Uomini che odiano le donne?

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Ce ne sono. 

Al contrario è più raro trovare donne che odino gli uomini e che debbano servirsi del loro dolore fisico per ottenere qualsiasi sorta di gratificazione.

Sembra nell’ordine naturale delle cose che la donna si sacrifichi per dare spazio al corpo o all’ego di un uomo.

Una donna può risparmiare su qualsiasi unità di misura: meno larghezza, meno lunghezza, meno peso,meno tempo. Meno tempo, a noi ne serve meno.

Ho iniziato questo libro col solito pregiudizio sui best sellers contemporanei che è un mio limite, ormai lo riconosco.

Ho cominciato e adesso che ho finito quasi piango a lutto perché nonostante certe descrizioni un po’ cinematografiche, così come certi personaggi un po’ scontati persino nella loro presunta originalità, questo libro ha una storia avvincente.

Le 676 pagine arrivano subito alla fine e speri sempre di poterne risparmiare un mucchietto per il giorno dopo, se durante la notte non leggerai o se non passerai il tempo a pensare a quanti uomini hai incontrato e quanti di essi odiano le donne e… in che misura.

E’ il primo capitolo di Millenium Trilogy.

Naturalmente comprerò gli altri e spero che siano all’altezza.

Questo libro è uscito nel 2005, ha avuto successo, in Italia è alla decima edizione, la scrittura non è brillante, ma ha molti pregi, a cominciare dai ritmi decisi, le descrizioni accurate e la sagacia di certe trovate.

Ciò che più di tutto ha trovato il mio consenso è l’ambientazione.

Questa Svezia così lontana da me.

Il paesino Glaciale dove tutto è freddo: la neve, l’inverno – certo – ma anche la gente, la famiglia Wanger, le case e persino il sesso.

Tutto è freddo, tranne il respiro di chi continua a vivere e le lacrime di chi ama la vita o l’amore.

Mi ricordo scene da un matrimonio, si. Con tutti quei dialoghi razionalissimi e tutta quella civile, fottutissima apertura mentale per la quale irrigidirsi di fronte alla fine di una storia era il massimo che ci si poteva concedere.

Invece no, i sentimenti, le passioni, le ossessioni esplodono quando meno te l’aspetti e fanno casino ovunque e sciolgono la neve, e sporcano i paesaggi immacolati con il loro sangue rosso.

L’autore è morto, un infarto a 50 anni, si chiamava Stieg Larsson, era un giornalista e la sua trilogia pluripremiata è stata pubblicata postuma.

Che sfiga.

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3 Risposte

  1. Anche ad un uomo può capitare di risparmiare sulle misure, è che non lo fa apposta…

  2. Da http://www.thespacebetween.it
    Non amo particolarmente i libri gialli e solitamente cerco di starne alla larga peggio che dalla peste. Se poi il libro in questione supera le seicento pagine i disincentivi alla lettura iniziano a diventare troppi per potermi invogliare a vincere la naturale avversione verso il genere in questione. Eppure il clamore mediatico generato dal primo libro di Stieg Larson mi ha convinto ad investire ben 19,50 euro per l’acquisto. Ad un libro giallo, si sa, non è affidato l’alto compito di “fare letteratura” e tantomeno ci si aspetta che le sue pagine siano cesellate da ornamenti prosaici aulici. Un poliziesco è un libro per tutti, un compagno scanzonato che ci accompagna durante i tempi morti, stuzzica la curiosità e aguzza l’ingegno senza mai diventare aristocratico; bisoogna sfogliarne le pagine con leggerezza .

    Nonostante sia al suo esordio letterario Larson dimostra di conoscere a fondo il genere e si avvale di tutti i trucchi del mestiere per sedurre il lettore. Il successo editoriale è figlio di una serie di riuscitissime scelte. La trama è volutamente scontata. Un omicidio da risolvere, qualche colpo di scena e i soliti dissidi familiari condiscono la vicenda gradevolmente. L’azione, poi, si svolge in un piccolo paese, uno scenario circoscritto che strizza l’occhio al lettore; tutti possono essere sospettati, nessuno è innocente aprioristicamente. L’indagine in un luogo così circoscritto stimola l’indole voyeuristica del lettore che spierà nelle vite private degli abitanti del villaggio. Con un ristretto ventaglio di sospettati ciascuno può divertirsi a formulare ipotesi e cercare soluzioni. I personaggi, umanamente eroici, sono presentati senza efficacia espressiva. L’autore coniuga la loro personalità tra virtù e vizi, si sofferma a descriverne il profilo psicologico ma in modo vacuo. Nonostante parecchie pagine siano dedicate all’indagine introspettiva questa risulta sempre poco convincente e caricaturale. Inveitabilmente tra i due detective si genera grande tensione, un minestrone dagli ingredienti ben noti: sesso e amore, sintonia e riservatezza, late vicinanze. Eppure tutta questa banalità sembra funzionare. Senza accorgertene inizi a vestirne i panni, a pensare come loro. Il libro diviene anche un pretesto per denunciare alcuni misfatti di cui l’odierna società svedese sembra essere rea. Il lettore scopre che lì una donna su tre è vittima di molestie (sarà vero?), scopre che la corruzione, la malavita, i pasticci burocratici non sono solo un vizio del “bel paese”. Anche in Svezia non è tutto oro quel che luccica. La prosa è scorrevole, veloce, a tratti giornalistica, mai ripetitiva e scontata. La lettura non è solo avvincente ma anche rilassante.

