Archive for giugno 2008

sanpietrini
giugno 30, 2008

-uno che ti vuole bene, ti vuole bene e basta!

-uno che ti vuole bene, ti vuole bene, e basta?

Annunci

Country Fair della Ciociaria
giugno 29, 2008

Il sole tramonta ogni giorno, più o meno rosso, più o meno grande, ma quando il cielo viene squarciato dal volo nervoso di un rapace che fende la luce del sole, la prende con gli artigli e la riporta a terra, dritto sul braccio di un uomo, allora il tramonto non è più quello di ogni giorno.

C’è qualcosa nel volo dei rapaci che richiama al sacro, qualcosa che stimola l’essenza più nobile dell’animo umano.
Questo ho pensato oggi, mentre il sole tramontava su Fontana Liri ed il falco cercava il braccio del suo addestratore lanciandosi in picchiata dall’alto.

C’è poi il fascino misterioso del rapporto che si crea tra l’uomo e la creatura silenziosa, fatto di cosa? Sarà amore? Sarà rispetto o solo gratitudine?

Se il falco è un guerriero, il barbagianni è un alto prelato, bianco e dorato, il volto bonario, dono ideale per le dame in procinto di sposarsi.

I cani cercavano i tartufi, i fucili sparavano ai piattelli o ai cinghiali finti, i cavalli si inchinavano agli applausi del pubblico, la musica texana, gli intrecciatori di canestri, le donne sul balcone a fare l’uncinetto e la polvere della pista si alzava sulle teste di tutti noi.

Ero davvero a dieci chilometri da casa mia?

Estate, io
giugno 28, 2008

Ciclicamente, cicalamente, formicalmente.

Serramenti e impiantistica sono tutti da rifare… la copertura lascia a desiderare, se solo piovesse mi pioverebbe dentro.

Ci sono da aggiustare delle perdite di fantasia, così, un po’ dappertutto.

Efficiente il locale lavanderia.

Doccia
giugno 27, 2008

Mi addormento quasi sempre dopo Zagarolo, il collo mi fa male, non voglio che la gente mi guardi mentre dormo. Non voglio che la gente mi guardi. Punto.

Mi sveglio quasi sempre presto, insomma troppo presto, mai abbastanza da dire ecco, sono quasi arrivata.

Poi tic-tac, il telecomando apre la macchina, la vedo bianca come una nuvoletta lontana, mi brucio le mani con il volante, accendo l’aria condizionata e spero che la cervicale non se ne accorga.

Casa è qui, il primo piano è fresco e profumato di detersivo per pavimenti, le camere da letto invece sono l’anticamera dell’inferno.

Ci vuole, fredda, magari solo qualche minuto ma ci vuole… fredda, l’ho già detto e quanto l’ho pensato. Proprio fredda.

donna di strada
giugno 26, 2008

L’aria condizionata è una grande invenzione.

L’acqua fresca non è un’invenzione, ma è ugualmente grande.

Io mi alleno o comunque cammino, cammino quanto e quando posso sudando in città, sudando molto in paese.

Del resto io preferisco il caldo al freddo, l’ho detto mille volte in inverno e non me lo rimangio ora… nemmeno a 40 gradi.

Cammino e mi alleno per raggiungere Santiago, leggo la guida, immagino, moltiplico le incertezze, sottraggo le preoccupazioni e cerco di portare il conto in pari.

Intanto lavoro, prendo il solito treno, aspiro alle stesse cose di sempre. O forse no.

Cum adprobatione ecclesiastica
giugno 25, 2008

Mi è arrivata la credencial!

E’ come se il cammino fosse già cominciato.

Ricevere la credencial per posta fa un certo effetto… avrei potuto richiederla alla prima tappa del cammino ma ho pensato di avvantaggiarmi; ho mandato una e-mail alla confraternita di San Jacopo di Compostella, aspettavo ancora una risposta e invece mi è arrivato direttamente questo documento che sarà mio compagno di viaggio durante le tappe che da Saint Jean Pied de Port mi porteranno a Santiago o ancora oltre, fino a Finisterrae.

Ciao e arrivederci
giugno 24, 2008

ah, che bello!

domenica ho comprato le scarpe e i calzini, sabato mi era arrivata la guida e ora cerco lo zaino… piano piano sto andando verso il cammino.

Il cammino di Santiago è un’idea fissa non so da quanto, ora è arrivato il momento di andare, anche se da sola.

Marco non può venire con me, anche se dice che vorrebbe e io gli credo. Del resto un mese di ferie lui non può proprio prenderselo… e chi può? Solo io, con la testa calda che mi ritrovo e la mia situazione contrattuale.

