Santi e Divi

Oggi devo scrivere di due eventi che hanno monopolizzato la giornata; sono piccoli eventi accaduti in posti piccoli a gente che ha una vita piccola, anche se non se ne lamenta.

Il santo patrono del paese è venuto a farsi un giro nella mia contrada. Per l’occasione i miei vicini di casa – tutti – e mia madre, con i miei zii, si sono prodotti in una delle più memorabili gare di cattivo gusto e pacchianeria che cervello umano ricordi.

I cento, cento cinquanta metri che ho percorso per ritornare a casa mia, ora sono un tripudio di coccarde e bandierine e palloncini multicolori di cui spero almeno il santo sia rimasto soddisfatto, perchè a me fanno orrore.

Io non c’ero. Un po’ sapevo che non ci sarei stata, un po’ ho fatto di tutto per non esserci.

Le processioni, gli spari, le statue portate in giro su e giù per il paese, mi sforzo di associare tutto ad un sentimento di tenerezza per il folklore e le tradizioni di un tempo, ma alla fine riesco a pensare ad una cosa sola: l’idolatria.

In ogni caso rimane valida la mia convinzione che ogni scusa è buona per fare festa, ma ognuno evidentemente ha le sue feste e oggi non è stata la mia.

Poi ho visto il Divo, ho visto Il Divo proprio mentre il Santo veniva portato a spasso per il paese e la gente lo acclamava e intonava canti.

Non so perchè, ma avrei applaudito già dopo il primo minuto. Certe volte si capisce già dopo il primo minuto se il film ti piace oppure no. L’unico inconveniente è che da quel punto in poi avrai sempre paura di rimanere deluso da un momento all’altro.

Il Divo però è un film che quando le luci si accendono per l’intervallo, ti dispiace e alla fine, anche alla fine ti dispiace.

Sorrentino ha studiato tanto, deve aver fatto un lavoro enorme di ricerca sui dettagli che per fortuna è stato ricompensato dalle critiche positive che ha ottenuto la sua opera.

Il mio sguardo sul film è stato quello di una persona preparata, che ricordava, che conosceva e non riesco ad immaginare come possa aver vissuto il film qualcuno che non sapeva di cosa parlasse realmente e chi fosse quella persona accovacciata in un cunicolo davanti ad una bandiera con la stella a cinque punte che con la sua voce fuori campo lanciava non accuse, ma condanne ad Andreotti, le uniche che abbia mai ricevuto.

Credo che chi conosce la storia, si goda il film molto più di quanto possa fare uno sprovveduto. Ma del resto la conoscenza paga spesso… anche se non sempre.

Advertisements

There are no comments on this post.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: