e giuro che non fumo marijuana

E’ successo qualche giorno fa ed ho aspettato un po’ prima di scriverci su. Il fatto è che quando si guarda la morte in faccia non la si vede mai troppo bene – credo – fino a quando non è davvero ora di vederla.

Andavo a prendere il mohel della comunità ebraica romana, l’appuntamento era all’uscita del casello dell’autostrada ed ero quasi arrivata sana e salva quando, per colpa di una mia distrazione, ho rischiato che una macchina mi travolgesse in pieno.

Spesso sento dire che in pochi secondi si vede scorrere il film della propria vita, per me non è stato così, io ho visto… o forse immaginato, ma in maniera nitida e assolutamente realistica il futuro di chi sarebbe rimasto. Intanto la macchina, distrutta da parte a parte, sventrata proprio dal lato guidatore, con me finita chissà dove in quale prato e mia madre, con una figlia morta e… senza più nemmeno un’automobile sulla quale contare. Giuro, ho pensato anche a questo. Il funerale da “ordinare” i manifesti del comune e il mio corpo che non è ancora possessore di un loculo.

Si, lo so che è macabro e forse stupido eppure io ci ho pensato ed è successo tutto nel breve periodo che mi è servito per frenare bruscamente e all’altro per evitarmi… con un una o due bruttissime parole immagino. E dopo, tanto lo sgomento e la sorpresa di aver evitato l’inevitabile, ho cominciato a pensare di poter essere in realtà morta sul colpo e di aver continuato a credere di essere viva come in un limbo prima di capire o di trovarmi di fronte alla realtà. Troppi film forse, troppi libri… troppa paura.

Io ho paura della morte, ho paura dell’aereo, della macchina, del treno, delle malattie, ho paura delle parole, ho paura del dolore… Ho paura un po’ di tutto che non significa come succede spesso non aver quindi paura di niente, significa aver paura punto e basta e – appunto – farsi bastare qualche piccola certezza e quella aggiunta di coraggio che serve per uscire allo scoperto di tanto in tanto.

Ipocondria, codardia o pudore della vita che è una cosa grossa… Chiamalo come ti pare quello che ho, giudicami come vuoi.

Se quel giorno sono rimasta viva però, invece di levarmi dai piedi, forse qualche cosa vuol dire, forse un motivo c’è.

Ciò che succede, poi, serve perché la morale non è solo alla fine delle favole, ma anche in mezzo alle nostre storie.

La lezione che ho imparato esige attenzione e se dovesse succedere un’altra volta e andare male… spero solo di non pensare più a mia madre

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Una Risposta

  1. Penso che se non e’ la tua ora, puo’ succedere di tutto, ma non e’ la tua ora.
    A me e’ successo con un’indigestione,sono stata talmente male che ho visto tutta la vita passarmi davanti in un attimo.
    Ricordo benissimo che avevo 27 anni perche’ ho visto la mia tomba con la foto da giovane, ed ho pensato che brutto morire a 27 anni. Per fortuna sono ancora qui 😉

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