Archive for agosto 2008

VACANZE BUONE
agosto 31, 2008

 

 

sabbia e mare, villaggio, animazione, animazione, animazione.

Animazione eccellente. Non pensavo mi importasse, anzi, all’inizio mi indisponeva un po’, poi invece non ne sapevo più fare a meno.

Ho fatto canoa, acqua gym, aerobica, balli di gruppo, balli di coppia (senza Marco… lui ama troppo la matematica per reggere i conti della salsa).

Niente menù vegetariano, ma dopo un mese di tortilla de patata ci può stare.

 

Posti, persone, cose
agosto 24, 2008

Parto ancora. Partire mi piace perché mi piace tornare, forse. Mi piace tornare, stare non mi piace. Se sto troppo a lungo allora poi mi fa paura anche partire.

Parto domani per il mare. Una cosa che mi fa paura c’è: il navigatore. Io sono il navigatore con il navigatore, lui non sbaglia mai, impossibile, ma io si e guai a me se sbaglio, non devo sbagliare.

Se sbaglierò domani mi impegno formalmente in un patto: butterò dal finestrino il navigatore e chiunque osasse fiatare sul mio errore. Non tollererò intolleranze.

Ho riversato dieci chili di cose in valigia, tanto non me la porterò in spalla per un mese, crepi l’avarizia.

Al lavoro chiedono di ricominciare due giorni prima… no, grazie. Impossibile. 

Ricominciare a lavorare? Non riesco nemmeno a pensarci, eppure ne avrei voglia se non fosse per quel lato noioso, deprimente, claustrofobico, oppressivo e logorante. Ne avrei voglia, non scherzo. Per rivedere Chiara, Elena, la pancia di Azadeh, per raccontare per la milionesima volta il mio cammino e dire che “è stupendo ragazzi, fatelo anche voi, facciamolo insieme la prossima volta”.

Tanto poi non partirà nessuno, tranne me. Forse.

Intanto io parto domani… per il mare però.

bracciali, orecchini, borse… non c’è niente di normale in me, figurarsi fuori.

 

Dici?
agosto 23, 2008

Sono qui da due giorni e mi sento abbastanza rilassata nonostante le traversie quotidiane a cui la routine del cammino mi aveva sottratta.

Il fatto che casa mia sia piena di gente in ogni momento della giornata e che io per questo non abbia più i miei spazi non mi sconvolge più come prima.

Con Marco poi eravamo rimasti d’accordo che al mio ritorno saremmo partiti per una settimana al mare insieme, ma nonostante abbia avuto circa un mese per farsi almeno un’idea di dove andare, io sono tornata e lui brancolava ancora nel buio.

L’unica certezza è che io lunedì torno al lavoro…

Adesso sono sul divano rosso, quello a cui pensavo sempre mentre scalavo montagne o scendevo discese ripide, mentre battevo sentieri polverosi e mi bruciavo la pelle al sole nelle mesetas.

Il divano rosso è… l’altra unica certezza che ho.

Fa niente tutto il resto, fa niente.

Caldo Gallego
agosto 21, 2008

 

L’alta impresa è già compiuta.

Più che altro è stato un lungo sogno vero.

Siccome è impossibile spiegare o raccontare con esattezza, lascio che le immagini fissino le tappe con una puntualità che le parole non saprebbero raggiungere… 

mancano tanti colori, tante forme e gli odori, manca il sapore di qualche lacrima e la musica delle risate che però ripongo nella parte migliore di me, in attesa di capire di più.

Per fortuna che l’ho fatto questo cammino e che non ho avuto nessuna paura.

 

* Il caldo gallego è una minestra tipica della Galizia. Io non l’ho mai assaggiato, ma l’ho usato come titolo per rendere l’idea di un insieme saporito di ingredienti.

Santiago e ritorno
agosto 19, 2008

Oggi ho rivisto Yuri!  L’ho vista nel mio albergue, mentre io scendevo giu’ a prenotare il letto per un’altra notte. Lei era li’ e le ho bussato sulla spalla.