    Questi punti di forza rappresentano anche la debolezza più evidente del romanzo. La trama, tanto scontata da essere prevedibile, consente al lettore di prevedere gli avvenimenti allentando continuamente tensione. Ne risente fortemente tutto il climax emotivo che non raggiunge mai punti abbastanza alti. I personaggi, troppo fumettistici e oleografici, risultano simpatici ma finti. Imperdonabile è la distinzione troppo netta tra “buoni” e “cattivi”; i primi, sebbene trapelino di continuo lati oscuri del loro passato, ci vengono propinati con tanta bonarietà da essere assolti senza processo. Questo, oltre a restringere oltremodo la cerchia dei sospetti rende la lettura stucchevole, sai già dove l’autore andrà a parare; latitano i colpi di scena. Mi chiedo quanto possa essere efficace un Giallo privo di tensione, ritmo narrativo e capovolgimenti di scena. Le denunce sociali, poi, sembrano solo un pretesto attorno al quale costruire una storia. Il progetto originario intendeva, con dieci romanzi, mettere a nudo vizi e difetti della società svedese. La prematura scomparsa dell’autore ha bloccato questo arduo compito al terzio episodio della saga. La domanda resta la stessa: il giornalista Larson usa il genere poliziesco per sensibilizzare l’opinione pubblica oppure utilizza i classici problemi (sui quali l’opinione pubblica è già sensibilizzata) come pretesto per un poliziesco moderno ed appetibile?

    Da leggere se si è amanti del genere o se spinti da tanta curiosità verso l’ennesimo successo editoriale. Per gli altri, qualche buona pagina ed una scrittura piacevole possono non essere degli stimoli adeguati per masticare le troppe pagine del romanzo. Un libro scritto da un buon operaio del genere che, utilizzando i ferri del mestiere, assembla senza errori una storia lineare e piacevole ma priva di estro creativo. La differenza tra questo ed un ottimo libro è la stessa che passa tra un quadro e la carta da parati. Entrambi adornano le pareti, ma solo il quadro suggestiona ed emoziona chi l’osserva.

  3. FONDAZIONE CINEMA PER ROMA

    NIELS ARDEN OPLEV INCONTRERÀ IL PUBBLICO ALL’AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA DI ROMA

    Il regista di “Uomini che odiano le donne” in Italia

    per l’anteprima del film

    In occasione dell’anteprima italiana di “Uomini che odiano le donne”, film tratto dall’omonimo romanzo di Stieg Larsson, che uscirà nelle sale il 29 maggio (www.uominicheodianoledonne.it), il regista Niels Arden Oplev incontrerà il pubblico dell’Auditorium Parco della Musica di Roma. L’evento, organizzato dalla Fondazione Cinema per Roma, che produce il Festival Internazionale del Film di Roma, si svolgerà martedì 26 maggio alle ore 10, presso la sala Teatro Studio. Oltre al regista, sarà presente lo scrittore Franco Scaglia, autore della trilogia “Il custode di Terra Santa”, edito da Piemme Editore. Sul palco, l’attrice Antonia Liskova reciterà brani del libro mentre sullo sfondo verranno proiettate immagini del film.

    L’incontro sarà moderato da Piera Detassis, direttore artistico del Festival Internazionale del Film di Roma, e Alessandra de Luca, critico cinematografico.

    L’evento è stato possibile grazie alla collaborazione di Bim Distribuzione, Marsilio Editori e Fondazione Musica per Roma.

    I biglietti per l’ingresso in sala saranno distribuiti, fino ad esaurimento dei posti disponibili, a partire dalle ore 11 del 25 maggio, presso la biglietteria centrale dell’Auditorium Parco della Musica di Roma.

    FRANCO SCAGLIA

    Giornalista, inviato dal Medio Oriente, dal 2004 è presidente di Rai Cinema. Come scrittore, è autore della trilogia “Il custode di Terra Santa” edito da Piemme, per la quale ha anche pubblicato “Il viaggio di Gesù. Sulle tracce dell’uomo che ha insegnato l’amore”.

    ANTONIA LISKOVA

    Attrice in grado di destreggiarsi fra tv e cinema, fa il suo esordio sul grande schermo con Carlo Verdone nel film “C’era un cinese in coma” (2000). Nel 2008 ottiene una candidatura ai David di Donatello come migliore attrice protagonista per “Riparo – Anis tra di noi”. Nel 2009, lavora con Giuseppe Piccioni nel cast di “Giulia non esce la sera”.

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