Durante il cammino c’è una croce, si chiama “la croce di ferro”. Alla base della croce i pellegrini lasciano una pietra. La pietra rappresenta il proprio fardello personale che si abbandona lì e lo si affida anche, come cosa preziosa.

Io so cosa rappresenterà la pietra che porterò.

—————————————————————–

Mi hanno detto che il libro di papà piace molto e che c’è gente che lo vorrebbe leggere.

Mi riempie di gioia per lui, mi pare di vederlo orgoglioso, con quel sorrisetto che prelude a qualche battuta sarcastica o di scherno.

—————————————————————–

Voglio saperne di più sulla canzone di Gianluca Grignani. Dalla prima volta che l’ho sentita ho pensato parlasse della droga, non so perchè.

Lucci
giugno 23, 2008

Ma dai, allora è vero che si aggira spesso da queste parti! Me l’avevano detto in tanti: “si, passa sempre di qua in bicicletta”, io però non l’avevo mai incontrato prima di oggi.

Erano più o meno le dieci e trenta, l’aria era afosa a campo de’ fiori come in tutto il resto d’Italia. La iena aveva un cappellino in testa e soprattutto non indossava una cravatta nera. Si era messo seduto proprio comodo e aveva lasciato i piedi su una sedia; sul tavolino del bar aveva sparpagliato una pila di giornali, con in capo la repubblica, due o tre paia di chiavi, qualche telefono ed una agendina rossa.

Io passo, gli lancio uno sguardo divertito e camminando esclamo: “bella la vita eh!”
Lui ribatte “eh si e a te come ti va?”
Io non mi fermo… penso “ecco, ora mi prenderà in giro tutto il tempo”, dico “insomma”
Risposta sbagliata, la iena mi grida dietro “perché, che problema c’hai? Vieni qua!”

Torno indietro e rettifico “ma no, fa caldo e devo lavorare”

Da qui si è chiacchierato del più e del meno, non è mancato il “di dove sei?”

-“provincia di Frosinone”
-“che paese?”
-“Arce

… “mi nonna era di Filettino.”

Mi dice che il bar è il suo ufficio, che il programma torna a settembre che … non ricordo, qualche altra cosa deve avermi detto.

Bene.

Bella chiacchierata, il micetto spelacchiato taglia la corda… di fronte ha pur sempre una iena.

sport ai castelli
giugno 22, 2008

Qui alla mia postazione solitaria arrivano urla e gridolini di eccitazione e impazienza. Gioca la Nazionale di calcio.

Io non solo non guardo la partita, ma  assaporo tutto il retrogusto delle gare di atletica che ho visto disputarsi oggi nel campo sportivo di Velletri.

A dominare sono state le gazzelle Keniane, ma c’erano atleti impressionanti dal Mozambico, dal Marocco e anche gli italiani si sono difesi bene.

Questi sportivi fanno sacrifici impressionanti e per il grande pubblico sembra che non esistano. Non per me.

La giornata di oggi mi ha rigenerata e mi ha fatto tirare il fiato da una settimana stressante.

E’ bello applaudire mentre qualcuno corre verso il traguardo con tutta la forza che ha.

E’ bello pensare che possiamo tutti arrivare al nostro traguardo e non importa essere necessariamente i più veloci… qualcuno ci batterà le mani comunque.

Ma
giugno 20, 2008

Forse è un problema mio, della mia sensibilità o della mia debolezza (tra l’altro ancora non ho ben capito il margine preciso tra le due). Forse è una mia colpa, è connaturato al mio peculiare modo di essere… che probabilmente è sbagliato.

Ma mi mancano le tue idee e le opinioni, il tuo punto di vista, la tua risata. Mi manca proprio tutto di te. Forse è infantile.
Mi manchi ancora come il primo giorno anzi di più. Il primo giorno ti avevo perso da un giorno solo, ora ti ho perso da tre anni e non mi abituo all’idea.

Sei perplesso? C’è un “ma” appena dopo il punto e so bene che non dovrebbe esserci.

Ma non so se sai che ho sempre pensato che il “ma”, appena dopo un punto, acquistasse una potenza che una virgola, con tutto il rispetto, non potrà mai dargli.
Sono d’accordo con me tanti autori, credo. Ma che importa a questo punto?

A questo punto, proprio a questo punto io contrappongo un “ma” che sa di speranza come a dire che “sei morto”. Ma io continuo a parlarti. Ogni giorno.