sveglia con blog

E’ l’alba di un nuovo giorno, il senso è letterale: sono appena le sei. Mi sono svegliata con mille preoccupazioni, la prima delle quali è non aver scritto nulla ieri. La seconda, ma non in ordine di importanza, è un fastidiosissimo dolore al polso destro; devo averci dormito sopra tutta la notte.

E’ superfluo sperare che non piova quando si sa che in ogni caso si passerà tutto il giorno al chiuso? Forse si, uno sulle speranze dovrebbe risparmiare… c’è così tanto da desiderare al mondo!

Ieri poi, sul treno, tutta la carrozza ha partecipato al fallimento sentimentale di un miserabile qualsiasi. Uno di noi.
Lui non lo vedevo in faccia perché stava seduto alle mie spalle, però purtroppo l’ho sentito bene perché parlava al telefono così forte e così insistentemente che a chiunque risultava impossibile concentrarsi su qualunque altra cosa.

Telefonava alla sua ex ribadendo di non volerla importunare. Il povero zerbino recriminava sulla fine inspiegabile della relazione, sulla superficialità di lei… che dev’essere una signora dell’est.

Non si è capito molto di questa relazione, non si sa quanto sia durata né se fosse, come dire, “legittima”, fatto sta che è finita decisamente per volontà della donna e che lui non ne è stato per niente felice. Ciò che invece si è capito bene è l’imbarazzo generale nell’affrontare forzosamente il privato altrui.

Sbuffavamo tutti; il mio vicino ripeteva, cercando di leggere il giornale, “ma che ce frega a noi”, la mia dirimpettaia, che cercava di leggere il giornale anche lei, mi lanciava occhiate divertite.

Io avevo lasciato il libro sulle ginocchia e mi ero rassegnata ad ascoltare.

Ciò che disgusta è la mancanza di contegno forse, o l’assenza di pudore oppure l’inconscia consapevolezza che quelle stesse parole e quegli stessi sentimenti, seppure taciuti o pronunciati in solitudine, possono di fatto appartenere o sono appartenuti a chiunque di noi e la sofferenza, si sa, è qualcosa da allontanare sempre, in qualsiasi forma si manifesti, tranne che in quella raccontata dalla TV.

Annunci

7 Risposte

  1. La Tv, si la Tv ci rifletto sopra……anche lei è urlata, anche lei è ascoltata da tuttl…..ci devo riflettere a più tardi.
    Salvatore

  2. Capita, è capitato anche a me di disperarmi, soffrire, piangere, umiliarmi…
    Non condanno, solidarizzo.

    Un abbraccio sonocosedellavita 🙂

    P. S.
    Guai a te se adesso mi scrivi che facevo “lo zerbino” anche io!
    👿

  3. lui soffriva evidentemente quindi gli altri non esistevano, esisteva solo lui e la sua disperazione…

  4. complimenti scrivi sempre tutti i giorni cavoli che idee e fantasia..!!!se passi da me c’è sorpresina..!!!

  5. Tv = Tu = Condizionamento celebrale.

  6. Purtroppo la gente non si rende conto di essere il più delle volte fuori luogo e inopportuna.

  7. Già. Il dolore degli altri appare sempre quasi fastidioso, a tratti ridicolo. Perché sappiamo quanto fa male, e preferiamo ignorarlo un po’.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: