giallo

Le elezioni non finiscono mai, come gli esami, come le lotte con la bilancia, quelle con lo specchio e persino certi amori.
Però mentre si consumava il sacro rito della preparazione alle urne, mentre ognuno di noi nel suo piccolo pensava a come dare il suo contributo al paese, qualcun altro rimuginava sulla propria esistenza e pensava di porvi fine.

Poi una mattina ha preso la macchina e la pistola di ordinanza, ha raccontato una bugia ai familiari, è arrivato qui, nel paese dove aveva lavorato per anni come carabiniere e “pum” si è sparato un colpo al cuore.

Suicidarsi con un colpo al cuore è forse diverso dal farlo con uno sparo alla tempia o in bocca o con dei sonniferi? Il modo in cui decidi di morire rivela forse qualcosa di te, oppure no?

Il fatto non manca di destare scalpore e biasimo, tanto più che la vicenda pare in qualche modo legata a quella mai chiusa che riguarda l’omicidio di Serena Mollicone.

Il suicida allora, in qualità di carabiniere, aveva avuto un ruolo importante nelle indagini, indagini da subito nell’occhio del ciclone perché condotte, a detta di molti, in modo superficiale e addirittura sospetto.

Solo pochi giorni fa il brigadiere era stato di nuovo interrogato in merito all’inchiesta su Serena che è stata riaperta con la speranza di arrivare finalmente alla verità.

Ora le voci sono molte; qualcuno dice che gli si è voluto tappare la bocca, qualcun altro ipotizza un omicidio.

I fatti per adesso ci hanno mostrato grande perizia nelle ricerche autoptiche e nelle indagini, forse si è memori della disorganizzazione che colse le forze dell’ordine quando morì Serena e forse si è consci del fatto che nulla può e deve essere trascurato dal momento che una realtà sotterranea e mai riemersa c’è e si tiene stretti i suoi segreti, insieme al nome di un assassino.

Annunci

2 Risposte

  1. Leggerti fà male quanto il male che si allontana con la pistola di ordinanza……..sino a riavvicinarsi al tuo cuore, devastandolo, anche se era il suo ad esplodere.
    Triste Notte.

  2. Se le indagini sulla morte di Serena hanno avuto degli sviluppi decisivi, lo si deve anche al brigadiere Tuzi, che nonostante alcuni dei suoi colleghi depistassero in modo scandaloso, continuò a lavorare tenacemente affinchè il vero assassino di Serena e i complici che lo aiutarono ad occultarne il cadavere venissero individuati. Questi personaggi hanno davvero i giorni contati. Serena finalmente avrà giustizia.
    Questo grazie anche al brigadiere scomparso. Che possa riposare in pace.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: