Archive for febbraio 2011

Buon compleanno
febbraio 9, 2011

 

 

Guarda, non ho nessuna intenzione di piangere.

E tra dire e il fare…

Auguri papà, sarebbero stati 70, cinque in più insieme a me. Non ha senso, il condizionale è un tempo ingannevole e subdolo, pesca nel mare delle possibilità, ma il più delle volte disegna l’impossibile.

Io sono qui e tu no, di te non resta che il ricordo e, ancora, le tue scarpe da tennis. Di te resta anche ciò che è venuto dopo e che è nato per te, in tuo nome, in tua memoria, in tuo onore. Di te resto io… che senza di te, chi l’avrebbe mai detto, mi sento a metà.  Ancora, dopo cinque anni e questa emofilia dei sentimenti…

Guarda, sto piangendo e non ho nessuna intenzione di smettere.

Fermento
febbraio 6, 2011

Allora:

Mi piace, mi piace che questo freddo si stia levando dai piedi, mi piace che le giornate durino di più, che l’erba torni a profumare, che gli uccelli facciano casino la mattina, anche se si svegliano troppo presto. Mi piace che siano quasi finiti i saldi con quella roba vecchia sugli scaffali che non potevo vedere più, mi piacciono le nuove collezioni, i vestiti leggeri e le scarpe aperte. Mi piace quest’idea di primavera, questo sentore, quest’idea diciamo, dai.  E mi piace persino questo farmi il culo ogni giorno correndo per la città col telefono sempre in mano, con la borsa pesante quanto la testa, con quei fine giornata massacranti quando non mi resta che addormentarmi a bocca aperta sul treno, senza pudore – così – davanti a tutti. Mi piace avere da fare, mi piace pure aver imparato a dire “pazienza ragazzi, più di così non va” e tirare a campare senza fare l’eroe. Mi piace questo amore povero ed emaciato in cui ognuno fondamentalmente pensa ai cazzi suoi e dice all’altro il meno possibile nel rispetto del pudore dei sentimenti. Mi piace persino questo non poter sognare, non programmare mai niente e lasciarsi vivere che prima o poi qualcosa succederà. Mi piace perché sarà precario ma è pur sempre equilibrio e mi nobilita.

Mi piace che domani sia lunedì e che sia l’ennesimo primo giorno di dieta, mi piace quell’ansia da prestazione che c’è all’inizio della settimana, mi piace l’idea di aver mandato a puttane tutto un post in cui, mi pare, volevo dire altro.

Un post che però mi piace.

dal 2006
febbraio 1, 2011

Mah, io scrivo così, tanto per farlo. A volte mi riesce bene, a volte meno, però mi piace sempre perché sempre riesco a fare il punto o almeno a mettere i puntini di sospensione.

Poi capita che ti arrivino delle e-mail di apprezzamento e ti sale un panico tutto particolare, di quelli bicolore o agrodolci se solo il panico si potesse vedere o assaporare. Metà sorriso e metà no.

Cosa piace di ciò che dico? Soprattuto, quale importanza può avere e – addirittura – in che misura può influire sulla vita degli altri? Non lo so…

Una volta un mio amico mi ha fatto notare che scrivevo cose molto tristi, che anche la mia scrittura era un po’ triste e a me risultò strano perché non me ne ero accorta. Forse lui era più triste di me, sotto sotto. Oppure forse, ritornando al concetto originario, scrivo perché scrivere fa bene a me e mi fa bene più di quanto possa farmi bene sapere di essere letta e di piacere. Allora sai cosa..? Se mi leggi non dirmelo, Se lo fai non farmelo sapere perché poi magari sei triste più di me oppure ho voglia di essere triste e se ti penso, se so che tu sei lì che ti aspetti una risata, beh…

Sono stata molto triste in passato e sarò sempre un po’ triste perché sono fatta proprio così, ma tra tutto ciò che ho fatto o visto questo blog è la cosa a cui sento di dovere di più.

La mia cura alla Battiato, la mia pillola della serenità, il mio make-up rigenerativo.

E tu dici, bene, scarabocchia su quattro fogli di carta allora se ti da tanto fastidio che io ci sia, se non mi vuoi chiuditi in casa, nella tua stanza, scrivi con la lucetta sotto le lenzuola ed è tutto finito… invece te ne stai qua, ti metti in mostra e dai la colpa a noi se ti prende il panico, se non sai che fare. Sei una scema.

Che ti devo dire? Hai ragione tu.

Mi rimangio tutto.