un muro con una città intorno

Parliamo Di Berlino

E’ stato un incubo, ora è un sogno. Orgia di musei e monumenti per ricordare, per capire, commemorare, scoprire, inorridire, meravigliarsi e poi dimenticare… perché è sempre così che finisce, lo sai.

Tu vai camminando e per caso ogni tanto calpesti un segmento di terra segnata di scuro, lì c’era il muro.

C’è ancora. A pezzi, per tutta la città e persino nelle tasche dei turisti. C’è ancora sulle magliette, nei ristoranti, nei souvenir, nei luoghi dove proliferano piccoli ribelli sporchi fuori e a volte dentro. C’è ancora nei posti in cui si paga, in quelli dove ti sorridono parlando di una guerra che ha il volto in bianco e nero di Marlene Dietrich, dissolvenza di fumo. Marlene, rinnegata e amata come la guerra. La cara vecchia guerra che ha distrutto Berlino ma che le ha anche permesso di rinascere.

E’ questo che fa Dio, toglie e poi da… ecco perché non sappiamo fare a meno della guerra, se Dio è nostro padre, lei non può non essere nostra madre.

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