così lunedì

La giornata è calda, il sole brucia quando le nuvole lo lasciano stare; c’è traffico ma non più del solito e, seduta ad un tavolo della Feltrinelli, comincio ad immaginare che le macchine ferme al semaforo inizino a fluttuare via verso l’alto, come tanti piccoli palloncini colorati, tutti da bucare o da dimenticare per sempre.
L’autista del 40 scuote la testa, altri due o tre centimetri e avrebbe preso quell’imbecille sullo scooter.
Lo scooter è il male: tu pensi che ti porti lontano e veloce ed invece ti fa rischiare la vita ad ogni metro, soprattutto se sei un imbecille che sorpassa un autobus in piena curva.

Qui a Roma ci sono un sacco di curve, di autobus, di imbecilli.

Chissà se quello accanto a me è uno scrittore… a me sembra di no, uno scrittore non può essere così brutto, eppure scrive. Io potrei essere una scrittrice? Io che mi sono appena fatta soffiare sei euro e novanta da un senegalese senza incisivi.

Ho comprato le favole e i racconti dell’africa nera: “Babau e altre storie”. L’ho preso quasi esclusivamente per i disegni coloratissimi che ci sono dentro: donne con grandi sederi, bambini, leoni e galli, uomini, pesci, insetti. Quella è l’Africa che mi piacerebbe vivere, quella delle favole.

Mai, mai, mai sentirsi male alla stazione Termini, mai essere sole e straniere alla stazione Termini.
Aveva una grossa pancia, come chi è abituato a bere parecchio, la borsa tintinnava di bottiglie, l’alito sapeva di alcol. Lei si era sdraiata sul divanetto del bar, noi le abbiamo tenuto le gambe, pesanti come macigni, sollevate per venti minuti.

Finalmente arrivano i medici, le fanno domande che lei non capisce, poi la sbatacchiano su un lettino e se la portano via.
Che bello dev’essere stato per lei avere Elena vicino, sentire qualcuno che ti chiama signora… non solo perché non conosce il tuo nome.

Abbiamo pagato 70 centesimi per lavarci le mani al bagno della stazione e abbiamo deciso che la giornata poteva finire così.

Poteva… avrebbe potuto.

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4 Risposte

  1. PRIMOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO…
    😛

    Mi hai fatto venire in mente una vecchia battuta…
    -Sai cosa fa una donna incinta alla stazione (Termini? 😉 )
    -Si chiede “parto o non parto?” 😆

    ahaHAhaHAhAHHAHAhHAAHAhhHHhHaahahhhaahHAHahHAhAhHahhahHahHAhHAhahAhhhahahaahAhhHahAhahhahaahh…

    Un abbraccio umoristico 🙂

  2. Poteva partire ma non era il suo treno!
    Eureka……stai bene ” Gazzella “, buona settimana!
    P.S.Marz0818

  3. E’ da molto tempo che non vado in stazione…non devo andare mai da nessuna parte…ma ne succedono davvero di tutti i colori! Ho mio cognato che ci lavora in stazione e ne sento davvero di cotte e di crude. Ciao Massimo

  4. E pensare che era solo Lunedi’! Ciao Cristy

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