcuno a cui vuoi bene.

Dove diavolo è il diavolo quando ti serve?

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8 Risposte

  1. “Una poesia anche per te” ecco la canzone…so come ci si sente, e non serve un patto con il diavolo…tante piccole cose ci permettono di avere un sorriso; io l’ho avuto stamattina portando i cornetti a Marco che stava male a casa, ad esempio 🙂

  2. Probabilmente tuo papà il Diavolo lo ha sconfitto, visto l’angelo che ha lasciato come erede. 😉

    Un abbraccio fausto 🙂

  3. non c’è stato bisogno del diavolo
    è felice e sorride
    grazie anche all’amore che tu gli hai dato

  4. Mamma mia Brì…ora spetta a me il mio litro e mezzo…

    ciao

  5. non serve

  6. Ti abbraccio Brì!! 🙂

  7. Credo che questo sia uno dei post più veri che io abbia mai letto. Nonostante i litri di lacrime salate. Quando si vuole bene… è così
    (leggo i tuoi commenti in altri blog e mi è venuta voglia di fare un salto qui da te)
    Melania

  8. cara…quando mio padre mi ha lasciato(10 anni fa)sposata da un mese e incinta da 10 giorni,ero incazzata come un diavolo,iosì.Mi ci sono voluti anni per arrivare alla serenità concui lui era arrivato a quel momento,stanco di sofferenza,felice perche le sue bimbe erano riuscite a costruire”qualcosa”anche grazie a lui,che tanto aveva costruito…ma ancora oggi,è lui il nonno che vorrei per i miei 2 figli,è lui quello a cui chiederei sempre consiglio,e anche se sono credente e preticante,mi spiace ammettere (nel privato del mio cuore) che la preghiera non basta,che la fisicità di un’abbraccio,la potenza di un occhiata,la risata o lo sbuffo impaziente sono insostituibili…
    poi mi guardo allo specchio,e vedo i suoi occhi grandi,i suoi denti bianchi,e in mio figlio quell’aria furbetta,e in mia figlia quella curva delle labbra…ed allora,è vero, lui vive in noi.
    Lui vive in te Brigida!,non solo nel ricordo ,non solo negli insegnamenti,ma nella chimica misteriosa di ogni tua cellula,c’è!E quando lo ritroverai nei tuoi figli,allora ancor più ci sarà.
    PS(e OT): il mio papi era un irrefrenabile romanaccio,nato a Testaccio,che riempiva di allegria e “caciara”ogni luogo in cui si trovasse(ma al contempo,era elegante e colto,i suoi vestiti ancora mio marito li usa,e i libri potrebbero entrare in ogni biblioteca…)

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