non so perchè

Una parte della verità è che in testa ho un tarlo che rode sottecchi. Nel suo lavorio frenetico lascia piccoli spazi nei quali ritaglio soluzioni sommarie ma…..

Sono in vacanza e il torace si gonfia di attimi di eternità. Il primo giorno è quello più colmo di meraviglia, di sapori antichi, di entusiasmi infantili, poi si finisce per abituarsi: un divano a tre posti diventa stretto, una casa a tre piani diventa un buco, il petto si stringe e la schiena si incurva un po’ sotto la malinconica marcia del tempo.

Un lunedì che profuma finalmente! Una mattina che brilla, un giorno che canta!

E per un momento, non so perchè, sto tornando a Roma, vicino piazza Navona, con un cappotto nero e gli stivali, una sciarpa colorata e un cappello sulla testa, 12, 13 anni fa quando sapevo di ck1, quando a piedi andavo dappertutto e ricordare non era ancora necessario per sapere dove andare.

Il tarlo continua e mangia le mie piccole certezze. Ecco cos’è l’insicurezza, uno spazio vuoto.

Dovrò riempirlo con qualcosa di bello.

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2 Risposte

  1. il divano non sembra neanche poi così stretto…

    • tutto, ma proprio tutto è relativo, anche il mio divano!

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