cuor di locomotore

Ne prendo di tutti i colori con prevalenza di blu, bianco, una punta di verde. Vanno piano in genere, comunque per quanto accelerino non arrivano mai puntuali. Io ci salgo a testa china scrollandomi di dosso un po’ di umido della mattina presto, butto giù lo sguardo degli altri passeggeri assonnati insieme a un sorso d’acqua minerale che sa di dentifricio e cerco di dimenticare  i sogni appena fatti sostituendoli con le parole sdolcinate di qualche canzone sentita alla radio guidando con un occhio alla temperatura esterna e l’altro allo specchietto in cui studio desolata la piega imprevista dei miei ricci anarchici.

E comunque dicevo, per quanto li detesti è con loro che passo le mie ore migliori. Su di loro mi lascio andare all’immaginazione, alle angosce, ai pensieri migliori. Mangio, bevo, leggo, telefono e scrivo.

Non hanno un buon odore i treni dei pendolari. Sanno di fretta, di dovere, rassegnazione e poca creatività. Zero margine di miglioramento, cattiva digestione di colazioni appena sbocconcellate, lasciate nel piatto per metà per paura di perdere, insieme al treno anche tutto il resto… per quanto tutto il resto – il più delle volte – sia un’incognita grigia.

Invece i tratti a lunga percorrenza con la tappezzeria hanno un odore diverso, sanno di avventura. Insieme a quella piccola certezza che sarà il ritardo, non sai di preciso cosa vedrai e che tempo troverai dove stai andando. E lì probabilmente non c’è una noiosa giornata di lavoro ad aspettarti, ma un piccolo tesoro di cui nessuno sa il nome e l’entità.

Non solo ferro e locomotore, chiacchiere e distintivo e chilometri di abbonamenti colorati da esibire di mese in mese come bambini diligenti; La vita è fuori dal finestrino, al di là delle rotaie… almeno per i più fortunati.

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Una Risposta

  1. Inoltre oggi, appoggiata pigramente al finestrino, ho guardato attentamente le campagne ciociare: tristi e desolate, piene di sterpaglie, secche e spoglie più per il degrado e la trascurataggine che per il freddo dell’inverno inoltrato. Penso le peggiori che si possano intravedere dal finestrino di un treno. Ma questa, almeno questa, non è colpa di Trenitalia.

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