malincoazzurro

Facebook è il posto dove discuto con la gente e mi mantengo allegra, qui invece sono libera di deprimermi in pace e scrivere, gridare se voglio, che un fine settimana con la pioggia non è un vero fine settimana, che quello appena trascorso, ad esempio, non mi sono nemmeno accorta di averlo vissuto.

E poi ho ancora il jet-lag e una settimana fa ero dall’altra parte del mondo a prendere il sole a quest’ora e avrò il diritto di starci un po’ male.

Sento ancora il dondolio del catamarano nelle orecchie, stanotte ho sognato di stare in mare. Sento ancora la sabbia sotto i piedi e per la verità ne ho ancora una manciata nella borsa, infilata nelle pagine del libro che ho letto laggiù, nella tastiera del telefonino, nel portafogli e davanti agli occhi, quando guardo le lenti scure degli occhiali da sole, graffiati da giorni e giorni di relax e di lasciar perdere.

La gente è nera nei miei sogni, ha sorrisi enormi, è poco vestita e arriva dopo la musica, dopo un canto, dopo un’onda. Mi è rimasta nel cuore quella sabbia, quella spuma. Mi è rimasto un soffio di vento, il profumo d’abisso, il volo degli uccelli al tramonto, il sapore del mango, la soddisfazione della notte che si sdraiava piano sul sole.

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