musica per i miei occhi

Non scrivo neanche più, guarda…

sto sempre dietro al treno, alla metro, ai colleghi, a tutto il resto fuori da me che poi trascuro i miei momenti di riflessione, le carezze ideali sulle mie guance quando si rigano di lacrime all’improvviso fissando un finestrino, le virtuali pacche sulle spalle quando inspiegabilmente tutto va bene e poi… all’improvviso ricordo.

Ricordo com’è bello digitare parole, anche poche, su questo schermo bianco.

Ricordo com’è importante per me e quanto equilibrio sa restituire ai pensieri, a quel qualcosa di indefinibile e impalpabile che gli altri chiamano anima e che io, per resistenza e manifesta ignoranza, non so spiegare.

Non faccio la vittima, perchè lo so bene che ci sono donne che mandano avanti una famiglia e hanno un lavoro dieci volte più pesante del mio eppure… non posso fare altro che esprimere ciò che sento e sento disagio.

Io provo disagio oggi. Oggi come ogni volta che mi fanno notare che il mio non è il modo migliore di fare, di vivere, di affrontare i problemi.

Oggi che penso che avrei potuto essere qualcuno di diverso.

i pensieri fanno rumore sulla tastiera, ma creano silenzio nella stanza, nonostante i ritmi ska che pervadono l’ambiente.

Mi restituiscono voglia di andare avanti e ricominciare giorno per giorno con fiducia, perdonandomi passo dopo passo un po’ di più. E’ il fatto che scrivo, sono i ritmi ska

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2 Risposte

  1. Grazie Brigida. Mi sono messo qui a commentare, circa un’oretta fa e m’è venuto fuori un commento lunghissimo… Allora l’ho salvato pure sulle bozze del mio blog e lo pubblicherò nei prossimi giorni, non so quando ci sta anche fra qualche mese. Ma in anteprima assoluta, visto che è scaturito dal tuo pensiero, dalle tue bellissime parole e visto che stavo rispondendo a te, forse in qualche modo è più rivolto a te che a tutti. Così insomma eccolo qua…
    “Scrivere. E’ un po’ come leggere. Leggere qualcosa che scovi nelle profondità e che porti a galla. Beh certo, non lo si può fare con tutte le questioni per farle leggere a chicchessia: sarebbe pericoloso, controproducente, inutile e sbagliato. Ma quando affiora quella voce – e la si sente bene quando si è da soli, in metro, in casa, in tram, nel supermarket, in ufficio, a cena con amici – e quando la si sente che chiama e vuol parlare… quanto è bella ascoltarla! D’incanto tutto assume un altro senso, invisibile ma vero: è come accendere le luci in una stanza buia – finalmente ci vedo! – e trovar quel qualcosa di così caro che avevamo smarrito tempo fa e che avevamo cercato dappertutto.

    Scrivere. E’ un dono per chi sa scrivere. E’ un dono per chi sa leggere – tra le righe e le righe stesse.

    Ma non fare delle parole i tuoi padroni: ti imprigionerebbero. Non fare delle parole il tuo fine di vita: ti perderesti. Sii libero!

    Così come direi ad un pittore di non fare dei suoi colori e delle sue tele la sua vita e la sua ragione di esistenza. Sarebbe un grosso male.

    Bensì fa della Vita stessa la tua ragione di esistere! E colora – con le parole o con i pennelli – le tue e le loro giornate, oltre che le tele e le pagine bianche che trovi sulla tua scrivania. Così comporrai la più bella opera d’arte che potrai mai realizzare – la tua stessa esistenza!”

    Un abbraccio grande, Lore

  2. Non volendo apparire retorico, oggi ti lascio solo un abbraccio…

    …Un abbraccio amicale 🙂

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