Archive for aprile 2008

riposati piuttosto
aprile 30, 2008

Oggi ho visto Borat e poi anche the snapper.

Il giudizio sul primo è che risulta lieve pur essendo greve. E’ una comicità solo apparentemente elementare e finisce per essere un documentario sull’America più affidabile di quanto la trama strampalata faccia credere.

Sul secondo dico solo che Stephen Frears è uno dei miei registi preferiti e nel 1993, con questa storia semplice sulla famiglia e sulla provincia raccontata da Roddy Doyle, ha creato proprio un gioiellino.

Per il resto ho fatto la massaia.

Alle 13.30 mettevo la panna sui tortelli alla zucca mentre mamma mi aggiornava sulle novità di beautiful e mi rassicurava il fatto di non aver perso molto dall’ultima puntata.

Poi ho scoperto che mia madre ha comprato un ombrellone da giardino senza consultarmi ed ho capito che in qualche modo,forse… comincia a considerarmi una inquilina di passaggio.

 

Si… io
aprile 29, 2008

La gestione del tempo è un problema fondamentale.

Me lo ripeto di continuo, da quando mi sento schiava del treno e non so quando potrò andare in palestra e vedere quella cosa in TV e poi ad un tratto mi fermo e dico: “proprio io penso al tempo come problema fondamentale? Io che tutti giorni parlo alla gente di quei trenta milioni di persone nel mondo che non hanno una casa, che hanno perso la famiglia, che hanno passato l’infanzia a fare il bambino soldato?”

Si… io.

Come al solito mi dimentico di quanti colori è capace di generare un prisma trasparente quando incontra la luce, di che giochi emozionanti fa il vento con le dune o con l’erba alta e di quanto è buona l’acqua quando hai veramente sete.

Il mio problema è fondamentale, ma non riguarda la gestione del tempo.

Roma oggi
aprile 29, 2008

Sto andando a Roma, un quarto d’ora e sono fuori di qua.

Chissà come troverò questa città oggi, se in festa o annoiata come sempre, conscia di non aver scelto anche stavolta.

Sai cosa? In un altro paese Alemanno non avrebbe neppure concorso alle elezioni a dirla tutta, perché quando perdi una volta hai perso per sempre e l’ha insegnato gente come John Kerry o Al Gore. Invece in Italia no e nonostante tutto si esulta come se quella contro Rutelli fosse stata chissà che vittoria.

E poi quel sospetto gravissimo sull’episodio della violenza alla ragazza nella stazione della Storta è una brutta faccenda a cui però non si è dato nessun peso; ma pare non si dia nessun peso neppure ai saluti romani di cui più di qualcuno faceva sfoggio ieri in Campidoglio 

prendila così… non possiamo farne un dramma
aprile 28, 2008

Quindi, come dicevo, mi hanno rubato il telefono e appena me ne sono accorta, la prima cosa per cui mi sono rammaricata è stato il numero, un numero che avevo ereditato da papà e che mi sarebbe dispiaciuto perdere. Poi invece ho riflettuto e, nonostante la mia ignoranza in merito, ho capito che quel numero l’avrei recuperato.

Però, mentre a me rubavano il cellulare e mi stupivo del furto di un aggeggio inutile come quello, a mio padre rubavano la piantina di rose sistemata sulla lapide. Con il vaso, si intende.

 

Si intende, certo.

 

A dire la verità io proprio non capisco, non ci arrivo. 

Al Ladro!
aprile 27, 2008

Allora.

Allora e punto a capo.

Maledizione, una cento mille a chi mi ha rubato il cellulare. Un calcolo renale.

Tu che leggi, probabilmente non ho più il tuo numero. Diciamo certamente.

senza titolo
aprile 26, 2008

E’ tardi e anche se è  tardi solo relativamente trattandosi di giorni di festa o comunque di situazioni più o meno affini alla festa, per me è veramente tardi.

Se non sono già a dormire è solo per colpa della voglia di scrivere qualcosa prima che sia già domani,che si spenga anche la luce della lampada che mi tengo vicino al letto per compagnia o scaramanzia.

Questo è stato un giorno lungo ed avrei voluto che nel mio piccolo m’avesse liberata da qualcosa ed invece mai come oggi mi sono sentita vittima di una serie di imprevisti fastidiosi ai quali mi sono adattata male e dei quali,quindi, ho sofferto particolarmente.

Eppure ho paura che un giorno potrei rimpiangere questo tempo vivace e a suo modo spericolato e potrei rimpiangere chissà perchè, persino la lentezza proverbiale del mio mac stasera; mi conosco.

In oltre ho pena per quei poveri papaveri sul ciglio della strada, che non sanno se sbocciare o rinunciarci fino a tempi migliori, rimandando a destinazione ignota,  a tempi a contratto indeterminato.

Fa freddo per i fiori, fa freddo anche per me.

E poi c’è Brigida
aprile 24, 2008

Che ha finito di leggere un libro e domani ne comincerà un altro.

Che adesso guarda AnnoZero e che ogni sera aspetta di addormentarsi vedendo qualcosa di bello.

Che impreca sotto quella pioggia che oggi l’ha colta all’improvviso, praticamente in ciabatte sui sanpietrini viscidi. Che sul 40 tratteneva il respiro sotto l’alito puzzolente d’alcol di quei due. Che non sa da che parte ricominciare e dove andrà a finire.

Che domani deve prendere un altro treno e che domani si sveglierà anche prima di oggi.

prima di andare
aprile 24, 2008

Mi rendo conto di scrivere, a volte, cose banali, di nessunissima utilità, ma succede alla gente comune di combattere contro piccoli problemi come se fossero montagne da scalare e io non faccio eccezione.

 

Oggi per esempio mi sono cambiata cinque volte perché le prime due volte sentivo troppo freddo, le ultime due sentivo troppo caldo e adesso, con l’attuale soluzione, spero di aver vinto la lotteria del meteo.

 

Tra l’altro ho un problema con un pantalone appena acquistato al quale, mi sono appena accorta, non hanno tolto l’antitaccheggio; quindi domani mi toccherà tornare di corsa al negozio e farlo rimuovere oppure dovrò imparare a farlo da sola, ma prevedo disastri.

 

Mancano pochi minuti al mio treno, mi preparo ad un’altra giornata via di qua.

1, 2, 3, 4…
aprile 23, 2008

Devo inventarmi un modo per fare soldi con le ragnatele.

In treno sto lì che mi scervello a pensarci ma niente e allora mi dedico alla lettura.

Nannarella è un libro bellissimo e non so perché Anna Magnani mi affascina così tanto. Forse perché  lei è il cinema tutto intero ed è il teatro. Lei era grande, è la più grande.

Ora devo inventarmi un modo per dormire, conterò le ragnatele

 

mamma guarda che non mi diverto
aprile 22, 2008

Torno a casa dopo una giornataccia, perché è sempre una giornataccia e non trovo lei, non trovo niente da mangiare, non trovo pace.

I gatti mi miagolano in faccia e mi sembrano pure loro arrabbiati contro un mondo che si dimentica di nutrirli e che si ricorda benissimo, puntualmente, di chiudergli la coda nella porta… come se quella coda lunga fosse colpa loro.

 

Da quando ho visto quel capolavoro di Ratatouille poi, non me la sento più di incoraggiarli a catturare topi.

 

Solo adesso scopro che al grande fratello ha vinto Mario e che seconda è arrivata Teresa, quindi penso, menomale che burino è bello e che alla gente piace, me ne ero accorta già alle elezioni.