lingue e letterature straniere

Cosa ci fa un ucraino ubriaco sul treno? Semplice, sale e si siede proprio vicino a Brigida.

Un ucraino ubriaco che pretende di parlarmi nella sua lingua, che beve una specie di tavernello taroccato, che probabilmente non si lava da quattro o cinque anni a giudicare dalla puzza , che si crede Adriano Celentano, l’artista, che sbraita contro qualsiasi donna (tranne me per la verità) chiamando ognuna “kurva”, gentile appellativo per meretrici e accompagnatrici licenziose.

Io leggo “Brigate rosse, una storia italiana”, l’intervista di Rossana Rossanda e Carla Mosca a Mario Moretti; il mio libro tosto non ha nessun potere su di lui che continua a pretendere di parlare… naturalmente in una lingua che non conosco, tranne che per gli epiteti coloriti che riguardano meretrici e accompagnatrici licenziose.

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4 Risposte

  1. ussignuuuuuurr!

  2. Ciao, sono passato di qui per caso.
    Propio oggi quando tu scrivi questo bell’intervento.

    Non ho letto molto di quello che hai scritto, a dir la verità poco o meglio nulla, perchè tu scrivi e scrivi tanto, mentre io leggo ma leggo poco.
    Oggi parli di un “barbone” mentre tu leggi quel “tuo libro tosto”, ma ignori che la “tua” condizione di vita non corrisponde alla sua. Leggi cronaca nera ma ti meravigli che un ucraino dia della “sgualdrina” a chiunque veda. Critichi il suo odore come se lui ne fosse contento.

    Comunque, non sono qui per criticare te ma per darti un consiglio.
    Ti consiglio di leggere Uno, Nessuno e Centomila di “L. Pirandello” o “La Giara”, allontanandoti dagli omicidi italiani forse riuscirai a vedere diversamente un uomo che oggi si trova solo, dove nessuno parla la sua lingua madre, costretto ad emigrare come una rondine. Abbandonatosi all’alchool perchè è l’unica cosa che gli rimane.

    Cordialmente, Mauro.

  3. Mauro caro, quei libri li ho letti, insieme a molti altri.
    riesci benissimo a capire lo stato d’animo di un uomo solo, ma non quello di una donna che deve gestire un ubriaco.

    Io ho rispetto della storia di quell’uomo e delle sue sofferenze, d’altro canto però poteva essere pericoloso e spiacevole per me e questo è quello di cui ho scritto… era una storia fra tante e non sociologia.

    p.s. spero di non aver scritto troppo per te 🙂

  4. Karl Kraus disse:
    “Che cosa disgustosa uno scrittore che legge! Sarebbe come un cuoco che mangia.”

    Comunque forse avrai un visitatore in più tra la tua nicchia letteraria. 😀

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