la rimanenza

Mi sento un po’ frastornata. Il viaggio, i cambiamenti in corsa, la solitudine che sta al fondo di certe chiacchierate, quella che si legge sempre alla fine di una tazzina di caffè. Io non bevo caffè.

La cioccolata alla menta, cercare una cosa nel fondo della borsa,credere che non la troverò mai e averla, d’incanto, tra le mani.

Non come la gioia,che non si lascia mai stringere per troppo tempo.

Il tempo scorre tra le pagine di un libro che intrattiene, così le ore non diventano mesi, così ogni minuto finisce per essere utile.

Io vorrei tanto essere utile, a cominciare da me stessa.

Utile, utilizzabile, pratica, funzionale. Una chiave inglese, un cacciavite, una borsa a tracolla, un tappo di sughero da tirare via e dimenticare sul pavimento, sperando che la bottiglia sia di quelle buone almeno. Qualcosa di semplice, persino di banale, ma utile.

Invece che sono io? Chi sono lo so fin troppo bene.

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