Archive for aprile 2010

io c’ero una volta
aprile 21, 2010

I Maya hanno inventato il cioccolato fondente e la fine del mondo del 2012, con un po’ di impegno e fortuna in più sarebbero andati sulla luna al posto degli americani (ammesso che gli americani ci siano andati e i Maya no).

pensa che bello se i Maya avessero ragione. Non che io voglia morire tra due anni, quello no, ma pensa che bello se davvero fossimo giunti alla fine di un’era. Pensa che bello poter dire: “io c’ero una volta” e che cosa meravigliosa adesso poter sperare in meglio.

io c’ero una volta… Non è quello che noi donne diciamo quotidianamente guardandoci allo specchio? Quando giorno dopo giorno vediamo che non siamo più com’eravamo e che come eravamo non torneremo mai.

E ci ostiniamo a chiamarci ragazze anche se abbiamo più di trent’anni e se facciamo sempre tardi non è per maleducazione, è che vogliamo fregare il tempo.

E il modo non finirà nel 2012, noi ragazze non siamo pronte a lasciare il palcoscenico

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malincoazzurro
aprile 18, 2010

Facebook è il posto dove discuto con la gente e mi mantengo allegra, qui invece sono libera di deprimermi in pace e scrivere, gridare se voglio, che un fine settimana con la pioggia non è un vero fine settimana, che quello appena trascorso, ad esempio, non mi sono nemmeno accorta di averlo vissuto.

E poi ho ancora il jet-lag e una settimana fa ero dall’altra parte del mondo a prendere il sole a quest’ora e avrò il diritto di starci un po’ male.

Sento ancora il dondolio del catamarano nelle orecchie, stanotte ho sognato di stare in mare. Sento ancora la sabbia sotto i piedi e per la verità ne ho ancora una manciata nella borsa, infilata nelle pagine del libro che ho letto laggiù, nella tastiera del telefonino, nel portafogli e davanti agli occhi, quando guardo le lenti scure degli occhiali da sole, graffiati da giorni e giorni di relax e di lasciar perdere.

La gente è nera nei miei sogni, ha sorrisi enormi, è poco vestita e arriva dopo la musica, dopo un canto, dopo un’onda. Mi è rimasta nel cuore quella sabbia, quella spuma. Mi è rimasto un soffio di vento, il profumo d’abisso, il volo degli uccelli al tramonto, il sapore del mango, la soddisfazione della notte che si sdraiava piano sul sole.

pane e cioccolata
aprile 15, 2010

No, non è del film con Nino Manfredi che parlo, è della mia cena, la cena approssimativa e vagamente disperata di una tipa persa nel fuso orario di due mondi opposti.

Non ho fame, non ho sonno, non ho nemmeno troppe parole per descrivere la mia andata e il mio ritorno.

Femmina una, maschio l’altro, chissà perché poi…

dualità, spericolatezze, paure.

La paura di volare che come ogni paura irrazionale porta con sé un po’ di incanto di fanciullezza, quando si temeva il buio per partito preso.

La paura dei fondali marini, pieni di pesci così ignoti, la paura di essere lontani da un mondo fondamentalmente cattivo che può approfittare della tua assenza per colpirti.

Io sono piena di paure irrazionali quindi tutte pienamente giustificabili.

Come vivo bene con la mia prudenza e come mi esalto quando la tradisco e me la cavo nonostante tutto. I coraggiosi non fanno mai abbastanza, noi pavidi viviamo avventure ogni giorno.

Chi legge si chiederà dov’è stata? Repubblica Dominicana dico io.

Un posto che si divide un’isola con Haiti, la prima terra del nuovo mondo, è lì che Colombo scoprì le patate e io non potevo non andarci.

Ancora  ci sono le perline che gli spagnoli usarono per barattare la loro invasione, si mettono tra i capelli e i turisti se le riportano a casa come un trofeo, come riscatto per non essere neri e non avere quel fisico perfetto, quel sorriso enorme e per essere consapevoli di non poter mai ballare come uno di loro.

Pepe mi ha detto che le loro mamme li ballano da piccoli. Capito? Li ballano… le mamme. Qui ci parcheggiano alla Tv e ci riempiono di attività extrascolastiche per darci un cervello superiore…. ma a pensarci bene, quanto saremo tristi, noi con i nostri cervelli ipersviluppati,  quando scopriremo che se non sappiamo ballare è colpa  delle nostre mamme?