sole sopra

Oh Dio, la gente è ancora abbronzata e per gente intendo proprio la gente, ovvero quel fiume di uomini e donne, di magri e di grassi, sciatti ed eleganti, alti e bassi, biondi e mori, lisci e ricci, con o senza occhiali, con le borse, le valigie, le cuffiette dell’I pod, uno, due, dieci giornali sotto il braccio o il cane, la bici, la spesa… tutte quelle persone non meglio definite e identificate che non conosco e che nella maggior parte dei casi non conoscerò mai e che per me non contano nulla se non come e quanto granelli sulla spiaggia.

Insomma la gente ha ancora addosso quel colorito sano che la melanina e la vitamina B conferiscono all’uomo quando si espone al sole. L’abbronzatura è il marchio di fabbrica dell’estate più di quanto lo siano i girasoli in un vaso. L’abbronzatura è il segno visibile e tangibile che il sole si può prendere e trattenere a lungo dentro di sè.

Non è un caso quindi che la mia pelle quest’anno sia così chiara.

Solo qualche giorno e sembreremo tutti uguali… anche se non lo saremo mai!

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Una Risposta

  1. Eh, Si, anche io noto il colorito sano della gente quando sono in Italia. Tutti, ma proprio tutti sprizzano “Outdoors-Ness”. si vede anche nelle nonne, enegriche, che cercano di domare i nipotini tenendoli sotto il braccio come delle baguette.
    Potrei aggiungere i profumi, talvolta odori nemmeno troppo chic, che completano l’archivio della memoria sotto “Luglio, Liguria” .
    Fiori dappertutto, tutti si vestono di colori sgargianti. I giovani sono + belli, le ragazze piu’ fresche, i ragazzi + atletici, anche i bambini p piccoli che di solito mi fanno pensare “oddio speriamo non attacchino a piangere”… tutto questo, insieme a schiamazzi, radio mal sintonizzate, rimbalzi di palla sulla battigia si confonde in un unico suono che viene da lontano e si chiama estate.
    No, si chiama quello che io mi ricordo dell’estate italiana, che mi manca ferocemente.
    L’abbronzatura e’ lo stampino finale della produzione di persone felici mi dico, chiedendomi, facendo il conto col tempo che passa, xche’ sono rimasta a Londra cosi’ a lungo e perche’ non mi sto decidendo a tornare.
    Poi mi riprendo, dico che ormai anche questa e’ diventata la mia vita, e che forse, avessi fatto anche le ultime 17 estati come una volta, invece di un bel viso abbronzato, lo specchio mi mostrerebbe un vecchio mocassino di cuoio.
    E questa e’ una versione moderna di “la volpe e l’uva”
    Grazie del “palco” e sorry for taking so much space.

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