Le vite degli altri

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Proprio ieri passavo dalle parti della Cecchignola e scorrevo, una dopo l’altra, le strade intitolate ai granatieri, ai corazzieri, ai genieri e pensavo a quanto tutto fosse eccessivo, ridondante ed obsoleto, rendendomi conto subito dopo che dietro ad ogni categoria eccessiva, ridondante ed obsoleta, dietro a quella puzza stantia di caserma e camerate c’è il nome ed il cognome e anche la faccia di un ragazzo qualsiasi che cerca la sua strada.

Oggi la mia strada si è incrociata con quella di un giovane soldato con lo zaino sulle spalle che, vivo per miracolo, mi ha spiegato cosa succede quando un kamikaze si fa esplodere a dieci metri da te e tu ti ritrovi, 4 mesi dopo, con il lato sinistro della faccia pieno di cicatrici, l’udito diminuito del 40 per cento, un po’ di vista in meno e i denti tutti nuovi.

Il 24 novembre del 2007, il giorno del compleanno della sua bambina, lui è a Kabul per l’inaugurazione del ponte che aveva costruito insieme alla sua squadra, probabilmente fa un caldo boia come ogni santo giorno prima che scenda la notte e la temperatura arrivi all’improvviso a meno venti. All’improvviso i talebani mandano un kamikaze a farsi esplodere per dimostrare che kabul è roba loro. Tre soldati rimangono feriti, uno muore insieme a qualche povero civile tra cui i soliti bambini.

Venite, dice a Giuseppe e me, vi faccio vedere i bambini di Kabul; prende il telefonino e inizia a scorrere la galleria delle immagini che vale 10 tg1 tutti insieme e qualche premio Pulitzer.
“questa bambina è cieca, mi avevano detto che l’avrebbero portata al Celio”.
Lui al Celio c’è stato un bel po’, ora è ancora in convalescenza e percepisce il 60% del suo stipendio, aspetta che una commissione esamini il suo caso e che decida se congedarlo o no, intanto ha ottenuto un vitalizio come ferito di guerra anche se, per carità… mica è guerra quella che l’ha ferito.
Le vite degli altri sono quelle che accendono la luce sulla tua e la cambiano… a volte in meglio, a volte no, ma sperare in bene non costa niente.

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3 Risposte

  1. Gli altri leggono te! Grazie.
    P.S.Marz089

  2. Sempre se non c’è qualcuno che le spezza per sempre, le vite degli altri.

  3. Bisogna sempre fare paragoni, soprattutto quando sembra che tutto ci vada male… 😉
    Mi piace questa tua apertura finale all’ottimismo.

    Un abbraccio amicale 🙂

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