da lontano

Mentre guardo “Il Pianista” nella solenne e sonnacchiosa ricorrenza de “Il giorno della memoria” penso che effettivamente ho mancato un post su Obama… come qualcuno mi faceva notare.

Perchè? Perchè penso a Obama mentre guardo un film sulla tragedia degli ebrei? La risposta non è una e tutte sono scontate quanto inesatte.

Ciò che lega i miei pensieri, il filo rosso che porta dall’olocausto al presidente nero è la commozione.

La commozione è uno stato d’animo che mi domina ed è il marchio di fabbrica di mio padre.

Io piango di tristezza sincera, lui piangeva d’orgoglio.

La storia di Obama è una storia piena di orgoglio, è una storia che commuove e lui, nero, sottile, su quel palco qualche giorno fà era così enorme da commuovere fino alle lacrime.

Nel mio sconfinato narcisismo, ancora una volta osservo il mondo Brigidocentricamente e – forse – con troppo ottimismo… Ma spero che quest’uomo somigli alle sue promesse e alle sue parole piene di buon senso e quest’uomo che ce l’ha fatta, spero che ce la faccia ancora.

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Una Risposta

  1. Obama fa molto conto sul movimento brigidocentrista

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