domani, una fredda mattina di maggio

Salgo le scale senza fiato e grido giù: “domani parto presto, ma non serve che ti svegli!”

Tanto lo so che si sveglierà… si sveglia sempre.

La vedo che si trascina in pantofole con gli occhi appiccicati ed un ciuffo di capelli completamente fuori controllo, sposta una sedia, poi un’altra, a tentoni va verso la macchina per il caffè e comincia la sua mattina mentre io faccio partire la mia con il motore della macchina.

“domani parto presto, ma non serve che ti svegli!” ho un nodo in gola dalla tenerezza. E dalla tristezza.

Farò tutto per bene, così come devo fare, ripeterò i gesti e le parole a memoria sperando in un po’ di fortuna. Leggerò durante il viaggio e non penserò.

In un mondo perfetto potrei sperare in un sorriso o una carezza, ma questo non è un mondo perfetto.

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Una Risposta

  1. PRIMOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO…
    😛

    Non lo è, infatti. 🙄

    Facciamo così, dai: il sorriso te lo mando io… 🙂
    …per la carezza, beh, risolviamo un problema al giorno, su. 😉

    Un abbraccio chisicontenta… 🙂

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