e cammina cammina…

 

Io ho ancora voglia di ricordare, per riordinare un po’ i pensieri e anche per “chiudere” col cammino. Questa esperienza merita di essere metabolizzata con calma, merita di essere custodita bene nella memoria.

 

Non mi pento di non aver scritto un diario come faceva la stragrande maggioranza delle persone che ho incontrato.

Alcuni ne tenevano di molto belli, artistici, colorati, pieni di poesia.

Io ho rimandato la scrittura ad un momento “altro”, in cui il cammino appartenesse già al passato. Evidentemente tendo al presbitismo della mente; riesco a mettere a fuoco con maggior efficacia quando sono lontana dall’oggetto che analizzo.

 

Tra l’altro ho buona memoria quando si tratta di emozioni. Forse non ricordo i nomi dei posti in cui sono stata, ma per quello mi basta aprire la mia giuda.

 

Le sensazioni invece, quelle è come se le vivessi ancora e se le sentissi proprio adesso.

 

 

La prima cosa che ho pensato quando ho messo piede a Saint jean pied de port è stata: e ora si torna a casa, piano piano.

 

Non so se bene o male, ma questo è stato il mio modo di cominciare.

In effetti non ho mai pensato a Santiago come al traguardo, ma come ad una delle tante tappe del mio viaggio.

Forse è per questo che quando sono andata a prendere la Compostela ho affermato di non aver fatto il cammino per fini religiosi.

 

Il mio era prima di tutto un viaggio, sola, pronta a misurarmi con me stessa.

 

Quando arrivi a Santiago, la prima cosa che cerchi, istintivamente, è la cattedrale.

Anche se sei lì per sport o per senso di avventura, arrivi a Santiago e cerchi la cattedrale, forse perché – come lungo tutto il cammino – non sono solo i tuoi piedi a portarti, ma anche quelli dei milioni di pellegrini che nei secoli hanno percorso la stessa tua strada per convergere tutti nello stesso punto.

 

Poi vai a prendere la compostela, l’attestato che afferma che sei arrivato a Santiago facendo il percorso a piedi o in bici o a cavallo.

Quando ti presenti in ufficio ti chiedono di compilare un modulo, è lì che in pochi secondi devi scegliere tra tre opzioni che pretendono di riassumere i motivi che ti hanno spinto a camminare: religiosi, religiosi e altro, non religiosi.

 

Io ho scelto non religiosi. E’ stato istintivo.

Io mi faccio ottocento chilometri a piedi fino a qui e per tutto il tempo mi chiedo cosa mi abbia spinta ad andare avanti, quale forza abbia regolato i miei passi, quale destino abbia voluto che rallentassi o accelerassi proprio nei momenti in cui andavo più adagio o meno, per quale motivo ho incontrato alcune persone e lasciato indietro altre e ora, in due secondi mi si chiede di scegliere tra tre opzioni così capziose.

 

Fate in modo, piuttosto,  che la gente possa esprimere un concetto, perché se lo merita dopo tanta fatica.

 

No…

 

Del resto probabilmente è giusto così. Arrivati a Santiago tutto si svaluta.

Compra una cartolina, una t-shirt, una cavigliera con la conchiglia, abbraccia il santo, fai un giro davanti alla sua tomba e sta attento a non intralciare la fila, che quello dietro di te forse ha fretta.

La foto, la cena con gli amici di cammino, la siesta nella piazza.

 

Tutto come in un misero rituale commerciale, comune, obbligato.

 

Intanto ripenso alle cose che ricorderò per sempre: la prima mattina di cammino, quando la luce non c’era ancora e poi ha cominciato a levarsi suadente e pigra ed io ho pensato: sarà sempre così. Si, è stato sempre così.

 

L’incontro con Yuri, i dubbi davanti ai bivi, il sorriso di Stephan e le aquile o gli avvoltoi o quello che erano.

 

La prima doccia, la sensazione inebriante di essere da sola, ma non sola.

 

L’incontro con i primi amici, il distacco e l’impressione di ricominciare tutto da capo.

 

Fare una storta all’improvviso e chiederti se ce la farai ad arrivare, se domani potrai camminare e ripeterti: io il pullman non lo prendo.

 

Le notti insonni a pensare e ripensare come uccidere (in modo veloce) chi russava e non mi lasciava dormire.

 

La voglia di superare me stessa, i chilometri macinati sotto il sole facendo attenzione a non finire la scorta d’acqua.

 

Le piscine, i piedi disastrati della gente, i racconti d’amore, i racconti di dolore.

 

Le mattine di nebbia col cappuccio della felpa e poi il vento freddo che mi sbatacchiava a destra e sinistra, lui e la stanchezza.

 

Aver paura, in fondo, di capire troppo di me stessa.

 

L’antinfiammatorio e quel ponte dal quale credevo di cadere.

 

La colazione al cioccolato, buia e in solitudine.

 

La voglia di tornare o di ricominciare. Tornare indietro a volte significa andare avanti.

 

 

Mando a memoria i nomi della gente che ho incontrato e che non voglio dimenticare e che voglio sperare di rivedere un giorno, così, per caso, camminando in una delle nostre città, quando all’improvviso ci sembrerà di vedere una freccia gialla sul muro ad indicarci la via giusta da seguire.

 

 

 

Annunci

5 Risposte

  1. L’ho già detto altre volte, probabilmente è poca cosa, ma hai tutto il mio rispetto. 🙂

  2. Dev´essere una strana sensazione quando dopo 800 kilometri a piedi il traguardo perde significato. Ma non preoccuparti, l´anno prossimo vieni a piedi a a casa mia (più o meno sono 800km anche quelli), e appena arrivata ti spediremo in serra a raccogliere cetriolini

  3. Warp: ehehehe 🙂

    Oscar: fatemi fare qualcosa con le patate che i cetriolini non mi piacciono

  4. Un bel pellegrinaggio a Milano, no eh?! 😉

    Comunque il diario lo stai scrivendo adesso (online, per nostra fortuna – ndr), a modo tuo.

    Bentornata! 😀

    Un abbraccio PantaRei 🙂

  5. complimenti veramente..!!!ma da dove sei partita??o nn ce l’avrei mai fatta..!!!! 😀

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: