far-fu-glian-do

Nei momenti di sconforto divento una grande osservatrice.

Forse è un modo per evadere dalle sensazioni spiacevoli che sento e focalizzarmi invece sul resto, tutto il resto, di qualsiasi cosa si tratti.

Quanto più mi sento vulnerabile tanto più mi trasformo in un ricettore potentissimo di suoni, di colori, di movimenti; lenti o improvvisi che siano.

Io divento piccola come un insetto invisibile, ma discreta, priva di ronzii molesti.

Quindi guardo, imparo, gioco. Regredisco al metodo imitativo e magari – forse – progredisco da qualche altra parte, in qualche modo.

Ho perso il treno, fossi arrivata solo cinque minuti prima l’avrei preso.

Ho perso il treno e mi sono fusa con la stazione, l’ho camminata, attraversata, guardata.

Mi sono avvicinata, silenziosa ed impercettibile, ad un gruppo di ragazzi; loro stanno sempre lì di pomeriggio: si mettono vicino alle scale mobili, dalla parte del “Ricordi media store”, sono adolescenti che appartengono ad etnie diverse eppure tra loro si chiamano “pischelli” come fossero romani da venti generazioni.

Viene da chiedersi – e non solo a me, credo – chi siano e perchè non pensino a salirle un giorno quelle scale mobili invece di starsene là, sempre allo stesso punto.

Poi però ripenso a com’ero io una quindicina d’anni fà e mi rivedo con amici e fidanzati ormai passati, seduta su un muretto proprio accanto ad un cassonetto dell’immondizia e allora penso che come me, anche anche gli altri hanno diritto a non essere indagati, requisiti dei pensieri e delle proprie sacrosante incoerenze e penso anche che una scala mobile valga bene un cassonetto dell’immondizia.

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3 Risposte

  1. Speriamo che De Gennaro non ti legga, altrimenti riempie Napoli di scale mobili

  2. Leggendo ho attraversato, guardato e camminato anch’io in quella stazione. Non è bizzarro a volte il destino? Non è bizzarro che in un momento di sconforto il fato, forzatamente, ci consegni ad un luogo che, per certi versi, è una metafora della nostra stessa vita? Treni in partenza e in arrivo (progetti, mete da raggiungere, percorsi da compiere e arrivi/traguardi); scale mobili (crescita e regressione; successo o sconfitta).
    Spero che lo sconforto sia svanito.
    Ciao.
    Px

  3. Difficile non essere d’accordo, purtroppo. 🙄

    Un abbraccio termovalorizzato 🙂

    P. S.
    Scusa se latito un po’ ma è un periodaccio…
    (tanto per cambiare)

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