La mia compagna di viaggio dal primo giorno, quella che poi ho perso e ritrovato e perso ancora. Siamo andate alla messa del pellegrino, tra l’altro oggi hanno fatto andare anche il bota fumeiro.

Poi c’era Chilla, l’ho accompagnata a prendere la sua compostella, era commossa e stanca.

Anche Gabriele c’era, l’ho trovato felice. Abbiamo mangiato tutti insieme e tanto insieme. Il mio piatto in particolare era strepitoso!

Domani parto, mi godro’ l’ultimo giorno in piazza a veder arrivare gente con lo zainone addosso, i bastoni, le conchiglie e gli scarponi macinati dai chilometri di polvere, fango, sassi e asfalto.

Ma che bello e’ il cammino, che belli questi giorni a Santiago… forse c’e`solo un po’ di tristezza, di malinconia per quelle mattine fredde, passate a rodare la strada con la torcia in mano alla ricerca delle frecce gialle.

Spero di rivedere Thomas, Stephan, Nico, Cuba, Fabrizio, Claudio, Jasmine, Cat e Mark domani, dovrebbero arrivare.

Senno`fa niente; non li dimentichero`mai.

modalita’ cammino
agosto 18, 2008

Il cammino e’ finito. Ieri.

Sono arrivata a Santiago verso le nove, con calma. In piazza c’era pochissima gente, l’aria profumava di cafe’ con leche e di cornetti caldi.

Ho pensato a come entrare a Santiago, se da sola, con altra gente o cosi’, come capitava.

Alla fine ho aspettato Mattia, ci siamo fatti l’ultima tappa insieme, abbiamo comprato la colazione e siamo entrati a Santiago molto rumorosamente.

Lui continuava a battere il suo bordone a terra evocando un certo Pablo, amico suo.

Io pensavo ai chilometri che avevo sotto le scarpe e pensavo che quella piazza, quella piazza era mia.

Abbiamo preso la compostella, siamo andati a trovare un posto dove dormire e poi abbiamo visitato la cattedrale.

Nel frattempo la gente continuava ad arrivare ed erano abbracci e sorrisi tra tutti.

Oggi sono andata a finisterra con l’autobus: tre ore ad andare e tre ore a tornare… non ero piu’ abituata a tanto ozio.

Domani mi mettero’ ad aspettare, qualcuno che conosco arrivera’ e non vedo l’ora di dargli il benvenuto.

Poi tornero’ a casa e provero’ a digerire questo mese con equilibrio, stando attenta a chi mi sara’ vicino, perche’ mi ci vorra’ un po’ per riassestarmi su una modalita’ diversa.

l’arcobaleno tra le nuvole
agosto 15, 2008

Sara’ per la stanchezza, sara’ perche’ ho passato un mese fuori di casa, fuori dall’Italia e praticamente fuori da tutto che ora mi viene da pensare automaticamente à cose impossibili. Raccontare il mio viaggio a papa`e`una cosa impossibile eppure mentre cammino, spessissimo mi vedo li’, in camera sua… che tra l’altro ora e’ quella mia, a parlargli delle mesetas, del freddo dell’altro giorno e del momento in cui ho detto: guarda se devo morire in questo cazzo di paese sperduto in galizia.

L’altro giorno ho sofferto tanto per una infiammazione al ginocchio, avrei voluto fermarmi dopo 30 km ma non c’era posto da nessuna parte e cosi`ho continuato per altri cinque, ma niente, ho dovuto dormire per terra, nel sotterraneo di una abitazione, al freddo.

Con me c’era Pau, lui sorride sempre, ha visto la vita e’ bella di Benigni e ripete sempre che la vita e’ meravigliosa. Aveva il sorriso sulle labbra persino mentre mi raccontava che la sua ragazza l’ha mollato…

Ieri mi sono fermata a Palas de Rei, nel municipale. C’era Andy, che la prima volta che l’ho visto ho avuto paura fosse un maniaco, la seconda l’ho visto mimare un incontro di boxe con Andrea, che fa lotta greco romana e la terza cantava e ballava una canzone dei prodigy. Poi mi ha detto che insegna arte e che dipinge, ha fatto un ritratto a Massimo, e’ veramente bravo.

