la bellezza americana della rivoluzione

Revolutionary Road.

Come perdere ogni speranza nell’amore, come convincersi che non solo “niente è per sempre” ma anche che tutto ciò che un tempo era bello e promettente, domani diverrà poco più che spazzatura.

La strada della rivoluzione è lastricata di buoni propositi.

Tutto sembra essere didascalico, pieno di riferimenti profondi, di richiami talmente topici da sembrare scontati nelle parole di Yates quando delinea con perfida sapienza i caratteri piccoloborghesi di April e Frank.

Loro due contro il mondo, dentro il mondo, sopra il mondo, fuori, irrimediabilmente fuori dal mondo. Un mondo che negli anni sessanta fioriva di speranze con quel BOOM economico e sociale che fu una bomba vera e propria per gli americani e le americane di allora, la bomba che aprì la breccia alla rivoluzione sessuale e intellettuale degli anni settanta.

La lunga, borghese – americanamente lineare – revolutionary road.

Non posso dire di aver amato questo libro, che anzi ho odiato pagina per pagina perché mi terrorizza nella sua amarezza senza scampo, ma posso ben dire che ha lasciato una traccia profonda ora che l’ho letto fino alla fine.

E ancora vedo il grembiule da casalinga imperfetta di April lasciato in fretta sullo schienale di una sedia.

Vedo Frank in piedi, a fissare le sue due dita di burbon nel bicchiere, prima di mandarle giù insieme alle frustrazioni.

Vedo il vialetto che Frank cercava di portare a termine,vedo quella casetta deliziosa, lì a revolutionary road, simbolo della ridente provincia americana dove tutto può essere meraviglioso se si ha abbastanza fortuna e forza d’animo.

Vedo John, col suo berretto, da qualche parte laggiù… sorride amaro. Forse anche lui ha sentito il gusto acre della storia di cui fa parte.

Il film tratto dal libro, è stato diretto dal regista Sam Mendes e nutro grandi speranze.

Nel matrimonio di Frank e April si possono ritrovare tutti gli elementi del rapporto in crisi tra Lester e Carolyn in American Beauty, la stessa atmosfera fredda e disperata, le stesse grigie evasioni, gli andirivieni di provincia americana e le piccole follie, gli isterismi, le nevrosi delle persone alla strenua ricerca di un cambiamento, di una rivoluzione, a costo della morte.

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