modalita’ cammino

Il cammino e’ finito. Ieri.

Sono arrivata a Santiago verso le nove, con calma. In piazza c’era pochissima gente, l’aria profumava di cafe’ con leche e di cornetti caldi.

Ho pensato a come entrare a Santiago, se da sola, con altra gente o cosi’, come capitava.

Alla fine ho aspettato Mattia, ci siamo fatti l’ultima tappa insieme, abbiamo comprato la colazione e siamo entrati a Santiago molto rumorosamente.

Lui continuava a battere il suo bordone a terra evocando un certo Pablo, amico suo.

Io pensavo ai chilometri che avevo sotto le scarpe e pensavo che quella piazza, quella piazza era mia.

Abbiamo preso la compostella, siamo andati a trovare un posto dove dormire e poi abbiamo visitato la cattedrale.

Nel frattempo la gente continuava ad arrivare ed erano abbracci e sorrisi tra tutti.

Oggi sono andata a finisterra con l’autobus: tre ore ad andare e tre ore a tornare… non ero piu’ abituata a tanto ozio.

Domani mi mettero’ ad aspettare, qualcuno che conosco arrivera’ e non vedo l’ora di dargli il benvenuto.

Poi tornero’ a casa e provero’ a digerire questo mese con equilibrio, stando attenta a chi mi sara’ vicino, perche’ mi ci vorra’ un po’ per riassestarmi su una modalita’ diversa.

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8 Risposte

  1. questo è un viaggio che prima o poi desidero fare.deve averti regalato un sacco di emozioni

  2. Ti ho seguita in tutti questi giorni… bravissima… non so se io ne sarei capace.

  3. A leggere i tuoi racconti questo sì che sembra un Viaggio con la “v” maiuscola.

  4. E’ come se ogni giorno camminassi un poco con te. Grazie.
    Il mio personale viaggio a Santiago lo faccio ogni giorno nel mio piccolo, spesso non serve andare “lontano”.
    Una lacrima a te, Brigida

  5. Adesso però ti fai a piedi anche il ritorno. E coi sassi nelle scarpe…

  6. Un bel traguardo, del corpo e dell’anima. Complimenti.

  7. Buon rientro e brava.
    Mai come dal Cammino torno sentendomi completamente disconnessa dal mondo. E’ come essere in una bolla in qui il tempo viaggia al ritmo dei passi a piedi mentre tutto intorno gli altri corrono. Già andare verso l’aeroporto in pullman rivedendo dal finestrino i tratti del cammino e le persone che lo percorrevano mi sembrava assurdo: ma come, due ore e mezza per coprire una distanza che avevo percorso in sei giorni. Poi pian piano ci si riemerge nei ritmi di ogni giorno. E poi arriva la nostalgia, il mal di cammino.

  8. […] e qui e qui e in giro per l’altro mio blog racconto le sensazioni vissute durante il cammino […]

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