Ieri ha dormito tutto il tempo, come me. Del resto la notte prima era rimasto senza posto anche lui.

Il fiume scorre, domani o dopodomani al massino io arrivo a Santiago.

Giunta li’ mi siedero’ da qualche parte e sorridero’ vedendo arrivare gli altri; quelli partiti con me, quelli incontrati, quelli che si sono aggiunti all’ultimo e, come dicevo a Carlo, credo che piangero’.

Oggi ho conosciuto Mattia, un ragazzo di Milano che ha un tatuaggio che mi piace: un arcobaleno che sta come un ponte tra due nuvole minacciose. Mi fa pensare a quello che succede durante il cammino e forse durante la vita intera.

Vado a fargli una foto prima che me ne dimentichi.

Ne ho fatte poche di foto, tanto tutto questo e’ indimenticabile.

adelante
agosto 12, 2008

Lucita e`qui vicino, e’ l’hospitalera, parla al telefono con Elvira, qualcuno si fa un caffe`, io conbatto con il pc piu’ lento del mondo.

Oggi ho fatto 42 km, sono a Tricastela e ho un letto sul quale dormire. La cosa su cui tutti contiamo nel cammino e’ il letto, subito dopo la fiducia incondizionata che riponiamo nei nostri piedi.

Oggi ho lasciato anche il gruppo dei modenesi. Sono nove km in dietro e non so, se sono bravi domani mi raggiungono, ma se sono brava io li perdo fino a Santiago.

Tutto dipende da quanto dormiro’ stanotte, da quello che mi diranno le gambe domani.

In ogni caso grazie a Stefano per tutti quei discorsi sui gelati e la cioccolata calda che ci siamo presi oggi sulle pendici di O Cebreiro. Grazie ad Andrea per aver cucinato, grazie a Massimo per avermi avvertito ogni volta che doveva fare pipi’ e grazie a Jacopo, così.

Ora ripenso alla tappa di oggi, dura, piena di salite e discese e le aquile che ci guardavano mentre giocavano col vento in modo strano, esibizioniste rapaci.

Domani e’ un altro giorno, un’altra tappa, chilomentri ancora.

Mi chiedo dove sia Gabriele, il piccolo Masai di Milano, che in ogni giornata trovava la sua piccola fortuna: un cespuglio di rosmarino, dieci centesimi, una mandorla, un biglietto aereo.

Ultreya!

in cammino, io
agosto 8, 2008

E`ora di aggiornare. A questo punto del mio viaggio devo proprio scrivere qualcosa. Nei giorni scorsi sono stata costretta a rubare una penna per poter mettere nero su bianco alcune cose che ritenevo necessario fissare… almeno in quel momento.

 

Sono passati piu`di 15 gioni in cammino, nel senso letterale.

La prima settimana e`stata meravigliosa, gioiosa, intensa. Ho conosciuto un gruppo di persone allegre che mi hanno contagiato una grandissima energia. Camminare con loro e`stato importante.

Poi li ho lasciati. Io sono andata avanti di 5, dieci, quindici chilometri… poi sempre di piu’. Non scappavo, semplicemente andavo avanti, anche se il dolore era equivalente a quello di una fuga.

Ho mandato un messaggino a Nicola lingraziando lui, Claudio, Fabrizio, Jasmine, Cat, Pedro, Mark, Ruben, Catrina, Eyon per aver condiviso con me il cammino… e il vino.

E`stato un momento intenso.

Poi la strada mi si e`aperta davanti: nuove facce e nuovi paesaggi e le grandi citta`. Ho sorpassato Burgos e adesso sono a 35 km dopo Leon.

Mi mancano 300 km e spiccioli a Santiago e tutto questo con due brutte storte sulla caviglia destra.

Sono forte, me lo dicono tutti.