A pezzi

Sto a pezzi. Ogni venerdì che si rispetti ti lascia a pezzi sul marciapiede, se ti giri in dietro vedi briciole di te sparse per la strada che rotolano sotto le scarpe della gente, sotto i tacchi a spillo di certe bellissime donne di città che magari non lo fanno, ma ti danno l’idea di considerarti meno di niente quando attraversi la loro rotta per sbaglio e contamini la scia di profumata perfezione che le precede e che le segue.

Alla fine torni a casa che sei un mucchietto di cenere, un patetico mucchietto di cenere senza nessun valore.

Se non fosse per le luci che accendi, se non fosse per la borsa che lasci sul tavolo, se non fosse per quei pochi segni di te, nemmeno tu ti accorgeresti di esserci.

Vai al bagno, ti guardi nello specchio, massaggi le tempie, resti lì un secondo e ripeti: “non ci siamo”.

pensi che dovresti dare una piega diversa a tutto ciò che ti riguarda e sei già con la testa nel frigo a cercare qualcosa di dolce… senza amarezza.

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