Archive for novembre 2009

cosa fare, non fare, pensare
novembre 12, 2009

Prendete la macchina, andate via da qui, accendete la radio o spegnetela se la musica che c’è non vi piace (come faccio io ultimamente, io che non sopporto certe parole, certe frasi, certe note). Prendete un treno, una carrozza con dieci cavalli, come volete… ma andate via. Una valigia, qualche cd, una o due foto della mamma. Poi scordatevi il mondo che c’era prima della partenza. Se partite d’inverno non dimenticate la sciarpa e il cappello, se invece andate via d’estate, scompigliatevi i capelli al vento e nel vento cercate di perdere ogni ricordo.

Mi piacerebbe avere 20 anni per sentirmi dire queste parole e per andare via sul serio, lontano lontano lontano lontano…. più lontano. Con un po’ di tristezza, tanta tristezza nello stomaco e le lacrime agli occhi ma tutto un futuro di speranza davanti.

Oggi, che fisso una parete bianca piena di ricordi non ho vento in cui perdermi, per dimenticarmi tutto quello che è successo, tutto il niente che c’è stato e che c’è.

Dici che non è niente? dici che passerà? Eppure ci sono cose che si sanno, che si vedono e si sentono ancora prima che accadano, ancora prima che le pensi Dio, così eri tu per me… l’ho suggerito io al cielo e poi è successo.

Nessuno mi ascolta più da lassù.

Una volta, tanto tempo fa parlavo con il vento, ma ora conosco troppe parole per trovare quelle giuste.

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chiedo scusa
novembre 2, 2009

Mi dispiace per chi oggi mi ha scritto, telefonato, cercato e per chi si è preoccupato non sentendomi rispondere, ma mi dispiace per un sacco di altre cose anche, per cui queste sono passate in secondo piano. La maggior parte di voi non legge questo blog, perciò tra oggi e domani richiamerò, scriverò e cercherò chi aveva provato a contattarmi.

Certo, si fa il doppio della fatica. Quando si decide di staccare la spina e poi si butta un occhio alla quotidianità ci si rende conto all’improvviso di particolari mai osservati prima: quante persone chiedono di te in una domenica d’autunno? Quante addirittura si preoccupano se non ti fai viva? Quali parole usano? Quali mezzi adottano per arrivare a te e tu? Dove sei stata mentre loro ti pensavano?

Io mi sono tenuta impegnata: ho fatto il bucato, ho lavato la macchina, ho passeggiato nei pressi di casa, poi mi sono seduta su un prato chiedendomi perché non l’avessi fatto più spesso, fino a quando mi sono ritrovata piena di formiche e di risposte.

Scusate.

Mi dispiace soprattutto non aver risposto a Stella che si è ritrovata a scegliere la giornata meno adatta per chiacchierare con me. Stella, tu forse leggi e mi perdonerai.

Oggi volevo stare sola… o meglio no, non avrei voluto, ma lo ero e volevo essere sincera.

Dicono che domani farà freddo, che pioverà. Qui, tra la cucina, il giardino e il bagno, il grigio, il freddo e un po’ di pioggia non sono mancati nemmeno oggi, ve lo dico io.